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Para rowing: podio iridato per l’equipaggio del 4 con misto

Lucilla Aglioti, Tommaso Schettino, Luca Agoletto, Paola Protopapa e il timoniere Gaetano Iannuzzi conquistano il bronzo ai Mondiali di Sarasota. Protopapa: “Una medaglia fantastica: non avrei mai pensato di arrivare a tanto e questo mi porta a dire che tutto è possibile”

19 ottobre 2017

ROMA - “Una medaglia fantastica, vinta insieme ai miei compagni del Circolo Canottieri Aniene e al nostro allenatore societario Riccardo Dezi”. Paola Protopapa è da anni una delle atlete più rappresentative del canottaggio paralimpico italiano. L’ultimo successo, in ordine di tempo, è arrivato dalle acque statunitensi di Sarasota, dove l’equipaggio del 4 con PR3 misto ha ottenuto la medaglia di bronzo Mondiali di para rowing.Un podio ottenuto nel finale e in rimonta sull’imbarcazione ucraina, che fino a quel momento aveva tenuto saldamente la terza posizione. Decisivi gli ultimi 300 metri di gara, quando il nostro remo è riuscito a superare l’Ucraina e a ottenere una importantissima medaglia di bronzo. L’oro è andato alla Gran Bretagna, l’argento agli Stati Uniti.
 
Lucilla Aglioti, Tommaso Schettino, Luca Agoletto, Paola Protopapa e il timoniere Gaetano Iannuzzi gli azzurri che hanno ottenuto il podio iridato. Paola Protopapa e Luca Agoletto rappresentano un pezzo di storia di questa disciplina a livello paralimpico. Sono loro, infatti, i primi e sino a ora gli unici due canottieri ad aver conquistato una medaglia d’oro a una Paralimpiade. Nove anni fa, ai Giochi di Pechino, Protopapa, Agoletto, Signore, Saccocci e il timoniere Franzetti ottennero il primo gradino del podio nel 4 con misto.
 
“Bellissimo aver condiviso questa medaglia con Luca – osserva la Protopapa - sono contenta perché a Sarasota, per la prima volta in carriera, ho gareggiato come capo voga. Cambiare il mio ruolo a questa età e andare davanti è senza dubbio una responsabilità enorme ma ci sono riuscita e sono molto soddisfatta. Un risultato ancor più importante se consideriamo la differenza tra l’età media degli equipaggi in gara e la nostra, 25 anni contro 50 – ammette l’atleta romana – avevo avuto già modo di conquistare due argenti mondiali ma nonostante questa volta sia arrivato un bronzo si tratta di una medaglia incredibile perché vinta serenamente, in un clima fantastico. Un altro aspetto importante da sottolineare è che, nel cammino di avvicinamento ai Mondiali, siamo cresciuti giorno per giorno – spiega - non c’è stato giorno, infatti, in cui il nostro allenatore non ci abbia portato a migliorarci. E’ una cosa positiva che Riccardo Dezi sia riuscito a tirar fuori il meglio di noi, sia dalle persone che dalle disabilità – confessa l’azzurra – e veramente non era per nulla facile prendere questa medaglia, strappata al termine di una battaglia contro l’Ucraina, un equipaggio competitivo e sempre a medaglia nelle prove di Coppa del Mondo. Inoltre siamo passati dalla distanza di 1000 metri a quella di 2000 – prosegue - un banco di prova difficile e molto più impegnativo a livello di allenamento. Dove vogliamo arrivare? Sicuramente a dare il massimo– assicura la Protopapa - sportivamente parlando voglio lasciarmi alle spalle questi ultimi quattro anni”. E conclude: “Sinceramente non avrei mai pensato di arrivare a tanto e questo mi porta a dire che tutto è possibile anche perché abbiamo una bella testa e dei fisici che ci assistono”. (a cura del Cip)

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