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Giornata paralimpica, a Bologna si tira di scherma con Emanuele Lambertini

Lo schermidore paralimpico bolognese è uno degli atleti che il 5 ottobre saranno in piazza Maggiore per la giornata dello sport senza barriere. Sulla sport per persone con disabilità dice: “Grandi passi in avanti sono stati fatti, ma c’è ancora molta strada da fare”

4 ottobre 2017

BOLOGNA - “È un’occasione non soltanto sportiva ma anche sociale, per avvicinare disabili e normodotati alla pratica sportiva. Ma soprattutto per mostrare come con lo sport si possono abbattere tutte le barriere”. Ci sarà anche Emanuele Lambertini, 18 anni, schermidore paralimpico bolognese in forza alle Fiamme Oro e alla Zinella scherma di San Lazzaro di Savena (Bologna), alla Giornata paralimpica che il capoluogo emiliano ospiterà il 5 ottobre, in piazza Maggiore, insieme ad altre 5 città: una festa dello sport senza barriere, per diffonderlo e farlo toccare con mano anche a chi non l’ha mai praticato e per sensibilizzare l’opinione pubblica sullo sport paralimpico. “Grandi passi in avanti sono stati fatti, ma c’è ancora molta strada da fare”, commenta Lambertini. E questa giornata, in cui saranno proprio gli atleti disabili a dare dimostrazione di come lo sport possa essere praticato da tutti a qualsiasi livello, si propone proprio di essere un’occasione per cominciare a fare questi passi.
 
Argento nel fioretto alla coppa del Mondo under 17 nel 2014, bronzo nella spada a squadre l’anno successivo sempre in coppa del Mondo nel 2015, bronzo nel fioretto a squadre agli Europei 2016, altri due bronzi ai Mondiali under 23 nel 2017. E poi numerosi trofei nazionali e la convocazione azzurra per le Paralimpiadi di Rio 2016. Ha da poco raggiunto la maggiore età, Emanuele Lambertini, ma la sua bacheca sportiva è già ricca di medaglie e trofei. Nato a Cento (Ferrara) nel 1999, ha poco più di un anno quando gli viene diagnosticata una rara malformazione vascolare che rende necessaria, 7 anni più tardi, un’amputazione all’altezza della coscia destra. È nel periodo della riabilitazione, all’età di 9 anni, che Emanuele si avvicina alla scherma. “Non c’è un motivo per cui l’ho scelta, non la conoscevo per niente – racconta – ho provato grazie a Melissa Milani del Comitato paralimpico dell’Emilia-Romagna, mi è piaciuta e ho continuato”. Lo sport lo ha aiutato in un periodo particolarmente difficile, sia dal punto di vista terapeutico sia da quello psicologico e sociale: “La scherma mi ha aiutato anche a ricominciare a socializzare con i miei coetanei”. Da allora la carriera da schermidore in carrozzina di Emanuele Lambertini è stata un successo dietro l’altro, che lo hanno portato a essere, oggi, uno degli atleti di punta della nazionale di scherma paralimpica. La vittoria che gli ha dato più soddisfazione? L’oro a squadre conquistato a Stadskanaal (Paesi Bassi) lo scorso maggio ai Campionati mondiali under 23: “Vincere in una gara a squadre dà più soddisfazione, perché quando un compagno è in pedana è come se stessi gareggiando anche tu”.
 
Lambertini è uno dei protagonisti di un’Italia che, nello sport per disabili sta ottenendo importanti risultati, da Bebe Vio ad Alex Zanardi e Martina Caironi. “Questo sta permettendo allo sport paralimpico una risonanza che solo qualche anno fa non aveva – afferma – le cose sono molto migliorate, anche rispetto a quando ho cominciato 9 anni fa”. È proprio per contribuire a migliorare lo stato di salute dello sport per disabili e portare la sua testimonianza a tutti i partecipanti che Emanuele parteciperà alla Giornata paralimpica a Bologna: “Sarà un momento per fraternizzare e diffondere la bellezza dello sport, sia per i disabili sia per i normodotati”.

di Simone Lippi Bruni

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