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Paratriathlon: tre azzurri ai Mondiali di Rotterdam

L’evento, in programma dal 15 al 17 settembre, vedrà in gara Giovanni Achenza, Anna Barbaro e Veronica Yoko Plebani. Il DT Cambi: “L’obiettivo è conquistare un podio”

13 settembre 2017

ROMA - “Inutile nasconderlo, andiamo a Rotterdam con l’obiettivo di conquistare un podio”. Mostra fiducia Mattia Cambi, Direttore Tecnico della Nazionale Italiana di paratriathlon, in vista dei Campionati Mondiali di Rotterdam, in programma dal 15 al 17 settembre. Tre gli azzurri convocati dal DT in vista della rassegna iridata: si tratta di Giovanni Achenza, del Team Equa, che gareggerà nella PT1, di Veronica Yoko Plebani, del Trilron, impegnata nella PT2, di Anna Barbaro, del Minerva Roma, in gara nella nella PTVI.
 
Achenza, medaglia di bronzo a Rio 2016, è il veterano di questo gruppo. Recentemente ha recuperato la forma fisica dopo un piccolo problema alla spalla ed è reduce da un intenso periodo di allenamento. “Giovanni è cresciuto molto ed è lecito che ambisca a una medaglia – assicura Cambi – per il podio dovrà vedersela con i padroni di casa, gli olandesi Platz, oro alle Paralimpiadi di Rio, e Schipper. Da tenere d’occhio anche l’inglese Townsend. Discorso diverso per la Plebani e la Barbaro – prosegue il Direttore Tecnico – che non hanno mai partecipato a un Mondiale. Per loro Rotterdam rappresenterà l’occasione per fare esperienza a livello internazionale. “La loro presenza è molto importante in vista del 2018 hanno lavorato bene in raduno in quest’ultimo periodo ma hanno ancora ampi margini di miglioramento. Grande assente Michele Ferrarin – sottolinea il DT - primo uomo escluso tra tutte le categorie. Michele ha corso poche gare lo scorso anno. Confidavamo in un invito che non è arrivato”.
 
“Dopo un bel ritiro a Ladispoli in cui ho avuto il supporto dei miei compagni di squadra e dopo aver vinto il 3 settembre la quarta tappa dell’IPS di Mergozzo, è arrivata la notizia più bella – confessa Anna Barbaro - si vola a Rotterdam per partecipare al Mondiale. Ora bisogna lasciare poco spazio per gioire – avverte la Barbaro – perché questo è il momento di soffrire per ottenere grandi traguardi”.
 
“Un anno fa vivevo un’emozione indescrivibile – ricorda Veronica Yoko Plebani – a distanza di 365 giorni ancora non riesco bene a realizzare tutto quello che la Paralimpiade ha rappresentato”.
“Posso solo ringraziare ancora chi mi ha accompagnata fino a Rio – osserva l’azzurra - chi ha fatto il tifo per me e chi sta continuando a seguirmi nonostante non sia facile farlo, perché ho fatto e farò sempre milioni di cose. Ora, a distanza di un anno dalla mia finale olimpica in kayak, sto per partire per i Mondiali di triathlon – conclude Veronica – sinceramente non vedo l'ora di scoprire dove sarò l'anno prossimo a quest'ora”. (a cura del Cip)
 

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