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Calcio per atleti con sindrome di Down: l'Italia è campione del mondo!

Il verdetto emerso al termine delle gare di Viseu, in Portogallo. Il Referente Tecnico del calcio, Roberto Signoretto: "Felice che l'Italia possa essere rappresentata da sportivi di questo genere"

22 aprile 2017

ROMA - Azzurri sul tetto del mondo: grazie al successo per 4-1 in finale sul Portogallo, la Nazionale Italiana conquista il titolo mondiale di calcio per atleti con sindrome di Down.
 
Italia, Messico, Portogallo: queste le Rappresentative che si sono date battaglia per portare a casa il titolo iridato. Esordio con pareggio per i nostri: contro i padroni di casa finisce 4-4. Goleada nel secondo incontro del torneo. Undici le reti rifilate al Messico, appena tre quelle subite. Ancora meglio la semifinale. Opposti ancora una volta al Messico, gli uomini allenati da Signoretto e Oldani si impongono 10-0. In finale, l'Italia ritrova il Portogallo e questa volta finisce 4-1 per i nostri, che vuol dire Coppa del mondo.
 
"In Italia, in questa disciplina, siamo avanti - esordisce il Referente Tecnico Roberto Signoretto - nel 2008 abbiamo sperimentato la modalità di far giocare solo ragazzi con sindrome di Down come ulteriore opportunità per far qualcosa per questi atleti. Quindi è partita la Coppa delle Regioni, torneo riservato alle rappresentative regionali".
 
"Un anno fa, ai Trisome Games di Firenze, abbiamo ottenuto la medaglia d'oro - ricorda Signoretto - da lì è partita l'idea di organizzare un Mondiale per ragazzi con sindrome di Down all'interno dei Mondiali Inas: due espressioni diverse ma gesti atletici molto rilevanti".
 
"Il successo ai Trisome ci ha fatto arrivare a Viseu con un pizzico di presunzione e quindi con la voglia di confermarci sul tetto del mondo - ammette - sicuramente ci vuole un po' di fortuna per ottenere risultati del genere ma i ragazzi sono stati bravissimi. Quando si parla di calcio, in Italia, c'è sempre tanto interesse e attenzione e oggi ben venga un riconoscimento del genere per questi ragazzi straordinari".
 
"Abbiamo svolto appena due raduni da febbraio ad oggi - osserva il Referente Tecnico - abbiamo lavorato molto su un discorso di gruppo, proprio perché solitamente i ragazzi tendono a essere un po' individualisti. A Viseu, però, hanno dimostrato di essere cresciuti e di essere grandi atleti, soprattutto in finale contro il Portogallo".
 
"E' una grandissima emozione, vincere un Mondiale non è una cosa che capita tutti i giorni - assicura - l'aspetto che mi preoccupava maggiormente riguardava la tenuta psicologica piuttosto che quella atletica, la possibilità di portarli concentrati fino alla fine. I ragazzi hanno sentito molto il peso della maglia ma sono riuscito a trasportare in positivo questa tensione".
 
"Sono felice che l'Italia possa essere rappresentata da sportivi di questo genere - sostiene Signoretto - spesso nel calcio assistiamo a esempi poco educativi ma noi, con questo successo, siamo riusciti a dare un esempio di alto livello, di attaccamento alla bandiera e serietà professionale".
 
Per quanto riguarda i prossimi appuntamenti che attendono la nostra Nazionale, Signoretto afferma: "Il Brasile si è proposto per ospitare i Mondiali del 2019 e la candidatura è stata accettata, così come è stata accettata la candidatura dell'Italia di organizzare gli Europei del 2018. Per quanto riguarda gli appuntamenti a breve termine, stiamo lavorando per organizzare la Coppa delle Regioni". (a cura del Cip)
 

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