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Salute: "Sindrome del bambino scosso", conseguente ad un Abuso.

In Italia non esistono dati certi sul fenomeno, ma si ritiene che l'incidenza possa essere di 3 casi ogni 10mila bambini l'anno, ma il dato ufficiale è certamente sottostimato.

3 ottobre 2016

Salute: "Sindrome del bambino scosso", Campagna di sensibilizzazione della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Si tratta di una vera e propria patologia nota come "Sindrome del bambino scosso" ("Shaken Baby Syndrome"), ma oggi i Medici preferiscono definirla "Abusive Head Trauma" (AHT), ovvero "Trauma Cranico conseguente ad un Abuso". Secondo un recente Studio, condotto in Scozia, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Svizzera, l'incidenza di AHT andrebbe dai 14,7 ai 38,5 casi ogni 100mila bambini. Il 25-30% dei piccoli muore e solo il 15% sopravvive senza conseguenze drammatiche. In Italia non esistono dati certi sul fenomeno, ma si ritiene che l'incidenza possa essere di 3 casi ogni 10mila bambini sotto l'anno, ma il dato ufficiale è certamente sottostimato. Per questo  la Società Italiana di Neonatologia (SIN) ha lanciato una Campagna di sensibilizzazione sul tema, in collaborazione con "Terre des Hommes" Italia e con "SVS dad" Onlus, con la distribuzione di materiale informativo in circa 500 Reparti di Neonatologia degli Ospedali italiani.

Nella vita di ogni neonato c'è un peiodo critico che va dalla seconda settimana al quinto mese. In questo lasso di tempo, noto come "Purple crying", il bambino piange - spesso senza apparente motivo - di un pianto irrefrenabile che è per lui il solo strumento di comunicazione con gli adulti. Questo pianto, che non si riesce a contenere in alcun modo, scatena, a volte, nell'adulto che lo accudisce (generalmente la madre) una reazione mista di frustrazione, rabbia e panico. Può accadere allora che il genitore o la baby-sitter perdano il controllo della situazione e comincino a scuotere violentemente il neonato o addirittura lo lancino sul lettino, nel tentativo di calmarlo. Questo scuotimento o atterraggio violento su una superficie anche morbida può rivelarsi estremamente pericoloso per la vita stessa del piccolo. Si tratta di una vera e propria patologia, comunemente nota come "Sindrome del bambino scosso" ("Shaken Baby Syndrome"), ma oggi i Medici preferiscono definirla "Abusive Head Trauma" (AHT), ovvero "Trauma Cranico conseguente ad un Abuso".

Le conseguenze di questo abuso possono essere particolarmente gravi per la salute del neonato, sino a procurarne, come detto, la morte. Fino al 1972, quando il Radiologo e Pediatra americano John Caffey ha dato un nome a questa patologia (che aveva già descritto nel 1946), alcuni bambini piccolissimi morivano e non si sapeva perché. Nel bambino "scosso", le conseguenze cliniche immediate sono vomito, inappetenza, difficoltà di suzione o deglutizione, irritabilità e, nei casi più gravi, convulsioni e alterazioni della coscienza, fino all'arresto cardiorespiratorio. A lungo termine questi bambini possono presentare difficoltà di apprendimento, cecità, disturbi dell'udito o della parola, epilessia, disabilità fisica o cognitiva. È importante dunque non sottovalutare i primi segni da parte del piccolo, campanello d'allarme per una corretta diagnosi.

Non stiamo parlando in questo caso di maltrattamenti consapevoli degli adulti nei confronti di questi bambini, ma delle conseguenze di un atteggiamento dettato spesso dall'ignoranza della pericolosità di un tale comportamento, consapevolezza che - quando viene raggiunta dall'adulto (generalmente appena dopo il fatto) - provoca violente reazioni di contrizione e senso di colpa e porta chi ha abusato del piccolo a trovare, ed esternare, giustificazioni del tipo: «Mi è caduto dalle braccia mentre cercavo di cullarlo», «L'ho preso in braccio, mi è scivolato», «Non volevo farlo, giuro che non volevo fargli male». I Medici sono generalmente esperti nel riconoscere le lesioni da scuotimento e nel distinguerle dai traumi da caduta accidentale. Quella che manca è dunque, in molti casi, la conoscenza del problema e la consapevolezza di genitori e baby-sitter della pericolosità per il neonato di questo loro comportamento irrazionale e violento.

La Campagna di sensibilizzazione della SIN

In Italia non esistono dati certi sul fenomeno, si ritiene che l'incidenza possa essere di 3 casi ogni 10mila bambini sotto l'anno, ma il dato ufficiale potrebbe rappresentare solo la punta di un iceberg sommerso. Molto spesso, infatti, i bambini "scossi" vengono portati presso i Pronto Soccorso ospedalieri e non sempre viene posta immediatamente e con precisione la diagnosi esatta.

Come ha affermato il Dottor Mauro Stronati, Presidente della SIN, la Società Italiana di Neonatologia, "Il Neonatologo deve sempre aver presente la "Sindrome del bambino scosso", poiché questi casi di violenza sono meno rari di quanto si pensi e non possono sfuggire al sospetto del Medico, che deve denunciare il reato alle autorità, come previsto dalla legge, ma ha anche l'obbligo di informare adeguatamente i genitori sui danni che uno scuotimento può provocare.". "In molti Studi si dimostra, infatti," - ha proseguito lo Specialista - "come i genitori dichiarino di scuotere i loro figli solo per calmarli, inconsapevoli della gravità di un simile intervento.". "Una corretta e completa informazione ai genitori e alle famiglie è quindi importante affinché un gesto, a volte inconsapevole o addirittura benevolo, non si trasformi in un grave danno per il neonato."

Per questo motivo, la SIN ha lanciato - in collaborazione con "Terre des Hommes-Italia" (http://terredeshommes.it/) e "SVS dad", un'Associazione Onlus che aiuta a sostenere donne, uomini e minori vittime di violenza, abusi, maltrattamenti e stalking (http://www.charitystars.com/foundation/svs-dad-onlus?lang=it) - una Campagna di sensibilizzazione sul tema, rivolta a Medici e genitori e intitolata: "Coccolalo! Ma non scuoterlo, mai!", con la distribuzione di materiale informativo in circa 500 Reparti di Neonatologia degli Ospedali italiani (http://terredeshommes.it/descrizione-progetto/shaken-baby-syndrome-campagna-disensibilizzazione-lanciata-da-terre-des-hommes/).

Fonti:

Le informazioni riportate sono tratte - salvo diversa indicazione - dalle Pagine "Tutto Scienze" del Sito web del Quotidiano "La Stampa" (www.stampa.it)    

3 Ottobre 2016

 

di a.vitale

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