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Ricerca: il veleno dello scorpione giallo utile a marcare le cellule tumorali celebrali da asportare

Una cloro tossina, la Cy5.5. accoppiata ad un colorante fluorescente verde, illumina le cellule tumorali cerebrali, così da distinguerle da quelle sane. La molecola è stata estratta dal veleno dello scorpione giallo.

12 ottobre 2016

Ricerca: il veleno dello scorpione giallo utile ad illuminare le cellule tumorali cerebrali per l'asportazione chirurgica. Partita negli USA la sperimentazione.

Può il veleno dello scorpione giallo essere utile all'eliminazione chirurgica delle cellule tumorali cerebrali? Così sembrerebbe. La Food and Drug Administration (FDA) USA ha dato il via libera alla sperimentazione, già partita nel Dicembre scorso. La proteina che renderà possibile al Chirurgo vedere distintamente le cellule tumorali nei gliomi cerebrali maligni si chiama Tumor Paint BLZ-100 ed è stata sintetizzata a partire da una cloro tossina, la Cy5.5. accoppiata ad un colorante fluorescente verde, la proteina illumina le cellule tumorali cerebrali, così da distinguerle da quelle sane. La molecola è stata estratta dal veleno dello scorpione giallo (Leiurus quinquestriatus) da un gruppo di Ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, del Seattle Children's Hospital e della University of Washington. La possibilità di poter vedere distintamente le cellule tumorali significherebbe un enorme progresso nel trattamento chirurgico dei gliomi cerebrali maligni, spesso altamente infiltranti in aree critiche per il movimento, il linguaggio e per altre funzioni cognitive complesse.

Quello giallo, nome scientifico Leiurus quinquestriatus, è considerato, spesso a torto, uno tra gli scorpioni più velenosi esistenti in natura. È diffuso negli ambienti desertici di una fascia di territorio compresa tra il Nord Africa ed il Medio Oriente. In Italia questa specie non è presente, salvo casi di importazione illegale. Il veleno di questa specie, della famiglia dei Butidi, è un potente cocktail di neurotossine. La sua puntura è estremamente dolorosa, ma fortunatamente, la maggior parte delle volte, non letale, tranne che in casi particolari: bambini, soggetti debilitati o cardiopatici. Esiste inoltre il rischio di reazioni anafilattiche anche serie. Nei casi letali la causa finale di morte è l'edema polmonare.

Uno dei componenti del veleno dello Scorpione giallo, il peptide clorotossina, ha mostrato di possedere un potenziale ruolo positivo nel trattamento di alcuni tumori cerebrali dell'uomo, i cosiddetti gliomi cerebrali maligni (http://news.doccheck.com/it/2050/tossine-lo-scorpione-per-uccidere-il-cancro/). In Italia, l'incidenza annuale di questi tumori - per fortuna rari nella loro forma primaria, cioè quando non sono causati da un tumore presente in un altro organo - è di 6-7 casi ogni 100.000 abitanti, circa 4mila casi/anno, compresi quelli dei bambini, e nei cuccioli dell'uomo, sono la prima causa di morte per cancro dopo le leucemie.

L'intervento terapeutico su questi tumori è, oggi, estremamente complesso e richiede strategie combinate e molteplici competenze professionali. Quando si deve ricorrere alla chirurgia è spesso difficile asportare del tutto le cellule tumorali poiché i margini dei gliomi maligni non sono mai netti. Ecco allora che è assai importante, per il Chirurgo, poter vedere bene non solo il campo operatorio, ma soprattutto le cellule tumorali da asportare, distinguendole da quelle sane. E' qui che entra in gioco la proteina sintetizzata dal veleno dello Scorpione giallo che è in grado di illuminare le cellule tumorali, e solo quelle.

Tumor Paint BLZ-100, partita la sperimentazione in USA

La molecola che, legandosi alle cellule tumorali dei gliomi maligni, permette al Chirurgo, grazie ad un colorante fluorescente verde, di vederle meglio si chiama Tumor Paint BLZ-100 ed è stata sintetizzata a partire da una clorotossina, denominata Cy5.5, estratta dal veleno dello Scorpione giallo da un gruppo di Ricercatori del Fred Hutchinson Cancer Research Center, del Seattle Children's Hospital e della University of Washington. L'idea di legare la clorotossina, che supera la barriera ematoencefalica e si fissa alle cellule malate, ad un colorante verde fluorescente è venuta al Dottor Jim Olson, Neuroncologo Pediatrico del Fred Hutchinson Cancer Research Center, uno dei fondatori della Società che oggi produce il Tumor Paint.

L'utilizzo di questa proteina nella fase operatoria consentirebbe una precisa asportazione delle cellule tumorali riducendo così significativamente, se non eliminandolo del tutto, il rischio che si asportino insieme alle cellule tumorali anche quelle sane, il che causerebbe problemi permanenti al malato perché potrebbe andare ad intaccare funzioni importanti come, ad esempio, il linguaggio, il movimento o altre facoltà cognitive complesse.

La Food and Drug Administration (FDA) - l'Ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici - ha dato il via libera alla sperimentazione e questa è già partita dal Dicembre dello scorso anno coinvolgendo - presso il Centro Cedars-Sinai Medical Center, di Los Angeles e, in Australia, presso la NEWRO Foundation, di Brisbane - 21 malati con glioblastoma, di età compresa tra i 18 e i 75 anni.

I Ricercatori sperano di poter presto estendere la sperimentazione ad altri tipi di neoplasie, come il cancro al seno, alla pelle, alla prostata ed al colon. Se i risultati saranno soddisfacenti e questa metodica potrà essere utilizzata nell'approccio chirurgico non solo ai gliomi cerebrali maligni, sarà stato fatto, certamente, un atro importante passo in avanti nella lotta contro i tumori.

Fonti:

Le informazioni riportate sono tratte - salvo diversa indicazione - dalle Pagine Salute del Sito web del Quotidiano La Stampa (www.stampa.it).

12 ottobre 2016

 

di a.vitale

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