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Un braccialetto sonoro prodotto dall’IIT di Genova aiuta i bambini ciechi ad orientarsi

I ricercatori hanno dimostrato come lo strumento aiuta i bambini ad orientarsi nello spazio, comprendendo la posizione del loro corpo e quello degli altri nell'ambiente, anche attraverso giochi sonori

10 ottobre 2018

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo ci sono 285 milioni di persone che soffrono di disabilità visive, di queste 39 milioni sono cieche. In Italia, dati Istat risalenti al 2005 – che, strano a dirsi, sono le più recenti a disposizione – parlano di 362mila persone cieche e di quasi 1 milione e mezzo di ipovedenti. Il dato non ci dice quanti siano i bambini privi della vista ed è di loro che vogliamo parlare qui. In particolare di uno strumento tecnologico, un braccialetto sonoro denominato ABBI, Audio Bracelet for Blind Interaction, realizzato e prodotto dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di Genova, con la collaborazione attiva dell'Istituto David Chiossone Onlus per i ciechi e gli ipovedenti, sempre di Genova. Il braccialetto sonoro consentirà ai bimbi ciechi di orientarsi con maggiore sicurezza, favorendo anche il gioco e l'iterazione sociale.

Il 12 ottobre prossimo si celebrerà, in Italia, la giornata mondiale della vista. Sarà l’occasione per tornare a parlare degli oltre 360mila ciechi italiani e del milione e mezzo di ipovedenti (ovvero coloro che hanno un residuo visivo tale da non essere considerati ciechi, ma a causa del quale hanno rilevanti problemi visivi che non agevolano la vita di relazione e il lavoro) dei loro problemi, di cosa fare per risolverli come pure di strategie di prevenzione e cura; interventi da adeguare alla situazione attuale che vede una riduzione delle persone prive della vista, ma un aumento di quelle ipovedenti.

Le malattie oculari interessano tutte le età, ma la loro incidenza aumenta considerevolmente dopo i 50 anni, a causa dell’allungamento progressivo della vita media, con la conseguente aumentata frequenza di diverse patologie oculari degenerative (come la degenerazione maculare legata all’età e il glaucoma) e la diffusione sempre maggiore del diabete, con gravi complicanze oculari. Anche i bambini sono colpiti da malattie oculari. Le cause principali di compromissione visiva severa nell’età evolutiva sono la retinopatia del prematuro (ROP), la cataratta congenita e le opacità della cornea. Nei Paesi ad alto reddito, quali l’Italia, le cause più comuni sono il disturbo visivo di origine cerebrale (CVI - Cerebral Visual Impairment), le malformazioni congenite del nervo ottico e le malattie retiniche ereditarie. In particolare, il CVI da solo può presentarsi in 2 bambini su 1000.

E proprio ai bambini privi della vista è rivolto l’ausilio tecnologico di cui riferiamo qui, realizzato e prodotto dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di Genova, con la collaborazione attiva dell'Istituto David Chiossone Onlus per i ciechi e gli ipovedenti, sempre di Genova. Si tratta di un braccialetto sonoro, denominato ABBI, Audio Bracelet for Blind Interaction, che consente ai bimbi ciechi di orientarsi con maggiore sicurezza, favorendo anche il gioco e l'iterazione sociale. Infatti, grazie all'emissione di suoni, il dispositivo tecnologico può migliorare la capacità dei bambini con disabilità visiva di muoversi nello spazio e di interagire con gli altri.

Che cos’è ABBI e come funziona
In collaborazione, come detto, con l'Istituto David Chiassone di Genova e con varie Strutture di riabilitazione, il team dell'IIT ha testato il braccialetto sonoro su di un campione di 42 bambini, ciechi o fortemente ipovedenti. Metà dei partecipanti indossava Abbi per un'ora a settimana, per un periodo di tre mesi, presso il David Chiassone, e per un'ora al giorno a casa, sempre per tre mesi, mentre l'altra metà dei partecipanti prendeva parte alle sessioni di riabilitazione senza il braccialetto. Alla fine della riabilitazione, i risultati hanno mostrato che i bambini che indossavano ABBI identificavano più velocemente la posizione di diverse fonti sonore nello spazio e costruivano con maggiore precisione una rappresentazione spaziale dell'ambiente circostante.

I ricercatori dell'IIT, hanno così dimostrato che l'utilizzo del braccialetto sonoro aiuta i bambini ciechi, di età 3-5 anni, ad orientarsi nello spazio, comprendendo la posizione del loro corpo e quello degli altri nell'ambiente, anche attraverso giochi sonori. I risultati dello Studio sono stati pubblicati dalla rivista internazionale “Frontiers in Integrative Neuroscience”.  

Lo studio è stato condotto dal gruppo di ricerca U-Vip di IIT, coordinato dalla Dottoressa Monica Gori, che si dedica allo sviluppo di tecnologie e strategie multisensoriali da utilizzare in campo riabilitativo quando una delle modalità sensoriali delle persone è compromessa. Il braccialetto sonoro ABBI è stato costruito dai ricercatori di IIT all'interno di un progetto europeo per fornire ai bambini ciechi un segnale uditivo che, quando è in movimento perché il corpo lo guida, viene trasformato dal cervello in un segnale spaziale, simile a quello che si avrebbe in bambini vedenti, generando così una mappa del corpo nello spazio.

Il lavoro dei ricercatori è, attualmente, in fase conclusiva e l’obiettivo finale – ha spiegato ancora la Dottoressa Gori - è quello di studiare la possibilità di utilizzare questo strumento anche in bambini molto piccoli, al di sotto di un anno di età. “Nei primi mesi di vita” – ha chiarito la Ricercatrice - “il piccolo inizia ad osservare il mondo circostante, a manipolare gli oggetti e a capirne la posizione e le distanze, una competenza che viene acquisita intorno ai cinque o sei mesi di vita”, mentre nel bambino cieco questa abilità si manifesta in ritardo, intorno agli 11-12 mesi. Agire in questa fase, quando la plasticità cerebrale è molto elevata (nei primissimi anni di vita è massima) potrebbe dunque ridurre tale ritardo e favorire il conseguimento delle normali capacità spaziali e motorie.
Dunque un connubio interessante tra nuove tecnologie e scienze cognitive che promette sviluppi interessanti soprattutto per i piccoli privi della vista e per i loro familiari.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica e dal Sito web del Ministero della Salute.  


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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