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Tumori e cure domiciliari: nasce il progetto pilota “OncoHome”

OncoHome è un progetto assistenziale volto a ridurre gli accessi in ospedale e proteggere nel contempo i malati oncologici dal rischio di infezione Covid, con lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero

3 giugno 2021

Il progetto pilota si chiama “OncoHome” e riguarderà circa 300 malati di tumore in stato avanzato o metastatico. Ha realizzarlo hanno lavorato l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) insieme all’IRCCS ospedale San Raffaele di Milano (HSR) e all’ASST di Cremona, con il patrocinio dell’AIOM (Associazione Italiana Oncologi Medici).

L’assistenza e la cura domiciliare assumono un’importanza fondamentale per tutti i malati, soprattutto in questo periodo di pandemia da Covid-19. A maggior ragione questo assunto è valido quando il malato ha un tumore in stato avanzato o metastatico. Per questi malati ricevere assistenza e cure al proprio domicilio semplifica e migliora sensibilmente la qualità di vitae del malato e dei suoi familiari, che già devono fare i conti con una situazione complessa.

Alle già numerose esperienze di assistenza e cura domiciliare per questi malati ora di aggiunge un nuovo progetto pilota che riguarderà circa 300 malati. Il progetto si chiama “OncoHome” e pensarlo e portarlo avanti sono gli specialisti dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (INT) insieme all’IRCCS ospedale San Raffaele di Milano (HSR) e all’ASST di Cremona, con il patrocinio dell’AIOM (Associazione Italiana Oncologi Medici).

Oggi è prioritario garantire ai pazienti oncologici le terapie necessarie, com’è sempre stato, ma al contempo, adottare tutte le misure indispensabili per proteggerli da COVID-19”, ha dichiarato il Professor Marco Votta, Presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. “OncoHome è la giusta strategia per portare l’ospedale a casa dei malati, garantendo tutta l’assistenza di cui necessitano attraverso le visite a domicilio, ma anche per offrire parole di conforto e una vicinanza fisica che, ora più che mai, sono fondamentali per chi vive una malattia oncologica.”.

Il progetto
OncoHome è un progetto apri-pista per una modalità assistenziale diversa da attuare sul territorio. L’obiettivo è di ridurre del 50% gli accessi in ospedale e di proteggere di conseguenza i malati oncologici dal rischio di infezione da Covid-19, fornendo loro lo stesso livello di cure che riceverebbero in ambito ospedaliero. I dati che saranno raccolti permetteranno di valutare la possibilità di creare un network di assistenza a livello nazionale. Il progetto prevede, al momento, il coinvolgimento di 300 malati assistiti dalle tre strutture ospedaliere partner nel progetto stesso: 100 sono seguiti da INT, 100 dall’ospedale San Raffaele e 100 dall’ospedale di Cremona. “L’analisi delle cartelle cliniche ci ha permesso di identificare i pazienti oncologici che possono essere seguiti in teleassistenza - circa i 2/3 del totale - e quelli invece che necessitano di controlli a domicilio”, ha spiegato il Professor  Giuseppe Procopio, responsabile della struttura semplice oncologia medica genito-urinaria dell’INT. “Va chiarito però che non si tratta di assistenza domiciliare di malati terminali.”. “La differenza è sostanziale.”. “Nell’ambito del progetto OncoHome i pazienti non ricevono cure palliative, ma vere e proprie terapie oncologiche”.

I farmaci vengono preparati dalla farmacia ospedaliera e inviati a domicilio nel caso dei malati seguiti in teleassistenza, oppure consegnati direttamente se è stata attivata l’assistenza domiciliare. “Il team è composto da un infermiere e da un medico oncologo che si recano a casa del paziente una volta alla settimana, separatamente”, ha chiarito la Dottoressa Valentina Guadalupi, oncologa presso la struttura semplice oncologia medica genito-urinaria dell’INT. “Sono visite articolate, che prevedono l’esame obiettivo del paziente, la rilevazione dei parametri vitali, le eventuali medicazioni e se necessario, anche l’educazione del paziente e del familiare alla gestione degli effetti collaterali legati all’assunzione del farmaco. È stato inoltre attivato un numero dedicato, in caso di urgenze, oppure dubbi”. I tre centri ospedalieri coinvolti nel progetto prevedono l’applicazione della stessa modalità operativa e di gestione del percorso di cura e assistenza ai pazienti oncologici.

Il servizio medico-sanitario OncoHome permette di deospedalizzare l’assistenza e le cure oncologiche con un impatto psicologico positivo sul paziente, che si sente accudito e al sicuro a casa propria in un momento di forte difficoltà come quello che stiamo vivendo”, sottolineano gli specialisti dell’IRCCS ospedale San Raffaele, Stefano Cascinu, Primario di oncologia medica, e Vanessa Gregorc, Direttore del programma strategico di innovazione diagnostico-terapeutica oncologica. “Grazie al supporto della telemedicina, che consente di abbattere le distanze medico-paziente, si instaura un rapporto integrativo diretto tra il territorio ed i centri specializzati”.
“OncoHome” è stato reso possibile grazie ad una campagna di raccolta fondi  a cui hanno contribuito numerose aziende e associazioni: Ipsen, Janssen Oncology, Roche, Pfizer, Amgen, Novartis Farma, Bayer e MEDeA. I contributi raccolti serviranno a sostenere le attività di assistenza e cura del progetto.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web dell’Osservatorio Malattie Rare

di U. F.

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