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All’ospedale Careggi di Firenze nasce il Pronto Soccorso anticaduta per gli anziani

Scopo del progetto è ridurre il pericolo di nuove cadute e dimezzare il rischio di fratture e ricoveri in Residenza Sanitaria Assistita (Rsa)

26 novembre 2020

Un progetto europeo per la salute degli anziani. Si tratta di un Pronto Soccorso anti-caduta, un accidente che capita spesso, per diverse ragioni ai nostri vecchi. Capofila del progetto l’ospedale Careggi, di Firenze. Lo scopo è quello di ridurre il pericolo delle cadute e dimezzare il rischio di fratture e ricoveri.
Le cadute sono una delle maggiori minacce per la salute degli anziani. La vista si offusca, la mente si annebbia e le gambe non tengono più. La persona sviene, cade e non ricorda più nulla. Non è sempre una questione di fragilità, un problema di vista o di farmaci, gli anziani spesso cadono anche per una perdita improvvisa e temporanea di coscienza, dovuta a problemi cardiocircolatori. Ogni anno, solo in Toscana, 15mila anziani vanno al Pronto Soccorso per una caduta di cui non ricordano niente. 
Per questo è nato il  “Pronto Soccorso anti-caduta”, un progetto europeo che vede l’ospedale Careggi, di Firenze, capofila della sperimentazione in Italia e in Europa. 

Il progetto
Scopo del progetto è ridurre il pericolo di nuove cadute e dimezzare il rischio di fratture e ricoveri in Residenza Sanitaria Assistita (Rsa). In questo speciale Pronto Soccorso si cerca così di ottenere un immediato inquadramento del caso degli anziani che si presentano in ospedale per episodi di sincopi e cadute. Qui gli anziani, grazie ad un team composto da geriatra e cardiologo, vengono sottoposti a numerosi esami per verificare se all’origine della caduta ci sia un’alterazione del ritmo cardiaco, una cardiopatia strutturale, o alterazioni dei meccanismi di regolazione della pressione arteriosa, magari per effetti collaterali da farmaci.

La novità è stata presentata al Congresso Internazionale di Cardiologia Geriatrica, co-organizzato dalla Fondazione Internazionale Menarini e  dal Professor Niccolò Marchionni, co-presidente del Congresso e Direttore del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare all’Ospedale Careggi di Firenze. 
“II 5-10% delle cadute si traduce in fratture, traumi cranici, ferite e nell’1% in una frattura di femore, con esiti che incidono pesantemente sulla qualità e l’aspettativa di vita” – ha piegato il Professor Marchionni – “Ad un anno dalla frattura di femore la mortalità è del 20-30%, mentre il 50% dei pazienti sviluppa sintomi di ansia e depressione che peggiorano la disabilità successiva alla frattura.”. “Molti anziani hanno cali di pressione o altre difficoltà circolatorie che portano ad una momentanea perdita di coscienza e alla conseguente caduta.”. “Individuare questi soggetti è essenziale per poterli gestire al meglio e prevenire ulteriori cadute: è ciò che accade grazie alle Unità Sincope e Cadute nel pronto soccorso, dove i pazienti vengono valutati secondo protocolli ben standardizzati, per capire le cause
della sincope e prevenire le recidive”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Nazione, di Firenze


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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