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Una rete di farmacie e ambulatori solidali cura chi non se lo può permettere. E’ la sanità solidale

Attraverso ambulatori e farmacie di strada, l'organizzazione di volontariato eroga gratuitamente diverse prestazioni sanitarie per migliorare l’accesso alla salute delle persone socialmente svantaggiate

5 novembre 2020

Sono 539mila le famiglie che oggi, in Italia, rinunciano alla cura della propria salute per questioni economiche. Ai loro bisogni sanitari risponde una rete volontaria di medici, infermieri e farmacisti, diffusa in tutto il Paese: è la sanità solidale.

539mila famiglie sono una considerevole parte del nostro Paese e rappresentano, mediamente, tutte le generazioni. Da tempo – a causa della grave crisi economica che attanaglia l’Europa - molte famiglie italiane si trovano di fronte al dilemma di scegliere come impiegare le proprie scarse risorse finanziarie, aggravate in molti casi, dall’attività lavorativa bloccata causa infezione da Covid-19 che vuol dire mancati guadagni o, nel caso della cassa integrazione, stipendi decurtati che arrivano in ritardo. La risposta al dilemma da parte di queste 539mila famiglie (questo il numero stimato, forse per difetto) è stata quella di smettere di occuparsi della cura della propria salute.

Una risposta deleteria, ma obbligata che vanifica, di fatto, il portato universalistico dell’articolo 32 della nostra Costituzione, così bene riassunto nell’articolo 1, della legge n. 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, che così inizia: La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività mediante il servizio sanitario nazionale. La tutela della salute fisica e psichica deve avvenire nel rispetto della dignità e della libertà della persona umana. […[.”.

L’hanno definita “povertà sanitaria”. Il non potersi curare adeguatamente non solo mette a rischio la salute personale di chi si trova in questa condizione, ma rappresenta un pericolo per l’intera collettività. Ecco che allora si mobilita la coscienza civile dei volontari dimostrando, concretamente, cosa significhino queste due parole assunzione di responsabilità a livello sociale, scienza (intesa come conoscenza) messa al servizio dei più fragili e svantaggiati, con la presa in carico delle persone in sofferenza sanitaria.

La sanità solidale
Una rete di medici, infermieri, farmacisti e operatori sanitari argina il fenomeno della povertà sanitaria. Ambulatori di strada e associazioni di volontari, attivi nelle periferie cittadine o in aree marginali del nostro Paese, erogano servizi gratuiti a chi vive nell'indigenza assoluta e rinuncia del tutto alle cure. Prestazioni che rappresentano una risposta anche al bisogno terapeutico di chi, per motivi economici, è costretto e a sospendere del tutto e a limitare le spese per visite, accertamenti specialistici e farmaci (1 italiano su 5), o ad indebitarsi per pagare le cure mediche.

L’emergenza riguarda soprattutto il centro-sud con il 43,5% delle famiglie. Alle quali cercano di dare risposte 1.722 enti caritativi. In alcuni casi propongono soluzioni che fanno scuola, obbligando anche ad ipotizzare nuove forme di sanità integrativa

Nell’ultimo anno, per esempio, a Roma, 40 medici volontari, due ostetriche, tre Infermieri, una mediatrice culturale e tre operatori dedicati all'accoglienza, hanno visitato nei 5 ambulatori cittadini dell’Istituto di medicina solidale oltre 15mila persone. Donne, uomini e 2000 bambini che vivono ai margini delle periferie (insediamenti anomali, occupazioni, baraccopoli) e che spesso hanno la necessità anche di un sostegno psicologico e alimentare. Operativo principalmente nelle Borgate, l'Istituto di Medicina Solidale gestisce il presidio sanitario polifunzionale aperto sotto il colonnato di San Pietro, che si rivolge a persone in difficoltà e senzatetto. Nella struttura, aperta qualche anno fa, vengono offerte prestazioni mediche varie: dalle analisi cliniche alla dermatologia, dalla cardiologia alla ginecologia, dall'oculistica all'ecografia, alla podologia, alla reumatologia. Compresa l'infettivologia e la diabetologia che raccolgono casi spesso allarmanti. A lavorare nel presidio sanitario, c'è anche un'Equipe di giovani medici neolaureati o specializzandi dell'Università di Tor Vergata.

La responsabile sanitaria è Lucia Ercoli, Immuno-virologa, che dopo gli studi sui campioni dell'Hiv, ha deciso di dedicarsi più concretamente agli ammalati: “Così ho iniziato a occuparmi di assistenza sanitaria e sociale diretta, quella che non contempla adempimenti burocratici, che molte volte riguarda persone non iscritte al sistema sanitario nazionale. Negli anni l'utenza è raddoppiata, in qualche caso triplicata.”. Medicina solidale collabora anche con il banco farmaceutico (raccoglie e recupera farmaci, da donatori e aziende, per consegnarli a migliaia di Strutture caritative) e con Assogenerici: un anno fa è stata inaugurata la farmacia di strada a Trastevere, con 88mila Euro di farmaci per gli indigenti.

Borgomanero, in provincia di Novara, nell'ambulatorio sociale di Auser (Associazione di volontariato e di promozione sociale della CGIL), 23 Primari in pensione visitano gratuitamente poveri e immigrati. Inseriti nello staff psicologi e infermieri. Fra le specialità mediche, la cardiologia, l'ortopedia, la pediatria, la medicina interna, la neurologia, la dermatologia, l'otorinolaringoiatra. Comprese ecografie ed ecodoppler, Ecg holter. Da qualche anno funziona anche un ambulatorio odontoiatrico diffuso. Come dall'altra parte dell'Italia, a Cosenza, un dentista convenzionato con Auser ha eseguito 15mila prestazioni. Nel centro storico della città, il medico di base Valerio Formisani con sua figlia Eleonora, medico e attivista per i diritti delle donne, un'ematologa, uno psichiatra, un ortopedico, un oculista e un cardiologo, hanno aperto un ambulatorio popolare e costituito una equipe multidisciplinare. Sono a disposizione degli abitanti (residenti, neocomunitari, rifugiati) per visite mediche e richiesta di farmaci, massaggi, consulenze psicologiche e anche per l'emersione dalla tortura dei migranti. Dunque, il volontariato sociale è in prima linea contro la crisi. Un esempio di abnegazione sociale da imitare.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Il Sole 24 Ore

Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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