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Nasce l’ospedale di comunità

Si tratta di strutture per ricoveri brevi, per malati che necessitano di cure e interventi sanitari a bassa intensità clinica

15 ottobre 2020

Il 20 gennaio scorso, la conferenza Stato-Regioni e Provincie Autonome di Trento e Bolzano ha dato il via libera all’intesa per la creazione dell’ospedale di Comunità. Si tratta di strutture per ricoveri brevi, per malati che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. Una struttura intermedia tra la cura domiciliare ed il ricovero ospedaliero, dunque uno strumento di integrazione ospedale-territorio e di continuità delle cure, erogate sulla base di una valutazione multidimensionale della persona da assistere, attraverso un piano terapeutico integrato ed individualizzato. 

L'Ospedale di Comunità sarà una struttura di ricovero breve per pazienti che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica. Una Struttura con funzione intermedia tra la cura domiciliare ed il ricovero ospedaliero. L'intesa raggiunta qualche mese fa in conferenza Stato-Regioni definisce i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi per l'autorizzazione all'esercizio degli ospedali di Comunità pubblici o privati. Questi i criteri che caratterizzano la nuova struttura sanitaria.

SEDE - Può avere una sede propria, essere collocato in strutture sanitarie polifunzionali, presso presidi ospedalieri riconvertiti, presso strutture residenziali oppure essere situato in una struttura ospedaliera, ma è sempre riconducibile all'assistenza territoriale.

POSTI LETTO - Ha un numero limitato di posti letto, di norma tra 15 e 20. E' possibile prevedere l'estensione fino a due moduli e non oltre.

L'ACCESSO - Possono accedere all'ospedale di Comunità persone con patologia acuta minore che non necessitano di ricovero in ospedale o con patologie croniche riacutizzate che devono completare il processo di stabilizzazione clinica, con una valutazione prognostica di risoluzione a breve termine (15-20 giorni), provenienti dal domicilio o da altre strutture residenziali, dal Pronto Soccorso o dimessi da presidi ospedalieri per acuti. I malati ospitati necessitano di assistenza infermieristica continuativa e assistenza medica programmata o di altra specifica necessità. Per l'accesso è necessario che ci sia una diagnosi già definita, una prognosi già definita, la valutazione del carico assistenziale e della stabilità clinica eventualmente attraverso scale standardizzate, un programma di trattamento già stilato e condiviso con il paziente e/o con la famiglia (ad eccezione del Pronto soccorso).

ORGANIZZAZIONE E RESPONSABILITA' - La gestione delle attività dell'ospedale di Comunità è riconducibile all'organizzazione distrettuale e/o territoriale delle aziende sanitarie. La responsabilità gestionale-organizzativa complessiva è in capo ad una figura individuata anche tra le professioni sanitarie dall'articolazione territoriale aziendale di riferimento e svolge anche una funzione di collegamento con i responsabili sanitari, clinici e assistenziali, e la direzione aziendale. La responsabilità clinica dei malati è attribuita ad un medico di medicina generale (pediatra di libera scelta se l'ospedale è pediatrico) oppure ad un medico operante nella struttura, scelto tra i medici dipendenti o convenzionati con il servizio sanitario nazionale o appositamente incaricato dalla direzione della struttura (per le strutture private, un medico incaricato dalla struttura stessa). La responsabilità assistenziale è in capo all'Infermiere secondo le proprie competenze. L'assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica è garantita nelle 24 ore.

ASPETTI STRUTTURALI - L'identificazione della struttura da utilizzare deve seguire il criterio dell'economicità e razionalità e la progettazione degli spazi è orientata principalmente a garantire il benessere fisico e psicologico del malato. Tra gli aspetti strutturali necessari figurano: spazio attesa visitatori; strutture di degenza con camere singole e camere da 2 a 4 posti letto, con accesso diretto al bagno e poltrona comfort per il familiare e/o per la mobilizzazione del malato; aree soggiorno/consumo pasti; locale per visite e medicazioni; locali di lavoro per personale; spogliatoio per il personale con servizio igienico; locale/spazio di deposito materiale pulito; locale/spazio di materiale sporco; locale sosta e osservazione salme, in assenza di servizio mortuario.

TECNOLOGIE RICHIESTE - Tra i requisiti tecnologici richiesti figurano: impianto di climatizzazione tale da garantire che la temperatura estiva e invernale sia compatibile con il benessere termico dei ricoverati; impianto di erogazione ossigeno stabile o mobile; impianto di comunicazione e chiamata con segnalazione acustica e luminosa al letto; dotazioni tecnologiche idonee a garantire assistenza ordinaria e in emergenza, compresi dispositivi diagnostici; presidi antidecubito; attrezzature per mobilizzazione/mobilità compresi gli ausili tecnici per la mobilità (corrimano, deambulatori) e trasporto dei malati.

REQUISITI ORGANIZZATIVI E STANDARD CLINICO-ASSISTENZIALI - L'ospedale di Comunità, pur avendo un'autonomia funzionale, opera in forte integrazione con gli altri servizi sanitari, come quelli di assistenza specialistica ambulatoriale e compresi i servizi di emergenza/urgenza territoriali. La collaborazione tra ambito sanitario e sociale e la comunità locale rappresenta un elemento qualificante dell'ospedale di Comunità, a garanzia di una risposta ad un ampio insieme di bisogni e di tempestiva programmazione delle dimissioni. Inoltre, la collaborazione con le associazioni di volontariato potrà offrire un utile contributo anche nella rilevazione della qualità percepita dai pazienti e dai familiari/caregiver.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Mensile Liberetà  edal Sito web dell’Agenzia di Stampa Adnkronos.


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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