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Salute: per salvare il cuore cavoli e broccoli, ogni giorno, nella nostra dieta

E' il risultato di uno studio pubblicato sul “British Journal of Nutrition” su un campione di 684 donne anziane

15 ottobre 2020

Cavoli, broccoli e cavolini di Bruxelles non mandano certo un odore gradevole, per via dei composti solforati che rilasciano in cottura, ma metterli ogni giorno nella nostra dieta può salvarci dalle malattie cardiovascolari, grazie all’accumulo di calcio nell’aorta e alla ricchezza di vitamine e antiossidanti che contengono, come ha evidenziato uno studio appena pubblicato sul “British Journal of Nutrition” 
  
Come è noto siamo un Paese famoso per le sue opere d’arte, ma anche per la sua “Dieta Mediterranea” universalmente riconosciuta come un toccasana per la salute. Nella lista degli alimenti dalle proprietà benefiche che compongono la dieta suddetta, troviamo le crucifere, il cui nome richiama la croce formata dei petali di questa grande famiglia vegetale composta da cavoli, broccoli, rape, ravanelli e rucola. Le crucifere, infatti, sono note sin dall’antichità per le loro incredibili qualità mineralizzanti, ricostituenti, energetiche, antianemiche, disinfettanti, antidiabetiche e antireumatiche. Il merito va ad alcune proprietà terapeutiche e nutritive racchiuse nella pianta come sali minerali, vitamine e antiossidanti preziosi. Mangiare regolarmente crucifere aiuta a mantenere efficiente il sistema immunitario, quello cardiovascolare e l’apparato digerente. Di recente, inoltre, specifici studi ne hanno comprovato la valida azione preventiva contro lo sviluppo dei tumori.

L’odore che broccoli e cavoli sprigionano mentre bollono in pentola non è certo dei migliori – colpa dei composti solforati che rilasciano in cottura – ma cavoli, broccoli e cavolini di Bruxelles sono sempre più elogiati dalla letteratura scientifica. Diversi i motivi: ricchezza di vitamine e antiossidanti, che ne fanno un alimento salutare, all’interno di una dieta equilibrata addirittura arma preventiva contro alcune malattie croniche. Tra queste quelle del cuore, come ha evidenziato uno studio appena pubblicato sul “British Journal of Nutrition”: con più broccoli e cavoli in tavola, ogni giorno, si riduce il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, grazie a un’azione positiva sull’accumulo di calcio nell’aorta e alla ricchezza di vitamine e antiossidanti che questi alimenti contengono.

Le vitamine
Il lavoro scientifico, condotto in Australia, si è concentrato su di un campione di 684 donne anziane, sottolineando i benefici per questa categoria di persone, ma come ricorda la professoressa Annamaria Colao, direttrice del dipartimento di endocrinologia dell’università Federico II, di Napoli, "il ruolo preventivo delle brassicacee, o crucifere, sulla salute cardiovascolare è un dato noto da tempo e vale per tutti.”. “Tuttavia, l’avvaloramento da parte di uno Studio su larga scala è prezioso". Soprattutto perché fa luce sui meccanismi che rendono cavoli e broccoli buoni per il cuore: il merito è della vitamina K, un fattore della coagulazione che nei tessuti molli, come i vasi sanguigni, è in grado di inibire il processo di calcificazione, fattore di rischio per l'insorgenza di infarto e di ictus.
 
Prudenza solo per chi è già stato colpito da un evento cardiovascolare. "Le persone che seguono una terapia farmacologica anticoagulante dovrebbero evitare cibi ricchi di vitamina K perché i principi attivi dei medicinali entrano in antagonismo con il micronutriente e si vanifica l’effetto dei farmaci", ha specificato la Professoressa Colao.

Nelle crucifere fa bene alla circolazione anche il contenuto di vitamina C, acido glutammico e sali minerali: "La prima protegge naturalmente l’endotelio, cioè il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e ha un effetto diretto sul sistema cardiovascolare; il secondo è un aminoacido che contribuisce ad abbassare la pressione sanguigna; e i sali sono importanti per il f Il contenuto di vitamina C è così consistente che tra il Settecento e l'Ottocento il cavolo veniva stivato nelle navi per scongiurare l'insorgenza dello scorbuto nei marinai durante i lunghi viaggi. "Veniva impiegato come fonte di acido ascorbico al posto di arance e limoni per la sua buona conservabilità” – racconta l'Esperta – “e si mangiava così spesso che si dice sia nato da lì il modo di dire “cavoli a merenda.". 

C’è poi il ruolo preventivo nei confronti di malattie tumorali e intestinali. "La presenza di antiossidanti, come la quercetina nel cavolo bianco e le antocianine nel cavolo nero, svolge un ruolo antineoplastico perché contrasta l’ossidazione delle cellule. L’effetto positivo sul microbiota invece è mediato dalla fibra, che regolarizza la funzionalità dell’intestino e protegge dalle malattie croniche intestinali", ha spiegato ancora la Dottoressa Colao. 

Le quantità giornaliere? Nello studio australiano i benefici sono stati rilevati nelle donne che consumavano almeno 45 grammi di crucifere al giorno, ad esempio un quarto di tazza di broccoli al vapore oppure mezza tazza di cavolo crudo. Più in generale, ha concluso l’endocrinologa, che presiede anche la cattedra di educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile dell’Unesco, "è consigliato inserire le brassicacee nelle due porzioni di verdure quotidiane alternandole tra di loro e con altri vegetali.”. “A nostra disposizione tante varietà: quelle orientali, come il cavolo cinese o giapponese, ma soprattutto quelle nostrane, come il broccolo romano, il cavolo nero toscano, il friariello campano.".

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica e dal Sito web Fanpage.


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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