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Dalla cooperativa sociale ABAcadabra di Genova arrivano le mascherine trasparenti per le persone sorde

Si tratta di mascherine di stoffa, ma con la parte centrale in acetato per lasciare visibile la bocca e permettere alle persone sorde di leggere il labiale dell’interlocutore

8 ottobre 2020

Per i sordi che sono in grado di leggere le labbra e possono così comunicare con il loro interlocutore indossare le normali mascherine anti Covid-19 rappresenta un problema. Il loro uso, infatti, reso obbligatorio anche all’aperto in molte Regioni italiane, rende impossibile alle persone sorde svolgere anche la più piccola incombenza quotidiana. Ma l’idea di una socia della Cooperativa Sociale ABAcadabra, di Genova, la cui madre è sorda, risolve il problema. Si tratta di mascherine di stoffa, ma con la parte centrale in acetato per lasciare visibile la bocca e permettere alle persone sorde di leggere il labiale dell’interlocutore. 

In Italia ci sono attualmente 7,2 milioni di persone sorde, pari al 12% della popolazione residente. Sia che usino, per comunicare, la Lingua Italiana dei Segni (LIS) o un’altra modalità come, ad esempio, la lettura delle labbra, le persone sorde hanno bisogno di poter capire quello che l’interlocutore sta loro dicendo o di poterci parlare, anche quando non è possibile utilizzare la LIS.

E’ evidente come in una situazione come quella che stiamo vivendo attualmente, nella quale l’uso della mascherina anti Covid-19 è uno dei mezzi di protezione individuale e collettiva raccomandati, la mascherina che normalmente viene utilizzata rappresenta, per le persone sorde, un problema ulteriore, poiché impedisce loro di leggere il labiale dell’interlocutore e dunque di capirlo e farsi capire.

Molte sono le iniziative intraprese, in varie parti d’Italia, da aziende e associazioni per superare questo problema e mettere in grado le persone sorde di vivere come tutti questo momento di emergenza sanitaria. Lo strumento risolutivo è una mascherina che, conservando le caratteristiche di protezione di quelle che tutti conosciamo, abbia la parte centrale trasparente in grado cioè di far leggere alle persone sorde il labiale di chi parla loro.

Tra le molte segnaliamo quella pensata da Rosa Sgorbani, figlia di una mamma sorda e socia della Cooperativa Sociale «ABAcadabra» Onlus, di Genova, formata da un gruppo di sei professioniste che da cinque anni si occupa di bambini con difficoltà e disturbi dello spettro autistico, di apprendimento e comunicazione e segue una ventina di famiglie.

Per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19 da mesi la cooperativa è chiusa e allora Rosa e le sue colleghe hanno pensato di utilizzare questo tempo vuoto, e a titolo gratuito e volontario si sono messe a realizzare le mascherine speciali pensate da Rosa che conosce bene i problemi delle persone sorde, vivendoli da sempre in famiglia.

La mascherina trasparente
"Con la mascherina, improvvisamente mia madre si è trovata tagliata fuori da tutto.” – ha detto la ragazza, raccontando della sua idea - “Perché mia madre legge il labiale, e il dispositivo di protezione è una ulteriore barriera: andare a comprare il pane, o alle poste, quando potrà uscire, per lei e per tanti diventerà impossibile.".

La mascherina pensata e realizzata da Rosa è di stoffa, ma con la parte centrale in acetato per lasciare visibile la bocca e permettere alle persone sorde di leggere il labiale dell’interlocutore. La mascherina trasparente è utile (anzi necessaria) ai sordi, ma lo è anche per chi, ogni giorno, viene in contatto con una persona per la quale l’uso di una normale mascherina anti-Covid-19 comporta l’impossibilità di interagire con gli altri, anche nello svolgimento delle più semplici attività: pagare alla cassa di un supermercato, comunicare con l’impiegato di uno sportello pubblico o con chi porta loro, ad esempio, la spesa a casa.

La Cooperativa di Rosa è stata coadiuvata, per rendere concreta l’idea della ragazza, dalle scuole Vespertine del municipio 4 di Genova, una scuola comunale di cucito, i cui alunni hanno realizzato gratuitamente le mascherine. Di queste mascherine ne sono state prodotti già oltre 100 esemplari (donati alla sezione di Genova dell’ENS, l’Ente Nazionale Sordi), ma l’obiettivo è di produrne, in breve tempo, circa 4mila esemplari. Per fare questo, la direzione delle scuole Vespertine ha generosamente messo a disposizione i fondi necessari ad acquistare il materiale per confezionarle. Così, semplicemente con un po’ di inventiva e un briciolo di disponibilità verso gli altri, è stato possibile superare una barriera di quelle invisibili che ogni giorno, purtroppo, costellano la vita delle persone disabili.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano online “Genova Today” e dal Sito web del Quotidiano Repubblica.



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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