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PizzAut, la pizzeria dei ragazzi autistici che nutre l’inclusione

L'associazione nasce nel 2017, tra Milano e Monza, con l’obbiettivo di creare una maggiore inclusione sociale per le persone affette da DSA impiegandole nella realizzazione di una pizzeria con l’assistenza di terapeuti e professionisti della ristorazione

24 settembre 2020

Il 2 aprile di ogni anno si celebra la giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo. Secondo l'Osservatorio Nazionale, che fa capo all'Istituto Superiore di Sanità, l'autismo interessa in Italia circa 600mil famiglie colpendo un bambino ogni 77, i maschi 3 o 4 volte più che le femmine. Questa condizione ha forme e sale di gravità differenti tanto che oggi si parla di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA). Si tratta di una condizione spesso difficile da vivere e per chi ne soffre e per i suoi familiari, ma ciononostante molte sono le esperienze di inclusione socio-lavorativa avviate nel nostro Paese. Tra queste c’è PizzAut, la pizzeria di Cassina de’ Pecchi, nell’hinterland milanese, interamente gestita da dodici ragazzi autistici.

Secondo l'Osservatorio Nazionale che fa capo all'Istituto Superiore di Sanità l'Autismo interessa in Italia cica 600mila famiglie colpendo un bambino ogni 77, i maschi 3 o 4 volte più che le femmine. Questa condizione ha forme e sale di gravità differenti tanto che oggi si parla di Disturbi dello Spettro Autistico (DSA). Non è facile vivere con l’autismo e per chi ne soffre e per i suoi familiari e per far conoscere meglio i DSA e sensibilizzare l’opinione pubblica, ogni anno, il 2 di aprile si celebra la gionata mondiale della consapevolezza sull’autismo.

Quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, non vi sono state le previste iniziative. Tra queste era in programma l’apertura – in località Cassina de’ Pecchi, nell’hinterland milanese – di una pizzeria, PizzAut, interamente gestita da dodici ragazzi autistici. Per chi soffre di DSA non è mi semplice trovare un lavoro e tutto era pronto, quel 2 aprile, per inaugurare la pizzeria che sarebbe dovuta partire a giugno. Ma proprio per dimostrare che invece, niente è impossibile e tutto è superabile i ragazzi di PizzAut hanno allestito il loro truck rosso per portare una buona pizza magari nelle aziende in pausa pranzo, e stanno pensando all’Aut Academy, un’”Accademia della Pizza”, per formare nuove leve di pizzaioli e camerieri. I ragazzi intanto fanno esperienza e hanno inventato la Pizza DPCM che anche il premier Conte ha gustato.

L’associazione PizzAut
PizzAut è un’associazione nata nel 2017, tra Milano e Monza, che ha l’obbiettivo di creare una maggiore inclusione sociale per le persone affette da DSA impiegandole nella realizzazione di una pizzeria con l’assistenza di terapeuti e professionisti della ristorazione. l‘iniziativa ha preso corpo dopo la buona riuscita di una raccolta fondi che, per fortuna, non è passata inosservata tanto che anche la multinazionale coreana Samsung ha deciso di portare il proprio contributo. Lo ha fatto donando ai ragazzi un’APP, un’applicazione che consente di prendere le ordinazioni dai clienti durante i turni.

L’installazione è semplice e si effettua sui tablet in dotazione ai dipendenti della pizzeria: l’interfaccia è facilmente utilizzabile ed è studiata appositamente per semplificare la raccolta delle comande tramite immagini e icone che consentono una più agevole interazione fra clienti e camerieri, anche quando questi ultimi non sono in grado di comunicare verbalmente. L’invio dell’ordinazione viene trasmesso in cucina in tempo reale dove altri tablet visualizzano le comande per i pizzaioli.

PizzAut è un locale per le famiglie e per i giovani, dove stare bene e divertirsi con prodotti ricercati, biologici e di altissima qualità. Si tratta di un locale “lento”, dove “dove trovarsi e ritrovarsi in una dimensione temporale e relazione fuori dalle frenesie che mettono in difficoltà chi è affetto da autismo ma che fanno male anche ai cosi detti normali”. Lo slogan dei ragazzi è: “Nutriamo l’inclusione”.  

La pizzeria è pronta ma bisogna aspettare. "Il Coronavirus purtroppo” – ha ricordato Nico Acampora, uno dei fondatori dell’associazione e padre di un ragazzo autistico - “ha bloccato questa piccola grande rivoluzione che avrebbe visto per la prima volta 12 ragazzi autistici diventare lavoratori veri nella stessa impresa.". Pandemia permettendo il licale potrebbe aprire entro l’anno.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano online Monza Today


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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