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In Salute e ricerca


L'associazione italiana per la ricerca sul cancro da oltre cinquant’anni contro i tumori

Tre progetti per sconfiggerli, due sul fegato ed uno sul seno. Partiti un anno fa, hanno coinvolto ben 18 centri di ricerca, coordinati dall’Ospedale San Raffaele di Milano

30 luglio 2020

Nata nel 1965 per finanziare la Ricerca sul cancro, l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) finanzia la ricerca con l’obiettivo di portare, nel minor tempo possibile, i suoi risultati dal laboratorio al letto del malato (ricerca traslazionale). Nel 2019 l’AIRC ha cambiato configurazione giuridica passando da associazione a fondazione per rafforzare ancor di più la propria azione per rendere il cancro sempre più curabile. Oggi la Fondazione AIRC finanzia oltre 300 progetti di ricerca sul cancro su tutto il territorio nazionale: da quelli già in corso ai nuovi e lo fa utilizzando anche i fondi che le arrivano attraverso il 5X1000. Particolari tre progetti, due sul fegato ed uno sul seno, facenti parte i primi due del Bando fegato il terzo del Programma Investigator Grant.

Nella lotta contro il cancro si sono fatti enormi passi avanti se si pensa che, solo una cinquantina di anni fa, si trattava di una malattia praticamente innominabile si diceva, infatti, “ha una brutta malattia”. Oggi il numero dei decessi è molto diminuito e continua a calare: gli ultimi dati parlano di 1 milione di italiani guariti da una qualche neoplasia. L’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) ha riferito, inoltre, che sono 3 milioni e mezzo gli italiani che vivono dopo la scoperta di un tumore e che, nel 2019, vi sono state 2mila diagnosi di tumore in meno, rispetto all’anno precedente.

Nonostante questi dati incoraggianti di tumore, purtroppo, ci si continua ad ammalare e a morire, nonostante la diagnosi precoce permetta di scoprire molte neoplasie in fase iniziale, sulle quali si può intervenire in tempo con risultati apprezzabili per la qualità di vita di chi ne è colpito. Un punto fermo nella lotta contro il tumore resta la ricerca che, ogni giorno, scopre sempre nuove strategie terapeutiche spesso - secondo i dettami della cosiddetta ricerca traslazionale - velocemente traslate dal laboratorio al letto del malato.

Nel nostro Paese molta della ricerca contro il cancro (e non solo quella) è finanziata da privati e da cittadini comuni che praticano le cosiddette “erogazioni liberali” o destinano il loro 5X1000 ad Associazioni ed Enti impegnati in questo tipo di ricerca. Tra queste associazioni c’è l’AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro che, da oltre cinquant’anni (è nata nel 1965) si occupa di ricerca sui tumori, finanziando centinaia di progetti su tutto il territorio nazionale. Attualmente, grazie ai fondi (oltre 60 Milioni di Euro) arrivati proprio dal 5X1000 di comuni cittadini, l’associazione (che nel 2019 ha cambiato la propria configurazione giuridica divenendo una fondazione) finanzia oltre 300 progetti di ricerca. Vediamone in particolare tre, due sul fegato ed uno sul seno, facenti parte i primi due del bando fegato, il terzo del programma investigator grant.

I progetti
Oggetto dei due progetti sul fegato sono le metastasi derivanti dal tumore del colon retto e da quello del pancreas. Obiettivo: riuscire a trovare il modo per “ingegnerizzare” i linfociti (il cuore del nostro sistema immunitario) per portarli a riconoscere sempre meglio e combattere più efficacemente le cellule tumorali. In parallelo, i ricercatori lavorano ad un altro approccio (il secondo progetto) quello della terapia genica, cercando il modo migliore per far si che i vettori depositino i geni che devono contrastare il tumore nel fegato malato così da prevenire la formazione di metastasi. Partiti un anno fa, i progetti, tra loro collegati, vedono lavorare insieme ben 18 centri di ricerca, coordinati dall’Ospedale San Raffaele (Università Vita e Salute) di Milano.

L’altro progetto, finanziato dalla Fondazione AIRC attraverso i fiondi del 5X1000, è coordinato dal Professor Emilio Hirsch, dell’Università di Torino, ed ha come obiettivo quello di impedire la formazione di metastasi, derivanti dal tumore al seno. Il progetto è stato finanziato all’interno del programma Investigator Grant, di AIRC, condotto da ricercatori affermati. Il progetto investiga la formazione delle metastasi, ovvero l’espansione del tumore dalla sede primaria ad altri organi, questione che ha, ancora oggi, aspetti sconosciuti all’oncologia e che causa circa il 90% delle morti per tumore.

In particolare, il gruppo di ricerca del Professor Hirsch ha messo sotto osservazione un gene, denominato PI3kC20 che codifica per una proteina omonima, la cui aumentata espansione potrebbe essere la causa della metastatizzazione del tumore al seno, processo osservato dai ricercatori negli oltre 2mila malati di carcinoma mammario, esaminati nel corso della ricerca. Il progetto è partito l’anno scorso, ma ha un orizzonte temporale di cinque anni, tempo nel quale si spera si possa arrivare ad ottenere risultati importanti e per la scienza medica e per la vita delle persone affette da questa neoplasia.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Stampa

Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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