SuperAbile






In Salute e ricerca


Un pugno al Covid-19. La società civile si organizza e resiste

Da Ravenna a Salerno, le iniziative di solidarietà sociale per far fronte all'emergenza Coronavirus

15 maggio 2020

L’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 si è presto trasformata o meglio è anche diventata, da subito, un’emergenza sociale mettendo in ginocchio non solo quasi tutti i settori commerciali, ma anche molte persone sole, malate, disabili e molte famiglie che hanno perso, a causa delle norme di contenimento della pandemia, le proprie fonti di reddito. A questa situazione ha risposto - e risponde – il tessuto civile del Paese. associazioni, cooperative sociali, singoli cittadini si sono, infatti, uniti per combattere questa battaglia per la salute e per la vita. Due esempi per tutti: quello di Ravenna e quello di Salerno.

Gli esperti ci dicono che dopo la pandemia da Covid-19 “niente sarà più come prima”. Ma già da subito questo portato dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo si era se non capito appieno, quantomeno intuito. Si intuiva cioè che quella che stavamo vivendo (e che ancora viviamo) era (è) non solo un’emergenza sanitaria, ma anche un’emergenza economica e sociale. Ma come sempre accade ogni situazione - come una medaglia – ha il suo rovescio e la situazione emergenziale causata dal Coronavirus ha fatto si che nel nostro Paese emergesse un tessuto sociale, una rete diffusa fatta di uomini e donne consapevoli della necessità di una società civile organizzata e informata che non si limitasse solo a rivendicare, ma che fosse in grado di sapersi fare carico dei bisogni degli altri in difficoltà e di adoperarsi per includere chi oggi è emarginato o escluso dalla comunità.

In prima linea in questa azione solidale non solo gli uomini e le donne delle istituzioni: medici, infermieri, forze dell’ordine, protezione civile e via elencando, ma il volontariato sociale: associazioni, cooperative sociali e, in molti casi, anche singoli cittadini che hanno dato vita ad iniziative di solidarietà tutte importanti. Dunque tutto quel “mondo” che spesso, con la sua azione, sostanzia il welfare nazionale e locale e ne esalta il senso universalistico e che, anche in questa occasione, ha saputo (e sa) dare il meglio di sé. Due esempi per tutti.

Un pugno al Covid-19, da Ravenna a Salerno
L’Emilia-Romagna è - dopo la Lombardia, il Veneto e il Piemonte - la regione italiana più colpita dal Covid-19. Dunque, partiamo da qui, più esattamente dalla città di Ravenna, per raccontare un’esperienza nata dal basso che ha presto raggiunto ampiezza e dimensioni importanti.
Un pugno al Covid-19 è il motto sotto il quale associazioni, imprenditori, professionisti e singoli cittadini, migranti, nonché tanti soggetti ravennati e alcune cooperative del territorio di Ravenna, guidate dalle associazioni Terra Mia e Il Terzo Mondo Onlus, hanno avviato un’iniziativa di raccolta fondi a sostegno dell’ospedale Santa Maria delle Croci, di Ravenna nella sua lotta per sconfiggere il Coronavirus. A questa raccolta fondi è stata affiancata un'altra raccolta a favore del fondo generi alimentari per persone in difficoltà economiche a causa dell'emergenza Covid-19, che il comune di Ravenna aveva istituito.

A sostegno delle due iniziative si è subito mobilitato tutto il tessuto sociale cittadino e in appena dieci giorni sono stati raccolti 10.500 Euro in una vera e propria gara di solidarietà. Ottomila Euro sono andati al reparto di terapia intensiva dell’ospedale cittadino di Santa Maria delle Croci e la somma rimanente è stata versata sul conto istituito dal comune di Ravenna per il fondo generi alimentari per persone in difficoltà economiche a causa dell'emergenza Covid-19. E la raccolta fondi continua.

Anche se il sud del nostro Paese ha visto palesarsi meno contagi del nord anche in quella parte della penisola (come in tutto lo Stivale) la pandemia ha seminato malattia, morte e disagio sociale elevato. Ma anche in quella parte dell’Italia le istituzioni e la società civile hanno fatto la loro parte.

A Salerno, ad esempio, nessuno è stato lasciato solo. Il terzo settore salernitano - coordinato dall’assessorato alle politiche sociali del comune – ha svolto un lavoro incessante, contribuendo a rafforzato le già esistenti iniziative solidali per i meno abbienti. Così è stato ampliato il servizio di aiuto per le nuove situazioni di disagio, causate dalle ricadute socio-economiche di questa delicata emergenza sanitaria. Dalla Spesa SoSpesa in market e supermercati (attualmente sono 30 gli esercizi aderenti distribuiti sull'intero territorio cittadino), gestita, con il patrocinio delle politiche sociali, dalla cooperativa sociale Galahad, in sinergia con il gruppo comunale della protezione civile, al supporto per le parrocchie dei quartieri dove si registrano maggiori situazioni di disagio socio-economico, fino ad altre numerose iniziative, mirate ad offrire alimenti e sostegni a chi ne ha bisogno. Circa 80, inoltre, le persone - coordinate dall'assessorato comunale alla politiche sociali e, autorizzate dalla prefettura - che sono impegnate nella distribuzione dei modelli per gli acquisti di generi alimentari di prima necessità.

Assicurano l’intervento sull’intero territorio cittadino - sempe con il coordinamento dell’assessorato comunale -  l'Arci, la Cooperativa Fili d'Erba, il Portico, Poldo, l'associazione di quartiere Ogliara, la cooperativa Prometeo, la cooperativa Insieme, lo sportello Tam Tam, la cooperativa L'Abbraccio, Il Girasole, lo Sportello P.i.t.. E ancora, la cooperativa Il Sogno, la cooperativa Galahad, l'associazione Musikattiva, il consorzio La Rada e la cooperativa Giovamente.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Giornale online Setteserequi e dal Sito web di Salerno Today.  



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati