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Un avatar made in Italy migliora la vita delle persone affette da malattie neurodegenerative

L'avatar utilizza una tecnologia basata sulla comunicazione aumentativa alternativa e permette alle persone affette da patologie neurodegenerative di comunicare, interagire e addirittura visitare un museo a distanza

31 gennaio 2020

In Italia 122mila persone soffrono di sclerosi multipla e oltre 8mila sono affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), con oltre 3mila nuovi casi ogni anno. I dati indicano un aumento dei casi di malattie neurodegenerative portando a ben oltre 1 milione il totale delle persone che ne soffrono. La qualità della vita di questi malati deve fare i conti, non solo con il progredire della malattia, ma anche con le disparità dei servizi di assistenza e cura regionali e con le scarse possibilità di accesso ai luoghi di svago e culturali, nella maggior parte non attrezzati per accogliere persone con disabilità di tipo neurosensoriale. Una possibilità di miglioramento di questa situazione arriva però dalla robotica e non solo da quella domestica. E’, infatti, recente l’utilizzo della tecnologia nota come Brain Control AAC (Comunicazione aumentativa alternativa) con la quale - ad opera di una start up italiana, la Liquidweb - ha avuto origine un avatar che permette alle persone affette da patologie neurodegenerative di comunicare, interagire e addirittura visitare un museo a distanza. Si tratta di una tecnologia già presente, in Italia, in diverse ASL.

In Italia, 122mila persone sono affette da sclerosi multipla, una malattia cronica che può portare a disabilità progressiva. E ogni anno si registrano circa 3.400 nuove diagnosi. Nella maggior parte dei casi si tratta di malati giovani tra i 20 ed i 40 anni di età (circa 60mila), con una frequenza due volte superiore nelle donne. Sono questi alcuni dei dati del rapporto barometro 2018, dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) che, per il terzo anno consecutivo, fornisce una fotografia dettagliata della reale situazione di questa patologia e del suo impatto sul nostro Paese. Ma quando si parla di malattie neurodegenerative non è possibile dimenticare altri numeri, quelli delle oltre 8mila persone che sono affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), con oltre 3mila nuovi casi ogni anno; delle 600.000 colpite dalla malattia di alzheimer; delle 930.000 che, a causa di un ictus, vivono con invalidità permanente; delle 240.000 affette dalla malattia di parkinson e infine delle 50.000, affette da parkinsonismi. Questi dati indicano un aumento dei casi di malattie neurodegenerative portando a ben oltre 1 milione il totale delle persone che ne soffrono.

Per questi malati, soprattutto per quelli che la malattia paralizza, la vita presenta ostacoli quotidiani legati non solo al progredire della loro patologia, ma anche alla disparità dei servizi di assistenza e cura regionali e alle scarse possibilità di accesso ai luoghi di svago e culturali. In campo medico la ricerca fa quotidianamente grossi sforzi per trovare sempre nuove risposte terapeutiche che, se non sono ancora in grado di debellare queste malattie, possono fermane il progredire. In campo sociale molte associazioni di malati e familiari cercano di sopperire alle carenze dei servizi, di supportare i malati e di contribuire alla ricerca. Ma un aiuto concreto arriva anche dalle Imprese impegnate nel campo della robotica (non solo domestica) e dell’utilizzo delle nuove tecnologie informatiche (ICT).

Un esempio concreto ci arriva da una start up senese, la Liquidweb, dalle riconosciute caratteristiche tecniche all’avanguardia, che portano benefici, riscontrati sul campo, nell’assistenza ai malati in presenza di gravi patologie come tetraplegia, sclerosi laterale amiotrofica (SLA), sclerosi multipla, e distrofie muscolari di diversa natura. L’azienda di Siena – che ha recentemente ricevuto diversi premi per la sua attività nel Settore delle ICT – ha ideato un avatar (ovvero una rappresentazione virtuale di un visitatore di sito web) che – grazie alla tecnologia nota come Brain Control AAC (Comunicazione aumentativa alternativa) – permette, alle persone affette da patologie neurodegenerative, di comunicare, interagire e addirittura visitare un museo a distanza.

La tecnologia Brain Control AAC e le sue applicazioni concrete 
Brain Control ACC è una tecnologia che si basa sul Machine learning e l'Intelligenza artificiale per l'interazione uomo-macchina. Si distingue, in particolare, per la modalità di interazione Brain Computer Interfaces (Bci), ossia la possibilità di far interagire direttamente il cervello con dispositivi digitali. Brain Control ACC funziona tramite un semplice caschetto Eeg wireless collegato a un tablet, non è per nulla invasivo ed è in grado di intercettare stimoli cerebrali volontari, legati a movimenti immaginati. Tutto ciò consente al malato di poter inviare comandi a diversi strumenti come, per esempio, un comunicatore per la sintesi vocale, l'interruttore della luce, la TV.

È una sorta di joystick mentale”, ha spiegato Pasquale Fedele, amministratore delegato e fondatore di Liquidweb. “Dopo un training di circa 40 minuti, in cui il dispositivo viene calibrato per adattarsi agli stimoli generati dal singolo paziente, il sistema propone diverse opzioni e il paziente le ascolta.”. “Successivamente il paziente fa una selezione immaginando un movimento, per esempio quello di spingere in avanti”, spiega sempre Fedele. “Inoltre, il dispositivo non richiede l'utilizzo della vista ed è quindi adatto a quei pazienti che non riescono più a muovere le palpebre o a vedere per vari motivi”.
Oggi per una persona completamente paralizzata è davvero impensabile riuscire a poter visitare un Museo. Brain Control ACC “È una novità assoluta nel mondo della robotica”, spiega ancora Fedele. “L'applicazione robotica, che per ora stiamo validando, permetterà di gestire un Avatar, come fosse un alter ego, a distanza per visitare un Museo a Firenze e l'altro a Siena”. Attualmente, ci stiamo concentrando anche sull'intrattenimento, per rendere disponibili ai pazienti anche funzionalità di browsing, Whatsapp, Netfilx, You Tube e l'avatar robotico, che permettano loro di poter partecipare alle lezioni di scuola o alle riunioni di lavoro”.

Nell'ultimo anno la tecnologia Brain Control ACC, che ha un costo di circa 20mila Euro ed è certificata come dispositivo medico CE, è stata anche autorizzata per la copertura da parte del Servizio Sanitario Nazionale, ed è quindi rimborsabile. Ad oggi, infatti, viene utilizzata da circa 70 utenti, sia in Italia che all'estero. “Per ora, ad avere Brain Control AAC sono dieci Asl in Puglia, Marche, Umbria, Toscana, Veneto e altre regioni”, ricorda ancora Fedele. All'estero, dove il dispositivo non è ancora rimborsabile, il dispositivo è attualmente utilizzato a Singapore, Germania, Corea e Stati Uniti.


Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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