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I tempi di attesa per il Pronto Soccorso e i ricoveri si tagliano con un algoritmo

E’ quanto succede all’Ospedale Maggiore della Carità, di Novara, dove un algoritmo segnala, in tempo reale e con i colori del semaforo, la situazione del Pronto Soccorso e dei reparti, evidenziando criticità operative e disponibilità dei posti letto, così da poter predisporre le opportune modifiche organizzative

17 gennaio 2020

Nella Sanità pubblica del nostro Paese la maggiore problematica è rappresentata dai tempi di attesa per effettuare le prestazioni richieste e negli ospedali, dalla permanenza nei Pronto Soccorsi in attesa delle cure e quelli necessari per avere un posto letto, quando si rende necessario un ricovero. Spesso si cerca di sopperire al problema rimodulando i Servizi e riorganizzando i tempi e le modalità di lavoro. E’ quanto succede all’Ospedale Maggiore della Carità, di Novara, dove un algoritmo segnala, in tempo reale e con i colori del semaforo, la situazione del Pronto Soccorso e dei reparti, evidenziando criticità operative e disponibilità dei posti letto, così da poter predisporre le opportune modifiche organizzative. In questo modo il progetto, che ha recentemente ricevuto anche un Premio, ha permesso, in un anno, di abbattere i tempi di attesa e migliorare l’operatività della struttura ospedaliera novarese.

Quando alla fine del 1978 venne approvata la legge n. 833, costitutiva del Servizio Sanitario Nazionale si ritenne, a ragione, di avere concretizzato il principio costituzionale dell’universalità delle cure mediche. Oggi, a distanza di quarantadue anni da quella legge (ancora molto invidiata nel resto del mondo), questo principio sembra essere stato affossato, nei fatti, e dall’introduzione dei ticket sanitari e dalle lunghe attese che molti cittadini devono sopportare prima di vedersi erogare le prestazioni sanitarie di cui hanno bisogno e diritto. Il rapporto 2018 sul Sistema Sanitario Nazionale, stilato dal Tribunale dei diritti del malato, Cittadinanza attiva, parla di attese che vanno dai due anni per un intervento di ernia del disco, ai nove mesi per una risonanza magnetica e dai sei mesi per un controllo oncologico ai 112 giorni per una mammografia.

Questa situazione fa sì che molti cittadini (l’ultima stima parla di circa 12 milioni di persone) rinuncino alle cure di cui hanno bisogno, per problemi economici e molti altri, che se lo possono permettere economicamente, si rivolgano alla sanità privata. Nell’ultimo rapporto del Censis si contano un 30% di cittadini che fanno ricorso al privato per le mammografie (più un altro 13% che paga il conto in intramoenia). E più o meno queste percentuali si riscontrano in tutte le specializzazioni mediche. C’è poi da considerare il fatto che soltanto un terzo degli italiani (l’11% nelle Regioni meridionali) considerano “adeguato” il Servizio Sanitario Nazionale nella loro Regione. 

Se questa è la situazione nei presidi territoriali del SSN, affatto diversa è quella dei presidi ospedalieri dove lunghe sono le ore di attesa nei Pronto Soccorsi (legate al colore assegnato all’utente dal triage effettuato all’ingresso nella struttura) o dove, trovare un posto-letto per un malato da ricoverare è, spesso, un’impresa titanica.

Per cercare di ovviare a questa situazione molte strutture sanitarie hanno dato luogo a programmi di riorganizzazione dei servizi e delle loro modalità operative. E’ quanto succede, ad esempio, all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara, dove un algoritmo segnala, in tempo reale e con i colori del semaforo, la situazione del Pronto Soccorso e dei reparti di ricovero e cura, evidenziando criticità operative e disponibilità dei posti letto, così da poter predisporre le opportune modifiche organizzative. In questo modo il progetto ha permesso, in un anno, di abbattere i tempi di attesa e migliorare l’operatività della struttura ospedaliera novarese.

Il progetto
"Il progetto” – hanno spiegato i Dirigenti dell’Ospedale – “è basato sull'innovazione nel piano di gestione del sovraffollamento del Pronto Soccorso.”. “Si tratta di un problema grave per tutte le aziende ospedaliere, in particolare nel periodo invernale a causa del picco influenzale, in quanto può comportare l’esaurimento delle risorse ospedaliere di accoglienza e cura delle emergenze inizialmente e dei ricoveri programmati successivamente, con conseguente paralisi delle attività di ricovero e cura.”. “I risultati ottenuti presso l’Ospedale Maggiore di Novara nell’inverno scorso sono stati molto positivi con una riduzione dei tempi di permanenza presso il Pronto Soccorso ed un incremento significativo dei ricoveri.".

Se nell'inverno del 2016/2017, infatti, un utente in codice rosso doveva aspettare 377 minuti, cioè oltre 6 ore, per essere dimesso o ricoverato, nell'ultimo inverno, invece, l'attesa è stata di 334 minuti, quindi circa mezzora in meno. Ridotti anche i tempi per la dimissione dei codici gialli: da 366 a 342 minuti. Il tutto a fronte di un numero assai maggiore di cittadini che si sono presentato in Pronto Soccorso, 120 codici rossi e oltre 250 codici gialli in più rispetto all'inverno precedente.“. "Questo risultato è stato raggiunto grazie alla creazione di un sistema di allerta che si basa su un algoritmo che segnala il raggiungimento delle soglie di criticità e avvia le procedure di reazione.".

Il sistema messo in atto a Novara sfrutta dunque le nuove tecnologie e funziona come un semaforo segnalando, con i suoi colori, le varie situazioni: quelle normali (verde), quelle di allerta (giallo) e quelle critiche (rosso) che prevedono una risposta pronta e adeguata. Il progetto ha recentemente conquistato uno dei tre primi posti nella quarta edizione del Premio Sham per la prevenzione dei rischi, svoltosi a Firenze nell’ambito del forum “Risk Management in Sanità”, dimostrando che esiste la possibilità di tagliare concretamente i tempi di attesa e – grazie anche alle nuove tecnologie informatiche - dare ai cittadini, in tempi non biblici, le risposte di cui necessitano per la cura della loro salute. 

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Stampa e dal Sito web del Quotidiano Novara ToDay.  


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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