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Ditta italiana produce sensori tessili capaci di prevedere l’infarto

Messi a punto da una ditta torinese, i sensori sono collegati a uno smartphone e attraverso una app allertano in tempo il medico quando la persona sta male ed ha bisogno di essere ricoverata. Un sistema semplice che può ridurre le ospedalizzazioni, dato che il malato può essere monitorato rimanendo a casa propria

10 gennaio 2020

Ogni anno in Italia circa 120mila persone sono colpite da infarto. Di queste, circa 25 mila muoiono prima di arrivare in Ospedale. Ma fra le 95mila che arrivano in un centro di cura la mortalità è solo del 10,95% e potrebbe essere ancora dimezzata. Come? Adottando uno stile di vita corretto e aumentando le diagnosi precoci nelle persone cardiopatiche, ma anche negli altri soggetti a rischio. In questo le nuove tecnologie – come la telemedicina - sono di aiuto, ma un’altra novità è in arrivo. Si tratta di sensori tessili che, installati nel tessuto di camice simili a quelle indossate dagli astronauti, sono in grado di segnalare in anticipo, tramite una App istallata sugli smartphone, i sintomi di un possibile infarto del miocardio. A lavorare sul tessuto, i sensori ed altri strumenti tecnologici simili è, da anni, una ditta tessile italiana, la Fratelli Ballesio Tessitura, di Torino, fondata oltre un secolo fa.
 
Forse non tutti sanno che i pennarelli e i pannolini sono nati per lo spazio e poi sono stati adattati alle esigenze terrestri. Il legame tra spazio e terra è molto stretto e riguarda anche la salute. Molti sono, infatti, gli esperimenti a carattere medico-scientifico che vengono effettuati durante le missioni spaziali, anche quelle svolte dagli astronauti italiani dell’ASI, la nostra agenzia spaziale, esperimenti spesso diffiocili da effettuare sulla terra, ma semplici in un ambiente privo di forza di gravità. esperimenti che hanno ricadute importanti sulla nostra salute di terrestri.

Ancora, non tutti sanno che il nostro Paese è in prima fila anche per quanto riguarda speciali filati pensati per agevolare la vita in orbita degli astronauti e che la ditta che li ha inventati e li produce lavora a stretto contatto con il Politecnico di Torino e la Thales Alenia Space – una joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%), che opera in Italia attraverso la filiale italiana che conta circa 2300 addetti e quattro siti, a Roma, Torino, L’Aquila e Milano e si fonda su un’esperienza quarantennale nella realizzazione di sistemi ed equipaggiamenti per telecomunicazioni spaziali, navigazione satellitare, osservazione della Terra, scienza, esplorazione e trasporto. Questa particolare produzione tessile unisce inventiva, speciale materia prima e nuove tecnologie, per dare vita a strumenti sempre diversi, come quello di cui diremo tra breve, che possono migliorare non solo la vita degli esploratori spaziali, ma anche quella degli abitanti della terra e in particolare la loro salute. Ma procediamo con ordine nel racconto.

La ditta italiana di cui dicevamo è la Fratelli Ballesio Tessitura, di Torino, fondata più di cento anni fa. L’invenzione che l’ha resa nota nell’ambiente degli addetti ai lavori spaziali si deve al suo amministratore delegato, Giuseppe Ballesio, che nel 2000 ha fatto mettere a punto un filato particolare super resistente ed impermeabile all’elio, di sua progettazione, utilizzato per ricoprire i primi modelli di drone: problema che aveva agitato le menti di numerosi Scienziati ed è stato brillantemente risolto dal genio di un amatore dell’avventura spaziale, impegnato in tutt’altro campo.  Da allora sono passati venti anni, ma la Fratelli Ballesio Tessitura ha continuato ad investire in innovazione e ad inventare strumenti utili - come dicevamo - non solo agli Astronauti, ma anche alla nostra salute. Ultima invenzione, speciali sensori tessili che possono segnalare in anticipo i sintomi di un infarto.

Inventiva, tecnologia e salute
L’infarto del miocardio colpisce, ogni anno, in Italia circa 120mila persone. Di queste, circa 25mila muoiono prima di arrivare in ospedale. Ma fra le 95mila che arrivano in un centro di cura la mortalità è solo del 10,95% e potrebbe essere ancora dimezzata se si riuscisse – meglio di quanto si fa già adesso – a prevenire l’ictus (stroke), appena si manifestano le prime avvisaglie. Sarebbe un notevole passo in avanti nella battaglia ingaggiata con quella che è considerata la terza (la seconda, stando ad alcune stime) causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie (il 10-12% di tutti i decessi per anno si verifica dopo un ictus) e rappresenta la principale causa d’invalidità permanente.

A questo obiettivo tende l’ultima invenzione della ditta di filati torinese, in grado di monitorare l’impedenza del corpo umano e aiutare a scoprire casi di scompenso cardiaco. I sensori tessili della Ballesio sono collegati ad uno smartphone e attraverso una app allertano in tempo il medico quando la persona sta male ed ha bisogno di essere ricoverata. Un sistema semplice che può ridurre le ospedalizzazioni, dato che il malato può essere monitorato rimanendo a casa propria.

Dunque, una buona notizia che arriva dalla creatività e dalla passione per le scoperte made in Italy. Ma non è finita qui. La ditta torinese sta infatti studiando – in collaborazione con gli specialisti della ASL Città della salute e della scienza, di Torino, un nuovo sistema per effettuare la polisonnografia a distanza, mentre continua la produzione di filati con i quali fabbricare tessuti più resistenti e leggeri, i cosiddetti “filati a memoria di forma”, capaci di piegarsi e adattarsi alle forme del corpo di chi li indossa, grazie ai piccoli impulsi di una speciale “memoria” di cui sono provvisti e di muovere o spostare oggetti anche molto pesanti. Anche questi tessuti, progettati per gli astronauti, potrebbero trovare, presto, un impiego terrestre.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Stampa


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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