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Al Meyer di Firenze, grazie alla stampa in 3D, è stato ricostruito un orecchio

L'intervento ha visto chirurghi e ingegneri in sala operatoria ed è il primo in Italia con questa tecnologia

2 gennaio 2020

All'Ospedale Pediatrico “Anna Meyer”, di Firenze, è stato ricostruito ex novo un orecchio a un ragazzo tredicenne grazie alla stampa in 3D. Il ragazzo, è affetto da microtia, una malformazione congenita rara che colpisce 5 bambini su 10.000 nati vivi, nel suo caso bilaterale. La patologia porta ad un'assenza di sviluppo dell'orecchio esterno, ovvero il padiglione auricolare. Il chirurgo plastico, partendo da cartilagini costali dello stesso bimbo ha dato ad esse la forma dell’orecchio grazie ai modelli stampati in 3D e alla collaborazione degli ingegneri informatici dell’Università di Firenze. Tra qualche mese il ragazzo subirà un nuovo intervento per ricostruire l’altro orecchio. Si tratta del primo intervento del genere che, in Italia, utilizza questa tecnologia.

La stampa in 3D, nota anche come tecnologia additiva, è un processo con il quale vengono creati oggetti fisici mediante la deposizione di materiale a strati, partendo da un modello digitale. Tutti i processi di stampa in 3D richiedono l'utilizzo congiunto di software, hardware e materiali. Grazie a questa particolare tecnologia è possibile creare qualsiasi oggetto: da prototipi e parti semplici fino ad arrivare a prodotti finiti altamente tecnici, come parti di aeroplani, edifici eco-compatibili, dispositivi medici salvavita e persino organi artificiali creati utilizzando strati di cellule di origine umana.

La stampa in 3D sta rivoluzionando il campo medico e salva vite umane ogni giorno. I principali settori di applicazione della tecnologia additiva oggi sono nella chirurgia maxillofacciale, dove la stampa in 3D e la modellazione 3D vengono utilizzate per allineare i frammenti ossei, trovare angoli per correzioni chirurgiche e stampare modelli 3D che possono essere utilizzati per pre-piegare piastre in titanio e altre strutture di supporto. In ortopedia la stampa in 3D viene impiegata per realizzare guide di taglio personalizzate che si adattano esattamente all'osso del malato e che indicano, con precisione, al chirurgo dove tagliare durante l'intervento. Nella chirurgia cardiaca il modello stampato in 3D aiuta la comprensione di interventi chirurgici complicati da parte dei malati e dei loro familiari, così come aiuta l'intera squadra operativa e il team di assistenza post-chirurgica a comprendere meglio l’intervento con evidenti benefici per la persona che deve essere operata. Anche nella riabilitazione protesica questa tecnologia innovativa palesa la sua utilità, poiché è possibile la stampa tridimensionale di diversi tipi di protesi.

La stampa in 3 D si dimostra utile anche nella cosiddetta chirurgia ricostruttiva. Un esempio – il primo in Italia di questo genere - ci arriva dall’Ospedale Pediatrico “Anna Meyer”, di Firenze, nel quale un ragazzo tredicenne è stato sottoposto alla ricostruzione chirurgica di un orecchio esterno che è potuta avvenire grazie proprio alla stampa in 3 D, effettuata anche con la collaborazione di ingegneri informatici, che hanno assistito il chirurgo plastico anche in sala operatoria.

L’intervento
Il ragazzo 13enne, operato al Mayer,  è nato senza entrambi i padiglioni auricolari a causa della microtia, una malformazione congenita rara che impedisce lo sviluppo dell'orecchio esterno. Questa malformazione colpisce 5 bambini su 10.000 nati vivi e nel caso del ragazzo era bilaterale.

Nell'intervento, ha spiegato l’ospedale fiorentino, la forma esatta delle cartilagini del ragazzo, con le quali ricostruire l'orecchio, è stata acquisita mediante Tac, poi, grazie ad un software di ultima generazione, ne è stata stampata una copia in 3D. Da questo modello tridimensionale si è potuta vedere al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare. Inoltre, per definire, con la massima precisione possibile, che forma avrebbe avuto un orecchio "naturale" del ragazzo, è stato preso a modello un orecchio della sua mamma. Numerose le simulazioni fatte dai chirurghi prima di procedere all'intervento vero e proprio in sala operatoria.

Si tratta, sottolinea ancora il Meyer, del primo intervento in Italia che si avvale della tecnologia 3D e col team di chirurghi dell'ospedale pediatrico fiorentino, guidati dal Dottor Flavio Facchini, in sala operatoria erano presenti alcuni Ingegneri del laboratorio T3Ddy, un'eccellenza che nasce dall'incontro fra il Meyer e il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Firenze, collaborazione che ha l'obiettivo di applicare tecnologie 3D altamente innovative nella pratica clinica.

Questo intervento ha riguardato un solio orecchio, ma  fonti ospedaliere hanno comunicato che, nei prossimi mesi, è previsto che possa essere effettuata una seconda ricostruzione chirurgica riguardante l’altro orecchio del ragazzo. Commentando l’intervento ricostruttivo e il suo esito positivo, il Dottor Facchini ha dichiarato che la condizione del ragazzo non aveva alcun riflesso sul suo udito ma, evidentemente, gli procurava un grande imbarazzo. L’intervento, così particolarmente tecnologico, ha dunque risolto per il meglio questa situazione.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web dell’Agenzia Giornalistica ANSA


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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