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Obbligatorio igienizzare i campi di calcio in erba sintetica

Lo rende noto la Federazione italiana gioco calcio con l'introduzione di una norma che rende obbligatoria la sanificazione di questi campi da gioco con appositi prodotti detergenti

28 novembre 2019

Nell’erba sintetica dei campi di calcio possono annidarsi batteri pericolosi per la salute umana, come l’escherichia coli e la pseudomonas aeruginosa, oltre a stafilococchi ed enterococchi. Nel 2016, la professoressa Cinzia Randazzo, docente di microbiologia agroalimentare dell’Università di Catania, aveva evidenziato la loro possibile presenza nell’erba sintetica dei campi di gioco e la loro pericolosità per la salute. Due anni dopo, la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) ha introdotto, prima in Europa, una norma che rende obbligatoria la sanificazione di questi campi da gioco con appositi prodotti detergenti. Far applicare la norma della FIGC è responsabilità dei comuni e la professoressa Randazzo ha auspicato che tutti gli enti locali interessati provvedano sollecitamente a questo loro compito di salvaguardia della salute degli atleti e di chiunque altro pratichi tali campi di gioco.

Il nostro organismo non è unicellulare, ovvero un unico essere in grado di andare avanti da solo senza bisogno alcuno di aiuto è formato, invece. da tantissime altre piccolissime forme di vita, come le cellule oppure i tessuti. Anche i batteri fanno la loro parte, ne esistono diversi dannosi per la nostra salute, ma altri sono decisamente utili. Tra quelli che possono recare danno alla nostra salute possiamo trovare l’escherichia coli e la pseudomonas aeruginosa, oltre a stafilococchi  ed enterococchi.

L'escherichia coli (E.coli) è la specie di batterio più nota del genere escherichia. Costituisce parte integrante della normale flora batterica intestinale dell'uomo e di altri animali. Nonostante la maggior parte dei suoi ceppi siano innocui, ne esistono tuttavia alcuni che mettono a rischio la salute umana, causando disturbi di diversa gravità come crampi addominali, vomito, diarrea con sangue. La pseudomonas aeruginosa è, invece, un batterio gram-negativo, un patogeno opportunista che colpisce soprattutto persone con difese immunitarie o barriere fisiche (pelle o mucose) compromesse. È il patogeno più spesso isolato in persone ricoverate da più di una settimana e sviluppa una notevole resistenza a più antibiotici (multi-drug resistance).

L'infezione avviene in tre fasi: attacco del patogeno e colonizzazione; infezione locale; passaggio nel sangue e malattia sistemica. Le malattie che l’infezione causata da questo batterio sono diverse e se non trattate adeguatamente possono compromettere gravemente la salute. Gli enterococchi sono un genere di batteri largamente presenti in natura e costantemente nel materiale fecale dei vertebrati, uomo compreso. Si ritiene che la maggior parte delle infezioni da enterococchi sia di origine nocosomiale, ovvero acquisita all'interno di strutture sanitarie e ospedaliere, a causa di lunghi periodi di degenza: molti ceppi infettanti provengono infatti dalla flora intestinale dei ricoverati, da cui si diffondono causando infezioni di diverso tipo (urinarie, di ferite chirurgiche e di altro tipo), soprattutto in soggetti immuno-compromessi. La trasmissione può avvenire anche tramite l'impiego di strumenti infetti. Infine, gli streptococchi sono causa di diversi tipi di infezioni nell'uomo, in particolare nelle vie respiratorie, vie urinarie ed oculari.

I batteri e i campi di calcio in erba sintetica
Ma i batteri che abbiamo descritto possono trovarsi anche in luoghi diciamo così non sospetti. Da una ricerca coordinata dalla professoressa Cinzia Randazzo, docente di microbiologia agroalimentare dell’Università di Catania, è infatti emerso che nei campi di calcio in erba artificiale si registra una forte presenza di batteri potenzialmente pericolosi come appunto possono essere l’escherichia coli, e la pseudomonas aeruginosa, oltre agli stafilococchi ed agli enterococchi.

Dopo tale scoperta, che risale al 2016, la Federazione Italiana Gioco Calcio (FIGC) si è subito mossa, introducendo – con una propria decisione del dicembre 2018 - la sanificazione obbligatoria dei campi in erba artificiale, con detergenti igienizzanti: prodotti che si sono dimostrati subito efficaci e devono essere attestati dalla Cisea, la commissione impianti sportivi erba artificiale, della Lega Nazionale Calcio Dilettanti. Con questa decisone - che la Federazione italiana ha preso prima in Europa – l’Autorità sportiva ha mostrato di ritenere estremamente importante la protezione della salute degli atleti e di chiunque altro pratichi questi campi di gioco.

Due anni fa” – ha spiegato la Professoressa Randazzo - “avevo già invitato le autorità preposte ad occuparsi di questo problema a garanzia della salute dei cittadini.”. “La Federazione italiana giuoco calcio (Figc) e tutte le sue componenti hanno dato prova di grande sensibilità etica in difesa della salute dell’individuo, in particolare dei minori, che è un valore fondante della pratica sportiva.”. “I trattamenti di sanificazione periodici comportano un impegno finanziario, ma questo non può rappresentare un ostacolo per la garanzia della sicurezza.”.

La decisone della FIGC ha ricevuto diverse attestazioni di consenso e plauso. Ma – come ha ancora precisato la professoressa Randazzo - ora che la norma esiste bisogna però fare di tutto perché venga rispettata. La responsabilità dell’applicazione della Decisione dell’Organismo sportivo è in capo ai Comuni e occorre vigilare perché essi provvedano a sanificare periodicamente i loro Campi di calcio in erba sintetica.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web de Il Fatto Quotidiano



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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