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Screening e test si fanno nella “Farmacia di comunità”. Si parte in nove Regioni

Un’iniziativa importante che fa della farmacia un presidio fondamentale per la salute dei cittadini

15 novembre 2019

E’ un’iniziativa sperimentale denominata ‘Farmacia di comunità o ‘Farmacia dei servizi’. Si parte in nove Regioni: Piemonte, Lazio, Puglia, Lombardia, Sicilia, Emilia-Romagna, Veneto, Umbria e Campania, con un budget iniziale di 36 milioni di Euro, puntando però al raddoppio e a coprire l'intero territorio nazionale. Tanti i servizi a disposizione, tra i quali la possibilità di effettuare screening e test. È previsto il counseling e il monitoraggio periodico della terapia con farmaci, con un check dell'aderenza alle cure prescritte, tramite questionari somministrati agli utenti/clienti, arruolati su base volontaria dalla farmacia. E questo varrà sia per i cronici "classici", come i diabetici, sia per persone con patologie complesse come i tumori, di cui sarà ricostruito l'intero percorso assistenziale. Dunque, un’iniziativa importante che fa della farmacia un presidio fondamentale per la salute dei cittadini.

Le farmacie in Europa sono il presidio di prossimità più capillare e assistono ogni giorno 46 milioni di cittadini. Il loro ruolo è di protezione e miglioramento della salute: dalle vaccinazioni all'utilizzo appropriato dei farmaci. Oggi, anche nel nostro Paese, i farmacisti consolidano la presenza sul territorio e la vicinanza ai cittadini: parte infatti in nove Regioni la sperimentazione della "Farmacia di comunità". Porterà ai clienti/utenti facilitazioni, sia nella gestione dei dati clinici, con la possibilità di attivare il fascicolo sanitario elettronico, sia nell’aderenza alle cure e nell’aderenza agli screening.

L’idea della “Farmacia di comunità” o "Farmacia dei servizi", venne lanciata dieci anni fa con la legge n. 69/2009. Il suo articolo 11 delegava, infatti, il Governo all'emanazione di uno o più decreti legislativi, finalizzati all'individuazione di nuovi servizi, a forte valenza socio-sanitaria, erogati dalle farmacie pubbliche e private, nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Successivamente, il decreto legge 3 ottobre 2009, n. 153 e i successivi decreti ministeriali attuativi, hanno  indicato la tipologia delle prestazioni da erogare.

Ora questa decisione del legislatore vede finalmente la sua attuazione concreta con il via libera della Conferenza Stato-Regioni alla sperimentazione in nove realtà regionali: Piemonte, Lazio e Puglia, le prime a partire, secondo il timing definito con il Ministero della Salute; poi toccherà a Lombardia, Emilia Romagna e Sicilia; infine sarà la volta di Veneto, Umbria e Campania. In campo ci sono i 36 milioni di Euro già messi in preventivo e recuperati dagli "Obiettivi di piano" ma, anche in seguito all'estremo ritardo con cui hanno guadagnato il via libera per questa sperimentazione, le Regioni hanno chiesto al Governo un raddoppio delle cifre, giustificato da un'estensione dell'iniziativa a tutto il territorio nazionale.
Attualmente molti servizi sono svolti dalle farmacie a macchia di leopardo sul territorio e con costi a carico dei cittadini. L’avvio della sperimentazione consentirà di ottenere maggiore omogeneità sul territorio, dando a tutti i cittadini le stesse opportunità di salute, valorizzando il ruolo delle farmacie e ponendo i servizi erogati a carico del SSN, in quanto producono salute e risparmi economici.

La farmacia come presidio territoriale della salute
Per il momento la griglia a livello nazionale su cui le nove Regioni sperimenteranno la “Farmacia dei servizi” è articolata in tre macro-categorie: servizi cognitivi (monitoraggio dell'aderenza alla terapia farmacologica, riconciliazione della terapia farmacologica); servizi di front office (fascicolo sanitario elettronico) e servizi relativi alle prestazioni analitiche di prima istanza, come la telemedicina e le campagne di screening. È previsto il counseling e il monitoraggio periodico della terapia con farmaci, con un check dell'aderenza alle cure prescritte tramite questionari somministrati agli utenti/clienti arruolati su base volontaria dalla farmacia. E questo varrà sia per i cronici "classici", come i diabetici, sia per persone con patologie complesse come i tumori, di cui sarà ricostruito l'intero percorso assistenziale. Le farmacie aderiscono alla sperimentazione su base volontaria, secondo le indicazioni regionali che rispondono a criteri di rappresentatività territoriale (area rurale, area ad alta densità di popolazione) e tipo di presidio.

Tanti i servizi a disposizione dei cittadini nelle farmacie delle nove Regioni che partecipano alla sperimentazione. Telemedicina e supporto negli screening, a cominciare da quello al colon retto. Attivazione del fascicolo sanitario elettronico, con la possibilità di aggiornarlo e consultarlo. Verifica dell'aderenza terapeutica, cioè monitoraggio continuo sul paziente per garantire che i farmaci prescritti siano effettivamente assunti - e con regolarità – per tenere sotto controllo una serie di malattie croniche tra cui diabete, ipertensione e Bpco, la Broncopneumopatia cronica ostruttiva. Perché un’alta aderenza terapeutica permette di ridurre il rischio di complicanze e di morte e le relative ricadute, nonché i costi derivanti dal ricorso a ricoveri negli ospedali che impegnano grandemente il personale sanitario.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano il Sole 24 Ore


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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