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Sentire la musica, il progetto Beethoven della RAI per le persone sorde

Il progetto è stato reso possibile grazie ad una tecnologia di ripresa radiofonica che consente alle persone ipoudenti, portatrici di impianto cocleare, di assistere a concerti, spettacoli, talk show, letture e a tutte le produzioni che prevedono la presenza di pubblico in sala

4 ottobre 2019

Nella giornata inaugurale del Prix Italia, edizione n. 71, premio dedicato quest’anno alla diversità culturale, la Rai ha presentato a Roma, nella sede della Radiofonia in via Asiago, una versione innovativa del “Progetto Beethoven, accorda la sinfonia al tuo sentire”, approdata a Roma dopo la tappa iniziale dell’auditorium Arturo Toscanini di Torino, sede dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai, dove ha debuttato nel 2018. Il progetto si basa su di una tecnologia di ripresa radiofonica che consente alle persone ipoudenti, portatrici di impianto cocleare, di assistere a concerti, spettacoli, talk show, letture, e a tutte le produzioni che prevedono la presenza di pubblico in sala. L’iniziativa si deve alla collaborazione tra il Servizio pubblico Rai e il Dipartimento Organi di Senso dell’Università La Sapienza, di Roma, che ha integrato il progetto in un processo riabilitativo teso ad attenuare la barriera della sordità e a ripristinare le forme della socialità.

Chi è nato in Italia fino ai primissimi anni '60 ricorderà certamente il Maestro Alberto Manzi e le sue lezioni di italiano, tutti i giorni in TV in prima serata. La trasmissione televisiva "Non è mai troppo tardi“, promossa dalla Rai in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione, che è andata in onda per 8 anni, tra il 1960 e il 1968, ha istruito migliaia di persone analfabete, permettendo agli italiani adulti, che non ne erano ancora in grado, di imparare a leggere e scrivere. Il Maestro Manzi impartiva autentiche lezioni con un metodo di insegnamento innovativo per l’epoca, precursore del “multimediale", molto in voga oggi, giacché si serviva di filmati, supporti audio, dimostrazioni pratiche, nonché della lavagna a grandi fogli, dove la mano del Maestro Manzi, disegnava schizzi e bozzetti, con rapidi tratti di carboncino.

La RAI con questa idea, svolse un importante ruolo sociale ed educativo, contribuendo all'unificazione culturale e abbassando notevolmente il tasso di analfabetismo presente in Italia in quel momento. Ancora oggi il servizio pubblico RAI mantiene questa vocazione per il sociale che è curata da Crits (il Centro ricerche RAI la cui sede è a Torino) e dal Segretariato sociale che sviluppano progetti dedicati all’inclusione e alla disabilità, sia per la TV che per il museo della radio e della televisione, per l’auditorium e per altri contesti culturali.

In questo filone s’inserisce il progetto Beethoven, accorda la sinfonia al tuo sentire. Il progetto nasce da una collaborazione tra il centro ricerche e innovazione tecnologica Rai, il centro di produzione Tv Rai di Torino e responsabilità sociale Rai, con il coinvolgimento dell’orchestra sinfonica nazionale della Rai. Hanno collaborato, inoltre, il dipartimento di otorinolaringoiatria della città della salute e della scienza di Torino, Università di Torino, e l’associazione APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare). Obiettivo: rendere gli spazi culturali Rai luoghi di incontro su cui si possano costruire nuovi percorsi di riabilitazione coinvolgenti ed efficaci, rivolti, in questo specifico caso, alle persone ipoudenti, portatrici di un impianto cocleare.

Accorda la sinfonia al tuo sentire
Ora a Roma, nella giornata inaugurale del Prix Italia, edizione n. 71, premio dedicato quest’anno alla diversità culturale, la Rai ha presentato, nella sede della radiofonia in via Asiago, una versione innovativa del “Progetto Beethoven”, approdata nella Capitale dopo la tappa iniziale dell’auditorium Arturo Toscanini, di Torino, sede dell’orchestra sinfonica nazionale della RAI dove il progetto ha debuttato nel 2018.

Progetto Beethoven” è stato reso possibile grazie ad una tecnologia di ripresa radiofonica che consente alle persone ipoudenti, portatrici di impianto cocleare, di assistere a concerti, spettacoli, talk show, letture, e a tutte le produzioni che prevedono la presenza di pubblico in sala. Come ricorda la stessa Rai: “L’iniziativa si deve alla collaborazione tra il Servizio pubblico e il Dipartimento Organi di Senso dell’Università La Sapienza di Roma, che ha integrato il Progetto in un processo riabilitativo teso ad attenuare la barriera della sordità e a ripristinare le forme della socialità. Come questa esperienza di ascolto integrale, immersiva, personale ma non separata, che diventa parte di un processo terapeutico certificato.”.

L’Ente radio-televisivo pubblico ricorda ancora che: “Tra i settori del Servizio pubblico che hanno lavorato a questa iniziativa: la Direzione Relazioni Istituzionali, il Centro Ricerche Innovazione Tecnologica e sperimentazione, e la Direzione Radio, che ha sviluppato l’upgrading tecnologico dell’impianto grazie a un’alleanza sul campo tra ingegneri del suono e specialisti dell’udito. Alcuni esempi di sonorità radiofonica sono stati eseguiti da Carlo Romano (oboe), Kyung Mi Lee (violoncello), Michelangelo Carbonara (pianoforte) guidati dalla voce di Savino Zaba, conduttore di Radio1.    
 

Fonti:  
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web di NonSoloContro e dal Siti web della RAI


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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