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Tumori: il cancro si può vincere. Parola di Nasi Manu

Dopo la chemio, Nasi Manu torna a giocare a rugby. Oggi l’atleta si allena con la squadra nazionale dell’Isola di Tonga per disputare la World Cup in Giappone

27 settembre 2019

Un tumore all’apparato uro-genitale, un intervento chirurgico, due cicli di chemioterapia e un anno lontano dal campo di gioco. Questo il tributo che Nasi Manu - trentenne campione di rugby e terza linea del Benetton Treviso, neozelandese ma nazionale nella squadra dell’isola di Tonga - ha pagato alla malattia. Ma come quando era in campo e correva verso la meta, il campione ha combattuto la sua battaglia per la vita, l’ha vinta ed è tornato a giocare. Oggi dà coraggio a chi lotta contro il cancro e della sua esperienza dice: “la malattia ha reso tutto più chiaro.”. “Ho capito come voglio vivere la mia vita.”.   

Anche se sei un campione nello sport che ami e per i compagni di squadra sei un Mana, parola che in lingua maori significa “forza”, “carisma”, “spirito sovrannaturale”, ti può accadere di cadere, di essere “placcato”, mentre corri a fare meta da qualcosa che non puoi governare, perché è imprevedibile e non risponde alle regole che conosci. Si tratta di un’entità a cui si danno nomi diversi; cancro, tumore, neoplasia, ma che, in concreto, significa un cambio radicale della tua esistenza, cercare dentro di te la forza di resistere alla malattia e reagire, mentre ragioni, ogni giorno, sulle cose che hai: affetti, famiglia, amici e che rischi di perdere. In quei momenti la vita ti passa davanti come tanti fotogrammi di un film, il tuo, e capisci che vale la pena di combattere fino all’ultimo minuto, come fai nel rugby, perché questa partita, la partita della vita, la devi giocare e la puoi vincere.

Certo anche tutte queste cose deve avere pensato Nasi Manu - trentenne campione di rugby, terza linea del Benetton Treviso, neozelandese, ma nazionale della squadra dell’isola di Tonga – quando, ad agosto dell’anno scorso, gli è stato diagnosticato un tumore all’apparato uro-genitale. Catapultato in un mondo fino ad allora sconosciuto, il campione ha superato i primi momenti di scoramento, reagendo da par suo e, alla fine, vincendo quella difficile partita. Ma andiamo con ordine nel racconto.
Arrivato a Treviso nel 2017, dopo avere giocato in Scozia e in Nuova Zelanda e nella Nazionale dell’Isola di Tonga, il campione di rugby conquista subito una grande notorietà tra i tufosi per la sua bravura. Ma l’anno successivo comincia ad accusare i sintomi di quella che gli sarà diagnosticata come una neoplasia all’apparato uro-genitale.

La lotta contro il cancro e la vittoria
La diagnosi arriva come un fulmine a ciel sereno, ma ora Nasi Manu ricorda: “La prima cosa che ho pensato è che cominciava una sfida che dovevo vincere ad ogni costo, perché il mio obiettivo era tornare in campo.”. Ma la strada è stata lunga: un intervento chirurgico e due cicli di chemioterapia, il primo dei quali non aveva sortito l’effetto sperato. “Non era facile non piangere” - ricorda ancora il campione - “guardavo le persone che erano lì, con me, per curarsi, molti erano sorridenti.” “Non parlavo italiano, ma bastavano gli sguardi per capire che avevamo tutti lo stesso obiettivo: sconfiggere il cancro.”. “La cosa più incoraggiante è stata vedere quei volti sorridenti, nonostante la sofferenza.”.
Ma Nasi Manu ha un’altra arma a suo favore: la solidarietà dei suoi compagni di squadra che per tutto il tempo della cura gli sono stati vicini: in campo (indossando una maglia speciale, che ricordava il loro “fratello” sofferente) e fuori di questo. Poi, dopo poco più di un anno dalla diagnosi, la buona notizia: il cancro era stato sconfitto e Nasi Manu poteva tornare a fare meta.

Oggi l’atleta si allena, con la squadra nazionale dell’Isola di Tonga, per i prossimi campionati del mondo che su disputeranno in Giappone, e a chi si trova nella sua stessa situazione ricorda che non bisogna mai abbattersi e rinunciare a lottare perché c’è sempre una via d’uscita.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Stampa

Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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