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Il nuoto per combattere la malattia di Parkinson

Stretto di Messina a nuoto, la traversata solidale di 30 nuotatori di cui sei affetti dalla malattia di Parkinson, nell'ambito della manifestazione “Un mare da vivere senza barriere”

2 agosto 2019

Vivere con la malattia di Parkinson si può. Lo dimostra il progetto “Un mare da vivere senza barriere” all’interno del quale si è svolto, il 29 luglio scorso, il “Tancrede Swim Challenge, la sfida di un giorno, la sfida per la vita”, ovvero la traversata solidale a nuoto dello stretto di Messina, a cui hanno partecipato 30 nuotatori tra i quali sei affetti dalla malattia di Parkinson. Il progetto sostiene l’attività dell’associazione l’Aquilone Onlus e vuole dimostrare che si può condurre una vita relativamente normale nonostante il Parkinson, una malattia degenerativa che colpisce un sempre maggior numero di giovami.

L’età dei malati di Parkinson si abbassa sempre di più: uno su cinque di loro ha meno di cinquant’anni, al momento della comparsa dei primi sintomi. Sono 350mila (la metà ancora in età lavorativa) gli italiani colpiti da questa patologia neurodegenerativa, di cui si teme di pronunciare persino il nome, date le sue capacità distruttive dell'equilibrio fisico e mentale di chi ne è colpito. I numeri della malattia sono purtroppo destinati a raddoppiare nei prossimi 15 anni, dal momento che ogni anno si registrano circa 6.000 nuovi casi. Il Parkinson è stata definita la malattia delle grandi menti, in passato ha infatti colpito personalità come Papa Giovanni Paolo II, il leader palestinese Yasser Arafat e lo stesso Adolf Hitler. Alla sua virulenza patologica associa costi economici elevatissimi. In Italia la spesa per l’assistenza a questi malati, a carico del SSN, raggiunge, infatti, annualmente la cifra di 1,3 miliardi di Euro.

"Al momento” – ha spiegato il Dottor Nicola Modugno, responsabile del centro Parkinson dell'istituto neurologico mediterraneo neuromed, di Pozzilli (Isernia) – “si conoscono tante possibili cause della malattia, ma non quella specifica.”. “Sappiamo, però, che molti meccanismi possono entrare in gioco: ad esempio, esistono dei geni le cui alterazioni porterebbero alla cascata degenerativa che è alla base della morte delle cellule dopaminergiche, e quindi della malattia di Parkinson.”. “Vi può essere, inoltre, un'interazione con l'ambiente, con sostanze tossiche".

Il Parkinson "è certamente un problema sociale. “Oggi l'assistenza ai malati” - prosegue l'esperto – “è lasciata alla fisioterapia, ma innumerevoli studi dimostrano che l'assistenza dovrebbe estendersi a tanti altri aspetti: reinserire i pazienti in un contesto sociale, aiutarli a non depauperare tutto il patrimonio della loro vita in termini di attività lavorativa e rapporti con la famiglia". Dunque arrivare a far sì che anche con questa patologia sia possibile una vita relativamente normale.

In questo ambito lo sport può fare molto. Lo dimostra il progetto Un mare da vivere senza barriere” all’interno del quale si è svolto, il 29 luglio scorso, il “Tancrede Swim Challenge, la sfida di un giorno, la sfida per la vita”, ovvero la traversata solidale a nuoto dello stretto di Messina.

Swim for Parkinson”, bracciate contro il Parkinson
La manifestazione “Un Mare da Vivere… senza Barriere”, dell’associazione L’Aquilone Onlus, di Messina, giunta alla sua XIV Edizione, ha ospitato la quarta edizione della traversata solidale dello stretto di Messina “Tancrede Swim Challenge… la sfida di un giorno la sfida per la vita”, dedicata al giovane Tancrede Roy, di Boston (Usa), che sostiene i progetti sociali dell’associazione messinese e la prima edizione di “Swim for Parkinson”

Alla gara solidale hanno partecipato una trentina di nuotatori, tra i quali sei erano affetti dalla malattia di Parkinson. L’obiettivo era quello di affrontare, con successo, l’ostacolo delle correnti e dei vortici dello stretto, che è stato superato grazie al coordinamento del comandante Giovanni Fiannacca, che ha curato l’azione delle venti imbarcazioni a supporto dei nuotatori e delle troupe televisive, alla regia della Capitaneria di Porto di Messina e al supporto logistico della sezione messinese della Lega Navale.

Questa edizione si è svolta, il 29 luglio scorso, col patrocinio della fondazione Limpe per il Parkinson e dell’accademia Limpe – Dismov, presieduta dal Professor Pietro Cortelli, Presidente della fondazione LIMPE per il Parkinson Onlus, il quale ha dichiarato: “Sono contento per il successo ottenuto dai nostri atleti, in uno scenario unico, lo ripeteremo il prossimo anno con un numero superiore di pazienti, il messaggio ai 350.000 pazienti italiani è quello che si può sfidare lo Stretto, ma con la giusta motivazione e preparazione”.

I trenta partecipanti hanno sfidato gli oltre 3 chilometri di mare per raggiungere Cannitello in Calabria, tuffandosi da Punta Faro. Due le modalità di partecipazione: traversata completa (3600 metri) e staffetta. “Il mare ha un ruolo terapeutico per il superamento di ogni forma di disagio” – ha spiegato il Professor Pietro Cortelli, Docente di neurologia dell’università di Bologna -. “I fattori della malattia associati allo stress, sia in fase iniziale che avanzata, influenzano la qualità della vita dei pazienti, dei familiari e degli assistenti.”. “In particolar modo, i disturbi dell’affettività (ansia e depressione), il dolore e i disturbi della sfera cognitiva e autonomica, contribuiscono al deterioramento della qualità di vita, sin dalle prime fasi della malattia.”. “Per questo, è necessario, per quanto possibile, anche mantenere i propri interessi e fare molto sport. Il nuoto, per esempio, porta dei benefici fisici, ma anche mentali”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web dell’Agenzia di Stampa SIR e dal sito web dell’agenzia di stampa Adnkronos



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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