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Tumori: le nanotecnologie per battere le neoplasie

Assegnato il premio a un ricercatore italiano per uno studio che, attraverso l’impiego delle nanotecnologie, permette di migliorare la diagnosi e le terapie oncologiche

18 luglio 2019

Medicina personalizzata e di precisone, grazie alla moderna tecnologia molecolare. E’ questa la nuova frontiera della lotta ai tumori che mette al centro la persona e, con l’aiuto delle nanotecnologie, studia e colpisce, con sempre maggiore precisione, il punto debole delle neoplasie. In questo ambito scientifico, il dottor Patrizio Giacomini, ricercatore dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, di Roma, ha ricevuto il premio internazionale ICPerMed - un consorzio che, di concerto con la Commissione Europea, promuove la medicina di precisione - per uno studio che, attraverso l’impiego delle nanotecnologie, permette di migliorare la diagnosi e le terapie oncologiche.

Furono gli alchimisti medievali ad indagare per primi quanto era già stato realizzato con la dispersione di nano-particelle nel vetro da esperti vetrai in epoca romana (400 d.C). La coppa di Licurgo è una coppa di vetro di epoca romana, risalente al IV secolo. La coppa è costruita con vetro dicroico e mostra un colore diverso a seconda del modo in cui la luce passa attraverso di essa: rosso quando è illuminata da dietro e verde quando è illuminata frontalmente. In Italia la Chiesa di Santa Maria Novella, a Firenze e in Francia la Cattedrale di Notre Dame, a Parigi, sono solo due degli esempi realizzati con nanoparticelle d’argento e oro che conferiscono i colori giallo e rosso alle vetrate. Di fatto però l’inizio della ricerca mondiale nel campo della nanoscienza si fa risalire ad un celebre discorso, dal titolo: ”There’s Plenty of Room at the Bottom”, tenuto nel 1959 al Caltech da Richard Feynman, che sei anni dopo riceverò il premio nobel per la fisica.

Da allora ad oggi la nanotecnologia – ovvero la scienza in grado di controllare e manipolare la materia a livello atomico e molecolare, su una scala dimensionale inferiore al micrometro (particelle piccole come la milionesima parte di un millimetro) e che è in grado di progettare e realizzare dispositivi in tale scala - ha conquistato un posto sempre più importante non solo in campo scientifico, ma anche nella quotidianità della nostra vita.
Questa scienza trova applicazione anche in campo medico. Così abbiamo quella che viene chiamata “Nano-medicina”, la quale studia il funzionamento biologico all’interno delle cellule e usa queste informazioni per l’ingegnerizzazione di nano-materiali e biosensori e lo sviluppo di terapie mediche sempre più sofisticate. Sebbene alcune di queste tecniche applicative siano ancora in fase di progettazione, altre sono già sottoposte a test o addirittura utilizzate.
Qui segnaliamo una delle diverse applicazioni mediche delle nanotecnologie finalizzata alla lotta contro i tumori, frutto della ricerca made in Italy. Lo studio ha propiziato un premio internazionale assegnato ad un ricercatore italiano dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, di Roma, il dottor Patrizio Giacomini, evidenziando come, anche in questo campo, la ricerca del nostro Paese sia all’avanguardia.
 
Nanotecnologie per battere i tumori
Per combattere i tumori, ad esempio, presso l’Istituto di ricerca romano sono state create alcune piattaforme sperimentali che utilizzano la nanofotonica e altre nanotecnologie per migliorare diagnosi e terapie oncologiche di precisione, grazie a specifici programmi internazionali ed in particolare al progetto ULTRAPLACAD, sostenuto dall'Unione Europea.
Il lavoro dell'IRE ha, di recente, ricevuto un riconoscimento internazionale da parte di ICPerMed, un consorzio che, di concerto con la Commissione Europea, promuove la medicina di precisione. Lo studio del dottor Giacomini ha per titolo "Un 'hub' di biopsia liquida: integrazione delle nanotecnologie per migliorare la diagnosi e la terapia del cancro", e integra sequenziamento genomico, digital PCR, una metodica di quantificazione del DNA, saggi nanofotonici, anticorpi terapeutici e nanoparticelle, per sviluppare ed applicare approcci di 'oncologia liquida', facili da usare e alla portata di tutti al fine di valutare dinamicamente le vulnerabilità dei tumori e colpirle.

Così ha commentato il riconoscimento il professor Gennaro Ciliberto, direttore scientifico delI’IRE: "Oggi la nostra priorità è l'implementazione di approcci di medicina personalizzata” “per offrire a tutti i cittadini e pazienti le cure più appropriate per ogni specifico tumore e per le caratteristiche della singola persona.” “Lo è per noi così come per gli Istituti in tutta Europa e oltre, come abbiamo avuto modo di sottolineare nel recente confronto tra esperti internazionali tenutosi a Bari e promosso dall'Oeci, la rete europea di Istituti oncologici certificati secondo alti standard.”. “È necessario ora uno sforzo comune e condiviso per fare ulteriori progressi".

Trentotto sono stati i candidati al riconoscimento ICPerMed "Best Practice in Personalised Medicine" 2019. Quattro i vincitori: oltre all'Istituto Regina Elena, gli altri vincitori provengono da Austria, Estonia e Svizzera. Tutti e quattro i premiati saranno invitati al Workshop ICPerMed, che si svolgerà il 5-6 novembre prossimi a Madrid, e presenteranno i risultati dei loro lavori durante una sessione plenaria, ricevendo un premio per sostenere la diffusione delle loro ricerche.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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