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Intervento record all’ospedale CTO di Torino. Un tetraplegico riacquista l’uso delle mani

La nuova tecnica chirurgica, che sfrutta il trasferimento di nervi, è una recentissima metodica eseguita in pochi centri specialistici al mondo

20 giugno 2019

All’Ospedale CTO di Torino è stato portato a termine – con una tecnica innovativa, mai tentata prima in Italia - un intervento chirurgico grazie al quale una persona tetraplegica ha potuto riacquistare l’uso delle mani. Dopo circa tre ore e mezzo d’intervento gli specialisti dell’ospedale della Città della salute e della scienza, di Torino bypassando la lesione midollare, che aveva causato la tetraplegia, hanno ricollegato nervi sani, ottenuti da un donatore, con i nervi lesionati e non più funzionanti del malato, permettendo di re-innervare le mani, cosa non altrimenti possibile con la chirurgia classica. La successiva riabilitazione, per la sua particolarità effettuabile solo in centri altamente specializzati, permetterà alla persona 52enne operata il totale recupero funzionale e sensitivo delle mani.

Questa è la storia di un incidente stradale come ne capitano tanti sulle strade italiane: nel 2017, dati ISTAT, 2017 sono stati 174.933, in leggero calo rispetto al 2016, con 3.378 vittime (morti entro 30 giorni dall’evento) e 246.750 feriti. Ma la persona rimasta coinvolta nell’incidente stradale con cui questa storia ha inizio è viva e - nonostante abbia riportato una lesione midollare completa a livello cervicale che aveva provocato, oltre al deficit completo degli arti inferiori, l’impossibilità di apertura e chiusura delle dita bilateralmente. In pratica: non poteva afferrare oggetti provvedere alla propria cura personale - potrà certo raccontare una storia che ha dell’incredibile.

Molto spesso si scrive di una sanità pubblica italiana malata, colpita da un morbo che si chiama, nonostante il grosso impegno finanziario dello Stato, trascuratezza. Inefficienza e corruzione. Ma se è vero che – come recitavano i versi di una canzone di Fabrizio De André – “dal letame nascono i fiori”, quelli germogliati all’Ospedale CTO della Citta della salute e della scienza di Torino hanno dell’incredibile e ci fanno ricredere, dimostrandoci che la sanità pubblica di questo Paese possiede risorse umane e professionali in grado di svolgere in modo egregio i compiti di salvaguardia della salute che le sono e le devono propri in un Paese che si ritiene civile. 

Dunque, è accaduto che – dopo sei mesi dall’incidente - gli specialisti dell’ospedale torinese abbiano portato a termine – con una tecnica innovativa, mai tentata prima in Italia - un intervento chirurgico eccezionale riannodando nervi sani – ottenuti da donatore – ai nervi lesionati della persona tetraplegica che stavano operando, avendo bypassato la lesione midollare procurata dall’incidente stradale; in questo modo permettendo, al pasticcere 52enne protagonista di questa storia, di riacquistare completamente l’uso, funzionale e sensitivo, delle mani, cosa impossibile con la tecnica chirurgica normalmente utilizzata in questi casi.
 
L’intervento
Come accade quando una marionetta si rompe e i fili vengono riannodati per permettere il suo riutilizzo, così gli specialisti del CTO - dopo tre ore e mezzo d’intervento condotto dal dottor Bruno Battiston, dal professor Diego Garbossa, dal dottor Paolo Titolo e dal dottor Andrea Lavorato – hanno riannodato, bypassando il livello della lesione al midollo spinale, nervi donatori sani (sopra la lesione stessa del midollo) a nervi non più funzionanti a valle della lesione medesima corrispondenti al movimento ed all'utilizzo delle mani. Ciò è stato anche possibile perché la tetraplegia di partenza era in realtà una sincoplegia, ovvero gli arti superiori possedevano nervi parzialmente funzionanti.

Gli specialisti torinesi hanno chiarito che la nuova tecnica chirurgica, che sfrutta il trasferimento di nervi, è una recentissima metodica eseguita in pochi centri specialistici al mondo e concluso che la successiva riabilitazione prevede l'adozione di trattamenti specifici possibili solo in centri di riferimento. Il recupero della funzione motoria richiederà "molti mesi", e sarà facilitato dai moderni trattamenti fisioterapici atti a preservare e favorire la mobilità dei distretti interessati, ma il pasticciere 52enne potrà, alla fine, non solo raccontare la sua storia ricca di particolari avvincenti, ma tornare ad usare normalmente entrambe le mani.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano La Stampa


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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