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Per le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali c’è la Lega del Filo d’Oro

Un’esperienza assistenziale che coniuga insieme solidarietà umana e grande professionalità, per contrastare una disabilità complessa e spesso disperante

10 maggio 2019

55 anni di attività, al fianco delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali; solo nel 2018 911 persone assistite, 95 delle quali a tempo pieno, tra cui 32 bambini, con meno di 4 anni; 608 dipendenti, con esperienza e professionalità elevate; 677 volontari, formati dall’associazione che hanno prestato, solo l’anno scorso, 53.699 ore di servizio e infine i sostenitori che, numerosi, hanno contribuito, sempre nel 2018, per il 67% delle risorse finanziarie dell’associazione. Questi i numeri della Lega del Filo d’Oro, resi noti e certificati nel bilancio sociale 2018, durante l’assemblea dei soci che si è svolta ad Osimo (Ancona) nello scorso mese di aprile. Un’esperienza assistenziale che, da oltre cinquant’anni, coniuga insieme solidarietà umana e grande professionalità, per contrastare una disabilità complessa e spesso disperante.

Secondo un’indagine svolta dalla Lega del Filo d’Oro e dall’ISTAT a marzo 2018, le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali in Italia erano 190mila, ovvero lo 0,3% dell’intera popolazione italiana e il 64% di questi disabili era costituito da donne. La sordocecità è una disabilità plurima estremamente complessa e altamente invalidante, legata a patologie rarissime come, ad esempio, la sindrome di Usher o quella di Charge, che portano al veloce deperimento di sensi fondamentali come la vista e l’udito e causano l’isolamento di chi ne soffre: soprattutto se la persona colpita, da piccola, non ha avuto la possibilità di apprendere forme alternative di comunicazione. Essere sordociechi significa dunque, di fatto, emarginazione sociale e una vita completamente assorbita dagli interventi specialistici di tipo medico e psicosociale: il sordocieco deve, infatti, imparare ad utilizzare la LIS tattile e deve essere messo in grado di sfruttare appieno i suoi sensi residui, così da poter migliorare, per quanto possibile, la qualità della propria vita.

Occorre ricordare che con la legge 24 giugno 2010, n. 107, la sordocecità è stata considerata, medico-legalmente parlando, come una patologia unica. La legge poi così definisce, all’articolo 2, le persone sordocieche: “[si definiscono] sordocieche le persone cui siano distintamente riconosciute entrambe le minorazioni, sulla base della legislazione vigente, in materia di sordità civile e di cecità civile.”.
In base a questa legge dunque la persona sordocieca, al momento del riconoscimento dello stato di invalidità civile, effettua una solo visita medico-legale, con la procedura prevista, ai sensi della legge n. 104/92, per il riconoscimento dello stato di “handicap grave”. Una volta ottenuto il riconoscimento al sordocieco spettano, in unica soluzione, sia l’indennità di cieco civile che quella di sordo civile; ricordando però che l’indennità di comunicazione, propria dei sordi civili, non spetta nel caso di sordità intervenuta in età matura, ma viene concessa solo nel caso di sordità congenita o prelinguale. La legge n. 107/2010 ha stabilito, inoltre, che la persona sordocieca ha diritto al cumulo delle pensioni, quindi il sordocieco riconosciuto invalido civile percepirà oltre alle due indennità (di comunicazione e di accompagnamento) anche le due pensioni di cieco, parziale o totale, e per sordità prelinguale (ove attribuita).
Dal punto di vista dell’assistenza alle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali, in Italia opera, da oltre cinquant’anni, l’associazione Lega del Filo d’Oro, conosciamola meglio.

L’associazione
Nata ad Osimo (Ancona) nel 1964 la Lega del Filo d’Oro ha conquistato, grazie all’abnegazione e alla professionalità dei suoi operatori e dei volontari, che nel corso degli anni ha formato (e forma) a migliaia, un posto di preminenza nel delicato settore dell’assistenza a queste persone che presentano una disabilità plurima e grave.

Scopo dell’associazione è quello di assistere, educare, riabilitare e reinserire nella famiglia e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. Questa mission viene portata avanti, non solo nella sede centrale di Osimo, attualmente in via di ampliamento e dove è attivo il centro diagnostico, ma anche attraverso l’attività delle altre strutture territoriali dell’associazione, come i centri di Lesmo (Monza e Brianza), Modena, Molfetta e Termini Imerese, dove sono erogati diversi servizi alla persona o le sedi di Roma, Napoli e Padova, nelle quali sono aperti dei centri residenziali.

Come spiegato sul sito web dell’associazione, per rispondere alle sempre più frequenti richieste d’aiuto che giungono dai genitori di bambini nati con patologie spesso molto gravi e plurime, è stato elaborato “un metodo d’intervento precoce per agire tempestivamente già nella primissima infanzia e offrire le migliori garanzie di recupero”. Questo metodo prevede “un primo soggiorno di tre settimane presso il centro diagnostico, coinvolge professionisti di molte discipline differenti che individuano i metodi per comunicare; che lavorano sull’attività motoria con la fisioterapia e con il gioco, che guidano gli esercizi di logopedia e di stimolazione per superare le difficoltà di deglutizione e masticazione.”
“Il percorso che abbiamo davanti” - si legge ancora sul sito web dell'associazione – “è ancora lungo e la Lega del Filo d’Oro non si ferma certo qui”. “Siamo pronti ad accogliere e affrontare le nuove sfide che ci si presenteranno, non dimenticando mai le tante battaglie in cui l’associazione è da sempre in prima linea.”. “Da aprile sono partiti i lavori per la realizzazione del secondo lotto del centro nazionale, che siamo impegnati a completare entro tre anni e non viene meno nemmeno la volontà di una graduale apertura di altre sedi territoriali nelle regioni dove non siamo ancora presenti”.

Fonti: Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Mensile Vita


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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