SuperAbile






In Salute e ricerca


Al Sant’Andrea di Roma, asportato un tumore che aveva infiltrato il cuore

L’intervento è stato effettuato con l’utilizzo di una protesi biologica di origine bovina. Una prima italiana e forse mondiale

7 marzo 2019

Al Sant’Andrea di Roma è stato realizzato recentemente un intervento chirurgico che è poco definire eccezionale. Si è trattato dell’asportazione di un tumore dal muscolo cardiaco di un malato 62enne, affetto da un tumore polmonare. Gli specialisti dell’ospedale romano hanno proceduto, dopo l’asportazione della massa tumorale, alla ricostruzione di un atrio cardiaco, con un materiale biocompatibile di origine bovina. E’ stata una prima italiana, se non addirittura mondiale.

Fino a qualche tempo fa, in medicina, o meglio nel vocabolario della professione medica, c’era in termine dal significato inequivocabile: “incurabile”. Quando un medico lo pronunciava, in relazione ad una patologia, per il malato e per i suoi cari era la fine delle speranze di cura e guarigione, nonché spesso anche di quelle di vita. Poi la scienza medica ha camminato, fatto progressi, acquisito nuove conoscenze e studiato approcci terapeutici sempre nuovi e diversi e oggi quel termine è praticamente divenuto se non obsoleto, quantomeno di uso raro. Certo non in tutti i casi di malattia grave è possibile non pronunciare quel termine, ma sempre più spesso gravità e complicanze di molte patologie non fermano i tentativi dei medici di ristabilire una condizione di salute accettabile, se non di guarigione e sempre più spesso la tenacia di chi cura è premiata dal successo, il che rende appunto desueto l’uso di quel termine mortifero.

Sul fronte della salute la cronaca di giornali e TV ci regala spesso notizie confortanti e solo per riferirci ad un caso assai recente - quello del 23enne romano affetto da progeria, una malattia rara che fa invecchiare precocemente il corpo, operato, per la prima volta al mondo, al cuore dagli specialisti dell’ospedale San Camillo di Roma – ci  racconta degli sforzi che la medicina fa per mandare nel dimenticatoio l’espressione “malattia incurabile”.

Una nuova conferma del valore di questi sforzi è arrivata dagli specialisti dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Sant’Andrea, di Roma che hanno, di recente, effettuato un eccezionale intervento chirurgico, mai tentato prima d’ora in Italia e forse nel mondo, su di un malato 62enne, affetto da un tumore al polmone destro che aveva infiltrato una porzione del cuore.

Il tumore al cuore può essere operato
Si è trattato di un intervento di ricostruzione completa di un atrio cardiaco, il sinistro. L’intervento è stato effettuato con l’utilizzo di una protesi biologica di origine bovina. L'operazione è stata condotta da un'Equipe specialistica coordinata dal Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica dell’Ospedale romano, Professor Erino Angelo Rendina. "E' la prima volta in Italia per un intervento di questa estensione e molto probabilmente una prima mondiale", ha affermato il Professor Rendina, mentre il 62enne operato ha dichiarato: “Sto bene e devo ringraziare tutti i medici.”.  “Oggi se ho un cuore 'nuovo' lo devo a loro.”.

Il Professor Rendina ha poi precisato: "Viene sfatato il tabù che quando il cuore è infiltrato da un tumore non può essere operato”.  “Certo un'operazione del genere si può fare solo in casi eccezionali come questo.”. “Qui al Sant’Andrea eseguiamo 1.300 interventi di chirurgia toracica l'anno e vediamo 3.000 pazienti, e per questo abbiamo potuto selezionare questo paziente per questo tipo di operazione.”. “Giovane e senza metastasi, era infiltrato solo l'atrio del cuore.”. “Quello che va sottolineato” – ha spiegato ancora lo specialista – “è che la membrana biologica derivata dal bovino non è viva ma fissata.”. “Rimane la struttura fibrosa, ma le cellule non ci sono più e quindi non c'è possibilità di rigetto”. ”Il paziente così non deve prendere anticoagulanti, molto utili ma anche molto pericolosi". Il Professore ha precisato, infine, che L'Equipe ha messo in atto la circolazione extracorporea e, quindi, arrestato il cuore.”. “Il tumore è stato poi rimosso asportando il polmone destro e la parte di cuore invasa dal cancro.”. “Quindi abbiamo ricostruito e sostituito l'atrio sinistro con una membrana biologica (un sottile foglietto di materiale biologico di mezzo millimetro) perfettamente compatibile, che si è integrata con il tessuto del paziente".

La Direzione Sanitaria dell’ospedale romano ha comunicato che il malato ha trascorso le prime quattro giornate post-operatorie nella terapia intensiva cardio-toraco-vascolare del Sant’Andrea ed è stato quindi trasferito nel reparto di chirurgia toracica dell’ospedale. A seguito di un decorso post-operatorio completamente regolare, il malato è stato dimesso lo scorso 1° febbraio.

"In poco tempo a Roma” - ha commentato Alessio D'Amato, Assessore alla Sanità e Integrazione Socio-sanitaria della Regione Lazio - “abbiamo avuto tre punte di eccellenza: il piccolo Alex al Bambino Gesù [sottoposto a trapianto di cellule staminali omopoietiche paterne, per una Linfo istiocitosi emofagocitica, Ndr.], Sammy Basso al San Camillo e oggi la storia del signor Stefanacci” [la persona operata al Sant’Andrea, Ndr.]. “Successi che segnalano la vitalità del nostro sistema sanitario e l'importanza di investire nel pubblico.”. “Abbiamo vissuto 10 anni duri con una recessione economica, ora dobbiamo tornare ad investire nella sanità".

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web dell’Agenzia Giornalistica AdnKronos


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati