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Scuola, sport e disabilità. Il progetto pugliese festeggia il suo primo anno di vita

L'iniziativa, col sostegno del Miur e del Cip, si rivolge agli alunni disabili delle scuole del territorio e coinvolgerà anche tecnici specializzati di diverse organizzazioni che si occupano di sport paralimpico

15 febbraio 2019

600 ragazzi disabili coinvolti solo nel primo dei tre anni del progetto “Scuola, sport e disabilità” che la regione Puglia ha lanciato, l’anno scorso, coinvolgendo 96 scuole superiori di primo e secondo grado del territorio. Il progetto è nato per dimostrare che lo sport può essere praticato davvero da tutti. Circa 90mila Euro il finanziamento regionale per questa iniziativa che anche per l’anno scolastico 2018-2019 coinvolgerà, come per il precedente, non solo i ragazzi e gli insegnanti delle scuole, ma anche i tecnici specializzati di diverse organizzazioni che si occupano di sport paralimpico. Il progetto ha ottenuto il sostegno del MIUR e del CIP.

Nel nostro Paese molta acqua è passata sotto i ponti da quando nel 1960 – in coda ai Giochi olimpici di Roma – si svolsero le prime Paralimpiadi, ovvero i Giochi olimpici degli atleti con disabilità. Da allora si è capito che la pratica sportiva, agonistica e non, oltre ad essere uno dei migliori veicoli di riabilitazione fisica e funzionale, è anche uno degli stimoli più forti alla vita di relazione. Fare sport, in molti casi, significa ritrovare il proprio protagonismo e se questo vale, per le persone cosiddette normodotate, a maggior ragione vale per quelle disabili, alle quali questo protagonismo, umano e sociale, è spesso negato da tutta una serie di ostacoli, materiali e immateriali.

Oggi grazie all’attività del CIP, il Comitato Italiano Paralimpico, lo sport agonistico degli atleti disabili riscuote un’importante popolarità e il suo spirito profondo - simboleggiato dai tre agitos (dal latino “agito”, ovvero “io mi muovo”) della sua bandiera, raffigurati in blu, rosso e verde, i tre colori più utilizzati nelle bandiere dei Paesi del mondo - arriva anche, tramite le tante associazioni e i gruppi sportivi, nati e attivi sul territorio per volontà dei cittadini, a tutti gli strati della popolazione e soprattutto tra i giovani. In questo particolare ambito sociale sono molto presenti anche le Istituzioni, nazionali, regionali e locali, che operano anche nella scuola, come vedremo con il progetto della regione Puglia, di cui riferiamo qui, rivolto agli alunni disabili delle scuole del territorio regionale.

Se i ragazzi disabili sono ormai inseriti a pieno titolo all’interno delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado del nostro Paese, la “giusta e reale” integrazione in questi ambienti è però ancora un problema da affrontare e l’attività motoria ha, di per sé, caratteristiche intrinseche privilegiate affinché questo processo si realizzi pienamente. Per consentire di superare la barriera della piena integrazione degli alunni con disabilità, invisibile, ma purtroppo molto presente, lo sport può avere una funzione importante. Ecco allora mostrarsi tutta l’importanza del progetto “Scuola, sport e disabilità”, di durata triennale, rivolto soprattutto agli alunni con disabilità delle scuole superiori di primo e secondo grado della regione Puglia.

Scuola, sport e disabilità”
Partito nell’anno scolastico 2017-2018, il progetto ha tagliato, di recente, il traguardo del suo primo anno di vita. Seicento i ragazzi disabili coinvolti, 96 gli istituti scolastici arruolati, 90mila gli Euro con i quali la regione Puglia ha finanziato l’iniziativa. Questi i numeri del progetto che testimoniano della sua importanza e capillarità.

Ma c’è un altro dato importante, quello del coinvolgimento non solo degli insegnati delle scuole che hanno deliberato di aderire all’iniziativa, ma anche di operatori professionali appartenenti ad organizzazioni specializzate, attive nell’ambito dello sport paralimpico di tipo agonistico. Queste quelle partecipanti al progetto: la FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali), la FISPES (Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali), la FINP (Federazione Italiana Nuoto Paralimpico) e la FISO (Federazione Italiana Sport Orientamento), che hanno offerto sostegno tecnico in attività di corsa campestre, atletica leggera, nuoto e orienteering “Trail-O”. L’iniziativa ha, inoltre, avuto il sostegno, oltreché del MIUR, il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, anche del CIP, il Comitato Italiano Paralimpico.

Intervenendo, ad ottobre scorso, alla cerimonia di presentazione dei risultati raggiunti dal progetto nel suo primo anno di vita, l’Assessore regionale allo Sport per tutti, Raffaele Piemontese, ha dichiarato: “Siamo riusciti a dimostrare che lo sport può essere praticato davvero da tutti, cambiando in meglio la vita delle persone a prescindere dalle condizioni e dalle abilità fisiche.”. Un buon risultato che rafforzerà le sua positività anche nell’anno scolastico 2018-2019 appena iniziato e che contribuirà, senz’altro, a dimostrare come niente (o quasi) sia precluso a chi soffre una disabilità e come tutto (o quasi) sia superabile.

Fonti:  
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano on line il Resto del Gargano


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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