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Disabilità e sport. Correre per un respiro. La storia di Rachele Somaschini

Dalla passione per i motori a testimonial della fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica

1 febbraio 2019

Milanese, classe 1994, con la passione per i motori, in particolare per il rally. Questa è una faccia di Rachele Somaschini, pilota donna di rally in un mondo, quello dei motori, popolato in maggioranza da uomini. Ma nonostante la sua giovane età Rachele sa farsi rispettare e vince gare, nazionali ed internazionali, anche importanti. Tutto questo nonostante la sua malattia, la fibrosi cistica, che l’accompagna dalla nascita. Per questa sua condizione congenita Rachele è anche impegnata nel sociale. E', infatti, testimonial per la fondazione ricerca fibrosi cistica, onlus e, con tutte le sue forze, s’impegna per trovare i fondi necessari a battere la sua malattia perché – come sostiene da sempre – “la malattia non vincerà se si sostiene la ricerca”.

Produce un muco denso e appiccicoso che, anziché umidificare la superficie con cui è a contatto, si deposita bloccando prime fra tutte le vie respiratorie” [e i dotti] “inclusi quelli che permettono ai succhi pancreatici di arrivare nell'intestino tenue per partecipare alla digestione”. “Ne conseguono problemi di assorbimento e aumento del rischio di infezioni batteriche che portano a malnutrizione, gravi danni ai polmoni, problemi intestinali e dolori addominali. Inoltre […] porta a perdere molti sali attraverso il sudore, causando scompensi elettrolitici, disidratazione, aumento della frequenza cardiaca, affaticamento e debolezza, riduzione della pressione sanguigna e colpi di calore.”. “La malattia, infine, può aumentare il rischio di osteoporosi e di osteopenia ed essere associata a problemi di fertilità sia maschili che femminili.” (www.humanitas.it/malattie/fibrosi-cistica). Questa è la fibrosi cistica, una tra le più diffuse e gravi malattie genetiche. Presente dalla nascita è dovuta alla mutazione di un gene denominato CFTR. trasmesso da parte di uno o di entrambi i genitori, portatori sani inconsapevoli della malattia. In Italia c’è un portatore sano di questo gene mutato ogni 25 abitanti, circa 2 milioni e mezzo di persone. La fibrosi cistica (Codice Esenzione SSN: 019) è la malattia di cui soffre – dalla nascita – Rachele Somaschini, milanese 24enne, sportiva e donna impegnata nel sociale.

Fin da piccola Rachele condivide con il padre Luca, la passione per i motori. A 18 anni prende la patente e poi l’abilitazione sportiva e oggi, nonostante la sua giovane età, è già un’affermata campionessa di rally, mondo nel quale, sebbene donna, si è fatta strada con grinta e determinazione. Ecco il suo palmares: “Dopo l’esordio nel 2014 in coppa intereuropa a Monza, in equipaggio con papà Luca su una Alfa Romeo Giulietta Sprint, ha preso parte ad alcune cronoscalate nel 2015. […] trionfa nel 2016 in pista nel mini challenge e nel 2017 si laurea campionessa italiana velocità montagna. Due successi che arrivano al termine di due stagioni che hanno visto Rachele sempre in prima linea con la MINI Cooper S JCW sia nel campionato italiano velocità montagna che nel MINI Challenge, la serie monomarca che ha toccato tutti i più importanti circuiti italiani. Non è mancata qualche incursione nel mondo dei rally per accumulare esperienza e qualche vittoria, come avvenuto in occasione del Monza rally show e dello special rally circuit by Vedovati Corse, navigata da Alessandra Benedetti.”. “Nel febbraio 2017 Rachele diventa istruttore federale ACI sport di secondo livello, collaborando con alcune scuole di pilotaggio per corsi di guida sicura e sportiva. Nel 2018, navigata da Alessandra Benedetti, sarà impegnata nel campionato italiano rally assieme ad RS Team e Plus Rally Academy [e] sarà pilota ufficiale Hankook nel CIR con la MINI Cooper S JCW, ma non mancheranno alcune partecipazioni al campionato italiano velocità montagna ed alcune gare spot come test driver della rivista EVO Magazine.” (https://rachelesomaschini.com/rachele/).

Correre per un respiro
Ma Rachele Somaschini è anche una donna impegnata nel sociale e questo impegno le deriva dalla sua malattia. La giovane pilota milanese è, infatti, testimonial della fondazione ricerca fibrosi cistica, Onlus, per la quale ha lanciato una campagna informativa e insieme, di ricerca fondi per sostenere la ricerca sulla malattia e, in particolare il progetto italiano “Task Force for Cystic Fibrosis” e così la campionessa milanese descrive il suo contributo:

Anche l'attività con la fondazione è nata quasi in contemporanea [alla passione per il rally, Ndr.]; nel corso della prima gara disputata su pista. La mia determinazione mi ha portato al traguardo ma anche ad un successo più importante: una raccolta record di contributi versati. E' stata una grande soddisfazione ottenere, in una lotteria benefica, un tale risultato di adesioni. A tutt'oggi non c'è gara a cui partecipi che non conti stand informativi e materiale sulla ricerca. Il mio contribuito personale è dato dalla visibilità. Una ragazza che gareggia, in uno sport prevalentemente maschile, ottiene più riscontri in termini di popolarità ed io offro la mia partecipazione come testimonial principale per risvegliare l'interesse del pubblico a favore della ricerca. I successi ottenuti nel corso confermano il mio impegno e il mio totale coinvolgimento.”    

Rachele dunque “corre per un respiro” e della sua malattia dice: “Ne sono affetta dalla nascita, ai miei genitori era stato detto che non sarei arrivata all’età adulta”. Ma invece eccola qua Rachele Somaschini. Eccola lottare e sfoderare la grinta non solo quando è al volante della sua auto da rally, ma anche nella vita di tutti i giorni quando si cura e, nel contempo, combatte il suo male raccogliendo fondi per la ricerca perché – come sostiene da sempre – “la malattia non vincerà se si sostiene la ricerca.”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal sito web di Rachele Somaschini e dalla puntata del 25 gennaio 2019 della trasmissione RAI Sportabilia.


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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