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La cooperativa sociale Olinda e il Paolo Pini di Milano

Da ospedale psichiatrico a luogo di cultura e di vita partecipata

1 febbraio 2019

Dagli anni ’30 e fino al 1999, il ”Paolo Pini” è stato l’ospedale psichiatrico di Milano. Con la chiusura dei manicomi, propiziata dalla Legge Basaglia del maggio del 1978, quel luogo  – con i suoi 300mila metri quadrati di superficie – è stato riconvertito ad un uso sociale e così restituito ai milanesi. Tra le molte istituzioni e strutture socio-sanitarie che animano quell’area, un tempo simbolo di esclusione e segregazione della “diversità” e della malattia mentale, c’è la cooperativa sociale Olinda, nata nei primi anni 90, per “fondare una città dove non c’era”, trasformando “il Paolo Pini in un luogo di cultura e di vita partecipata.” E così è stato.

Quella della riconversione dell’ospedale psichiatrico milanese “Paolo Pini” è stata un’operazione ardita, ma pienamente riuscita. Il punto di partenza è stato quello di ricostruire contemporaneamente biografia e identità delle persone e riconvertire gli spazi chiusi in luoghi aperti che producessero cultura e socialità per l’intera città.

L’area dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini è stata costruita negli anni trenta e ospitava all’inizio degli anni sessanta circa 1.200 ricoverati”. Così inizia il racconto di questa operazione sul sito web di Olinda “Con la chiusura dell’ospedale psichiatrico nel 1999, l’ex Paolo Pini costituisce oggi un’importante risorsa territoriale, ambientale e progettuale che si estende su una superficie di quasi 300.000 mq. Il carattere multisettoriale che i progetti di riconversione del Paolo Pini hanno maturato in questi anni ha portato a risultati tangibili e riconosciuti di inclusione sociale e di sviluppo locale. In particolare la combinazione di progetti culturali, partecipativi, riabilitativi e aggregativi (libero orto, atelier di pittura, laboratori di teatro, attività sportive, spettacoli per bambini) con progetti di impresa sociale orientati all’implementazione di esercizi pubblici (bar, ristorante, catering, ostello, teatro, festival) ha creato interessanti elementi di rigenerazione urbana. Oggi sono attive nell’area del Paolo Pini le seguenti organizzazioni: ASL Milano, Azienda Ospedaliera Niguarda Ca’ Granda, Provincia di Milano, Istituto Scolastico Lagrange, Istituto Tecnico Agrario Pareto, La Fabbrica di Olinda Cooperativa Sociale, Associazione Olinda, Associazione Il Giardino degli Aromi, Associazione Arca, Azzurra Cooperativa Sociale, Nucleo ACLI, Arci Grossoni, Banda d’Affori, Società sportiva Afforese.”.

Ma che cos’è Olinda? Si tratta di due realtà una figlia dell’altra: l’Associazione Olinda Onlus (1996) e La fabbrica di Olinda società cooperativa sociale Onlus (1999). La prima è un’associazione di volontariato, che lavora nell’ambito dell’integrazione delle persone con malattia mentale, la seconda è una cooperativa sociale, che inserisce nel mondo del lavoro persone svantaggiate e gestisce le attività del Bar Ristorante Jodok, del Bistrot Olinda, presso il Teatro Elfo Puccini, di Olinda Catering, dell’Ostello Olinda e del TeatroLaCucina.

“Da vicino nessuno è normale”
Tutte attività normali, ma che cos’è la “normalità”? Nella lingua italiana un sostantivo femminile che il Vocabolario Treccani definisce come “Carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico.”. La parte importante della definizione è quel “si ritiene”, che connota, in forma dubitativa, quello che, generalmente, si pensa sia la “normalità”. Ma se parlate con gli operatori di Olinda, capirete che in teoria e in pratica, ovvero in pensieri ed opere, la definizione può assumere significati diversi a seconda dell’uso che se ne fa; può diventare, ad esempio, una fabbrica di buone pratiche, la Fabbrica di Olinda, appunto.

Olinda è, infatti, come ci spiegano gli stessi operatori sul loro sito web: “Teatro, bistrot, ristorante, ostello, catering, parco… La fabbrica di Olinda è tutto questo e molto di più. Nata nei primi anni 90 come progetto di riconversione dell’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini, alla periferia nord della città, la cooperativa sociale ha avuto subito le idee chiare: “Volevamo fondare una città là dove non c’era, trasformare il Paolo Pini in un luogo di cultura e di vita partecipata», spiegano i fondatori. E così è stato.”. “Oggi la struttura offre lavoro a più di quaranta persone svantaggiate ed è diventata un luogo d’incontro speciale per artisti e registi di ogni parte del mondo. “Da vicino nessuno è normale”, è diventato uno degli eventi estivi più attesi in città, con spettacoli teatrali di respiro internazionale.”. “Il giardino degli aromi è il laboratorio sulla biodiversità ospitato dal parco annesso, dove l’orto diventa terapia per tutti, sia chi vive situazioni di disagio sia chi cerca il contatto con la natura.”.

Il Teatro Lacucina è il gruppo teatrale, gestito da Olinda Onlus, che produce spettacoli e organizza laboratori in quella che, un tempo, era la cucina dell’ospedale e oggi vi “si cucinano storie”. Tutto questo è la rassegna culturale “Da vicino nessuno è normale”, che si svolge tutti gli anni d’estate. Il bel BarRistorante Jodok - aperto a pranzo dal lunedì al venerdì e da giugno a settembre anche la sera e nel weekend, con i suoi tavoli all’aperto e la sua cucina tradizionale, con un occhio di riguardo alla stagionalità e al chilometro zero - l’Ostellolinda, un esperimento ben riuscito di accoglienza integrata, in cui l’ospite diventa parte di una comunità, sono invece buione pratiche della Cooperativa Sociale Olinda.
Dunque un’offerta variegata e completa, un’offerta per tutti i gusti, normali e speciali tenendo sempre presente però che “Da vicino nessuno è normale”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web della Cooperativa Sociale Olinda


Immagine tratta da pixabay.com

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