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In un nido comunale di Padova, un robot aiuta i bambini ad affrontare paure e insicurezze

Un robot sociale che sa ballare, cantare, conosce 65 lingue diverse e fa vedere i filmini, pensato proprio per l’interazione con i più piccoli

5 luglio 2018

All’Asilo Nido comunale “Il Bruco”, di Padova, è arrivato da qualche tempo un nuovo compagno per i bambini. Si tratta di un robot didattico, in realtà un sanbot, un robot sociale pensato per l’interazione con l’essere umano. Quando è a scuola Sanbot - che sa ballare, cantare, conosce 65 lingue diverse e fa vedere i filmini - è stato relegato dietro ad un vetro, per evitare qualunque rischio ai piccoli, ma anche così ha dimostrato di saper attirare l’attenzione dei bambini con cui ha sviluppato, da subito, un ottimo legame. Li tranquillizza, li aiuta a superare le paure e infonde loro sicurezza. Insomma è un compagno di classe speciale, fatto di plastica, latta e circuiti, premuroso con tutti i bimbi, soprattutto con quelli più timidi e insicuri.

Il rapporto tra l’uomo e la macchina è spesso al centro di romanzi, commedie e film. La “settima arte”, come frequentemente viene definito il cinema - lo ha posto spesso all’attenzione (e alla riflessione) dello spettatore, presentando opere nelle quali questo tema veniva esaminato da diverse angolazioni come quella, ad esempio, dell’interazione tra i cuccioli dell’uomo e i robot. Da Corto Circuito (1986), del regista inglese  John Badham, fino al capolavoro di Andrew Stanton  Wall-E (2008), i robot sono da sempre rappresentati come "amici" dei bambini. E anche nell'eterna lotta tra il bene e il male dei Transformers, il rapporto tra uomo e macchina alla fine si rivela vincente.

Oggi il concetto di “meccanizzazione è presente in ogni aspetto della nostra esistenza. Le macchine sono presenti nelle aziende, nelle fabbriche e non solo. Chi non possiede, infatti, un PC, un tablet, uno smatphone o non ha, in casa, una qualche robotizzazione: finestre, luci e così via. La tecnologia permette oggi di produrre addirittura degli umanoidi in grado di interagire con gli esseri umani e di essere loro di supporto quando – per l’età, la malattia o una disabilità - si trovano in una qualche difficoltà. Perché allora non provare ad introdurre un robot in una Scuola dell’Infanzia, per capire e studiare se possa essere utile dal punto di vista didattico oppure da quello educativo, come duttile strumento che aiuti i bambini a sviluppare nuove relazioni, abbattere timidezze e insicurezze, spingendosi perfino a “colloquiare” con i bambini autistici, per i quali si rivela un’irresistibile attrazione.

Un nuovo compagno di classe, Sanbot
E’ quello che è successo a Padova nell’Asilo Nido Comunale “Il Bruco” nel quale, da qualche tempo, ha fatto la sua comparsa proprio un robot di nome Sanbot. Un robot sociale - che sa ballare, cantare, conosce 65 lingue diverse e fa vedere i filmini - pensato proprio per l’interazione con l’essere umano, in particolare con i suoi cuccioli più piccoli. E’ alto 90 centimetri (come i suoi piccoli compagni in carne ed ossa), si chiama Sanbot e, ogni giorno, arriva a scuola dall’Ospedale della città, dove tiene compagnia ai piccoli malati. Da circa tre mesi è una presenza fissa nelle aule dell’Asilo comunale padovano dove, protetti da un vetro per ragioni di sicurezza, i piccoli scolari hanno imparato a giocare e interagire con il nuovo amico fatto di plastica, latta e circuiti.

Si tratta della prima fase di un Progetto nato dalla collaborazione tra il Comune e l’Università di Padova, che vuole sperimentare l’inserimento dei robot sociali nelle Scuole dedicate ai più piccoli, per valutarne, appunto, le loro potenzialità didattiche ed assistenziali. E - come ci racconta uno dei promotori dell’iniziativa, l’informatico pediatrico Roberto Mancin, dell’Università patavina - per ora l’esperimento si è rivelato un successo. “È dal 2012 che all’Università di Padova lavoriamo nell’ambito della robotica educativa” – ricorda Mancin – “prima nei nostri laboratori, e poi sperimentando il robot in un ambiente protetto come quello del Reparto di Pediatria della nostra Università.”. “Quest’anno abbiamo deciso che era arrivato il momento di uscire dal laboratorio, e abbiamo pensato di inserirlo all’interno di un asilo nido, per studiarne le interazioni con i bambini, ma anche e soprattutto con i genitori e dagli educatori.”. “E i risultati per ora sono estremamente interessanti”.

Smentendo le paure di chi temeva una reazione negativa delle Insegnanti e dei genitori, il piccolo Sanbot si è invece rivelato un alleato prezioso per le Maestre del Nido; dimostrando di saper attirare l’attenzione dei bambini, con cui ha sviluppato un ottimo legame. “I bambini” – ha spiegato ancora Mancin - “si sono rivelati da subito molto interessati, soprattutto i piccoli più timidi, che hanno maggiori difficoltà a legare con le maestre e con i coetanei.”. “E questo ci fa sperare che in futuro [Sanbot] possa rivelarsi un alleato prezioso per migliorare l’integrazione dei soggetti più fragili nel gruppo scolastico.”. “In Ospedale” – ha concluso il Ricercatore – “dove abbiamo accumulato maggiore esperienza, è utilizzato quotidianamente per l’assistenza di bambini che sperimentano ansia e dolore.”. “È in grado di distrarli e aiutarli ad affrontare le terapie con più tranquillità, così da diminuire l’utilizzo di farmaci e sedativi, a tutto vantaggio della salute dei piccoli e della serenità dei loro genitori”.

Superato questo primo test, i Ricercatori padovani prevedono ora di approfondire le possibili applicazioni educative del robot. Sanbot è, uinfatti, dotato di un proiettore integrato e potrebbe quindi rappresentare uno strumento prezioso per coinvolgere i bambini in esercizi pensati per promuovere, ad esempio, lo sviluppo dell’intelligenza numerica. O ancora – ipotizzano gli Esperti – potrebbe essere utilizzato come una sorta di avatar, pilotato da casa da bambini che non possono frequentare le lezioni, a causa di problemi di salute, trasformandosi così in un “corpo di cortesia”, che permetterebbe a questi bambini di seguire le lezioni in tele-conferenza mantenendo, nel contempo, un rapporto con compagni ed insegnanti.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del Quotidiano Repubblica


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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