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Nuove tecnologie: Immaginario, la App che aiuta i bambini con ritardo cognitivo

L'applicazione sfrutta la tecnologia che, attraverso le immagini, aiuta il bambino a comunicare con il mondo circostante. E' suddivisa in quattro sezioni: immagini, frasi, agenda, parole mie ed è disponibile in cinque lingue

14 dicembre 2017

Il ritardo cognitivo o ritardo mentale è una condizione di difficile inquadramento per via della diversità delle sue manifestazioni, dei diversi fattori eziologici che lo connotano e della mutevole percezione sociale del fenomeno, a cui si aggiungono le diverse reazioni di chi lo presenta agli stimoli ambientali o riabilitativi. L’osservazione, la diagnosi ed il successivo intervento riabilitativo abbisognano di estrema attenzione e professionalità, ma molto possono fare, ad esempio nell’ambito riabilitativo, tutti quegli strumenti tecnologici in grado di facilitare la comunicazione e in questo settore hanno un posto importante le Applicazioni (App) per PC, smartphone e tablet. Tra queste segnaliamo “Immaginario”, una App inventata e finanziata da Giovanni Storti, del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo, e prodotta da una Start up italiana, la Finger Talks, di Milano, in partnership con Vidiemme Consulting e con lo Studio di Logopedia Parole Tue. Dell’App esiste, ora, anche una versione aggiornata.

Spesso, presi dalla complessità della vita quotidiana – non riflettiamo abbastanza sulla fortuna che molti di noi hanno: quella di dover pensare solo al lavoro, al parcheggio, al pranzo o alla cena, mentre ci sono migliaia di famiglie che a questi problemi ne aggiungono un altro, spesso pesante come un macigno: quello di dover pensare alla vita di un figlio con ritardo mentale o autistico.

L’Autismo fa parte della categoria delle disabilità cognitive e, presentandosi con sintomatologie e scale di gravità differenti viene meglio definito come DSA, ovvero Disturbi dello Spettro Autistico e oggi, diversamente dal passato, i DSA sono considerati condizioni diverse da quella definita come ritardo mentale. Pur non essendoci un rapporto diretto queste due condizioni hanno in comune la diversità delle manifestazioni, i diversi fattori eziologici che le connotano e la mutevole percezione sociale che originano, a cui si aggiungono le differenti reazioni di chi le presenta agli stimoli ambientali o riabilitativi. Ogni persona che si trova in una di queste condizioni di disabilità intellettiva è quindi un caso unico e come tale va seguito e trattato.

Uno dei tratti comuni è però rintracciabile in un difetto di comunicazione e dunque, nell’ambito riabilitativo, diventano importanti tutti quegli strumenti che possono migliorare o aumentare la comunicazione, come ad esempio le nuove tecnologie informatiche, che si rivelano utili nell’ambito della cosiddetta Comunicazione Aumentative e Alternativa, ovvero quella forma di comunicazione che sostituisce, integra, aumenta il linguaggio verbale orale. Tra questi strumenti tecnologici un posto importante occupano le App, istallabili su PC, smartphone o tablet, cioè  una Applicazione o un Programma creati per essere installati su dispositivi cellulari o mobili che interagiscono con i componenti del cellulare e con l'utente che lo utilizza. Utilizzate in diversi ambiti, anche di carattere socio-sanitario, lo sono anche per quanto riguarda quello della disabilità intellettiva. Quella che segnaliamo qui si chiama “Immaginario”  ed  ha una  storia  particolare  che vogliamo raccontare.

Quattro amici al Bar

L’idea che ha dato origine ad “Immaginario” è nata tra amici in un bar, dopo una partita di calcetto. Tra questi amici c’era Giovanni Storti, del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo. Sua l’idea di creare una App che potesse aiutare i bambini con disabilità cognitiva a comunicare e non solo. Suo il finanziamento che ne ha permesso la creazione pratica, grazie al lavoro di una Start up italiana, la Finger Talks, di Milano, in partnership con Vidiemme Consulting e con lo Studio di Logopedia Parole Tue.

“Immaginario” sfrutta la tecnologia già in uso da anni sui Personal Computer che, attraverso le immagini, aiuta il bambino a comunicare con il mondo circostante. Nello specifico l’Applicazione è suddivisa in quattro Sezioni: immagini, frasi, agenda, parole mie. Nella prima il bambino può disporre di 1.200 simboli di uso quotidiano, scelti da Logopedisti, per stimolare ad esercitare la comprensione dei concetti e molte altre potrà caricarne; nella seconda l’adulto potrà digitare una frase che verrà convertita in una serie di simboli, in modo da facilitare la comunicazione; nella terza il bambino può essere aiutato a programmare le attività giornaliere e della settimana; l’ultima Sezione “parole mie” permette di archiviare e visualizzare velocemente le frasi ricorrenti necessarie per gestire eventuali situazioni di crisi.

I bambini autistici” – afferma Giovanni “si esprimono soprattutto attraverso le figure perché, come dicono gli esperti, risultano più facilmente comprensibili rispetto alle parole.”. “Con questa applicazione è possibile disporre di tante immagini e costruirne anche delle nuove scattando fotografie con il telefonino.”. “In questo modo si avrà materiale personalizzato per ogni bambino, che potrà progettare in anticipo quello che succederà durante la giornata in modo più facile e sereno,”.
Di “Immaginario”, nata nel 2013, esiste ora una versione più aggiornata (2014), “Immaginario 2.0”, disponibile in  5 lingue  (italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco): potendo decidere che lingua utilizzare al momento del primo avvio e cambiare poi la lingua durante l’utilizzo tramite la nuova SezioneImpostazioni”. E’ possibile conosc ere meglio questa nuova versione collegandosi al seguente link: http://www.fingertalks.it/immaginario/funzionalita/

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito Web di Mamamo, crescere con i nuovi media (www.mamamo.it) e dal Sito Veb di Finger Talks (www.fingertalks.it). 


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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