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Nuove tecnologie e disabilità: la scommessa della Fondazione ASPHI, di Bologna

L'Organizzazione si batte per favorire l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità, attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione

1 dicembre 2017

Quello tra la tecnologia digitale e la disabilità è un connubio possibile, nonostante questi due mondi possano apparire lontani. La velocità è un aspetto che certamente connota le nuove tecnologie informatiche, mentre la lentezza sembra essere il connotato della disabilità, le due entità sembrerebbe antitetiche e senza possibilità di contatto, Niente di più irrealistico. In verità ICT e disabilità possono incontrarsi, tutto sta nel trovare i canali giusti. E’ la scommessa che ha fatto nascere, più di 35 anni fa a Bologna, la Fondazione ASPHI, Onlus ("Avviamento  e  Sviluppo  di  Progetti  per  ridurre  l’Handicap mediante l’Informatica”) e vincerla è il motivo che la fa andare avanti sulla strada della promozione e della partecipazione delle persone con disabilità in tutti i contesti di vita, attraverso l’uso della tecnologia digitale.

Non v’è dubbio che, come tutte le ‘cose nuove’ che l’umanità inventa o scopre ed utilizza per il suo progresso anche quella conosciuta come ICT (Information and Communication Technologies) ha i suoi lati oscuri. A dispetto della sua capacità di generare e moltiplicare all’infinito le fonti informative e le informazioni – si pensi soltanto che la Biblioteca di Alessandria conteneva solo 700.000 rotoli di papiro e pergamena, che rappresentavano allora tutto il sapere occidentale, mentre oggi, grazie anche alle ICT, la Bibliothèque Nationale de France, ad esempio, occupa oltre 400 chilometri di scaffali – le cosiddette nuove tecnologie stanno generando, in molti casi – come ci ricorda anche l’Enciclopedia della Scienza Treccani – “due fenomeni pericolosi: l’anoressia informativa ed il suo contrario, l’obesità.”. “In entrambi i casi il crescente proliferare dell’informazione riduce la capacità dell’uomo di assimilare in maniera sana nuova conoscenza, spingendo i giovani ad assorbire in maniera ossessiva, e spesso acritica, informazioni ‘non nutrienti’.”.

Ma come sempre si dimostra, anche per questa parte importante del sapere e della scienza degli umani c’è il rovescio della medaglia. La tecnologia, infatti, se ben conosciuta ed utilizzata, può diventare un’arma importante per favorire, ad esempio, l'inclusione sociale delle persone con disabilità, in quanto può consentire loro più facilmente di studiare, di avere un lavoro, una migliore assistenza e addirittura può far sì che - anche in occasione di catastrofi, terremoti e più in generale gravi emergenze – le persone disabili non siano vittime predestinate ma possano avere la possibilità di mettersi in salvo e sopravvivere. Insomma l’uso intelligente delle ICT, se diretto al servizio dell’inclusione sociale delle persone con disabilità, può essere l’arma vincente.  

E’ esattamente in questo ambito che s’impegna, da oltre 35 anni, la Fondazione ASPHI, Onlus, un’Organizzazione non profit che opera per favorire l’autonomia e la partecipazione delle persone con disabilità, attraverso l’uso dell’ICT. Cerchiamo di conoscere meglio il suo lavoro.

Vincere la scommessa

Nata a Bologna, nel 1979, l’ASPHI Onlus è divenuta una Fondazione dal 1° Gennaio 2004 e il suo acronimo significa: "Avviamento  e  Sviluppo  di  Progetti  per  ridurre  l’Handicap mediante l’Informatica”. La Fondazione con il suo lavoro “scommette sul fatto che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione possano essere impiegate per favorire l’inclusione delle persone con disabilità in tutti i contesti di vita.”. “Abbiamo cominciato” spiegano sul loro sito web gli Operatori della Fondazione – “affrontando le problematiche di chi aveva difetti di vista e udito per estenderci alle disabilità motorie, a quelle cognitive, ai disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, discalculia) o del comportamento (autismo).”. “Recentemente abbiamo cominciato ad occuparci anche delle difficoltà dei migranti, causate dalla scarsa padronanza della lingua italiana, e soprattutto degli anziani: è sempre più numerosa, infatti, la fascia di popolazione che con l’avanzare dell’età perde autonomie e abilità sensoriali e molte famiglie vivono con fatica il carico di anziani fragili o non autosufficienti.”

Diversi sono gli ambiti d’intervento della Fondazione: scuola, lavoro, partecipazione sociale, accessibilità e cultura dell’inclusione, certificazioni informatiche, handimatica. Per ognuno di questi ambiti l’ASPHI ha elaborato - e conduce - Ricerche e Progetti che, ad esempio, nell’ambito della riabilitazione e della vita autonoma, riguardano la Ricerca e lo sviluppo di ausili informatici per migliorare la comunicazione e l'autonomia delle persone disabili e nell’ambito dell’integrazione lavorativa riguardano, invece, la formazione, la riqualificazione e l’inserimento mirato dei disabili; nonché l’ideazione e la realizzazione di materiali didattici per conseguire la patente europea ECDL (www.prometheo.it/ecdl/patente.html).

Le attività progettuali sono la modalità operativa privilegiata del lavoro della Fondazione e consistono in attività finalizzate ad affrontare problemi reali, ben identificati, con impegni precisi in termini di obiettivi da raggiungere, risorse impiegate, tempi di realizzazione. La Fondazione svolge anche attività di consulenza, formazione ed informazione, per le quali si avvale delle competenze interne, unitamente a quelle di partner qualificati provenienti dal mondo del Non profit, della Ricerca, dell’Industria, degli Enti pubblici e dell’Università (http://www.asphi.it/).

Per contattare la Fondazione, la cui sede legale si trova in Via Zamboni, 8, a Bologna (Tel: 051 277811 – Fax: 051 224116 - E-mail: info@asphi.it), è possibile collegarsi al seguente link: http://www.asphi.it/contattaci/.   

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito Web della Fondazione ASPHI, Onlus, di Bologna (www.asphi.it).


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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