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Nuove tecnologie: premiato il bracciale per la diagnosi precoce della Malattia di Parkinson, frutto della Ricerca italiana.

Il bracciale è, in realtà, un sistema sensorizzato dotato anche di tre anelli inerziali i quali riescono a misurare, in maniera precisa, il movimento della mano e delle dita del malato, fornendo dati importanti per la diagnosi.

21 dicembre 2016

Nella genesi della Malattia di Parkinson, grave patologia neurodegenerativa, c’è una fase, detta “subclinica”, nella quale è difficile per lo Specialista definire la condizione del proprio assistito. Può essere allora molto utile avere uno strumento che supporti il Medico e gli permetta di diagnosticare precocemente la malattia. Questo strumento ora esiste, si chiama “Bracciale Smart” ed è frutto della Ricerca “made in Italy”, esattamente del lavoro degli Specialisti della Scuola Superiore Sant’Anna, di Pisa. Il bracciale è, in realtà, un sistema sensorizzato dotato anche di tre anelli inerziali i quali riescono a misurare, in maniera precisa, il movimento della mano e delle dita del malato, fornendo dati importanti per la diagnosi. Utile anche nelle fasi successive della malattia, il “Bracciale Smart” ha vinto recentemente il Premio iNEMO Design Challenge, indetto da STMicroelectronics.
In Italia, oltre 250mila persone sono affette dalla Malattia di Parkinson, spesso indicata anche come la “Malattia delle grandi menti” perché ne furono affetti personaggi importanti di ogni tempo. Si tratta di una patologia neurodegenerativa per la quale, sebbene molto si sappia della sua genesi e del suo sviluppo, non esiste ancora una cura definitiva. Si tratta di una patologia importante anche per le sue dimensioni sociali. Nel nostro Paese, infatti, fa registrare, ogni anno, circa 6.000 nuovi casi, con un costo per il Servizio Sanitario Nazionale di 1,3 miliardi di Euro l'anno.
Il 4° Congresso Mondiale sul Parkinson, svoltosi a Portland (USA) a Settembre scorso, ha indicato la strada da percorrere per arrivare a vincere la battaglia contro la malattia. Innanzitutto sui versanti della Ricerca e della terapia e poi su quello dell’assistenaza ai malati. Per quanto riguarda la prima gli Specialisti presenti al Congresso hanno evidenziato i suoi progressi, che hanno prodotto importanti novità, come la scoperta di nuovi geni che apre prospettive interessanti per la comprensione delle cause della malattia, Frutto della Ricerca è anche un nuovo strumento per la diagnosi precoce, la DAT Scan, una particolare scintigrafia cerebrale che è sempre più diffusa.  Dal punto di vista della terapia, invece, il Congresso ha discusso sugli Studi effettuati per trovare sempre nuovi farmaci, mentre quelli «vecchi» si utilizzano con maggiore consapevolezza. Infine, dal lato dell’assistenza ai malati gli Specialisti hanno affermato, basandosi sulla loro esperienza clinica e sulla discussione congressuale che, oltre alle cure mediche e chirurgiche d'avanguardia, è essenziale sviluppare Centri di cura integrati che offrano attività riabilitative, ricreative, di sostegno psicologico e di appoggio alle famiglie. Resta basilare però, come per molte altre patologie, una diagnosi posta esattamente e soprattutto precocemente, al fine di poter tempestivamente iniziare le terapie del caso.  Su questo versante è la Ricerca italiana a mettere a segno punti importanti, con un nuovo strumento tecnologico: il “Bracciale Smart. Già testato sui malati, in alcuni Ospedali toscani, il bracciale promette di rivelarsi un buon alleato dello Specialista nella fase della diagnosi precoce della malattia.
Il “Bracciale Smart”
Si tratta in realtà di un sistema sensorizzato composto da un bracciale e da tre anelli
inerziali, rivelatosi in grado di misurare, con precisione, il movimento e la posizione della mano e delle dita del malato, fornendo dati utili  per valutare in maniera oggettiva la qualità delle prestazioni motorie in persone affette da questa patologia neurodegenerativa. Il sistema è stato sviluppato presso l’Assistive Robotics Laboratory, dell’Istituto di BioRobotica, della Scuola Superiore Sant’Anna, di Pisa e, dopo aver superato la sfida con più di 80 concorrenti, si è aggiudicato un importante riconoscimento, il “Premio iNEMO design challenge”, indetto da STMicroelectronics.
La soluzione tecnologica proposta dal team di Scienziati guidato dal Dottor Filippo Cavallo, Coordinatore del Centro pisano e della Ricerca in questione, prevede il design, lo sviluppo e l’applicazione di un sistema tecnologicamente avanzato in grado, come detto, di fornire misurazioni accurate utili a supportare il Neurologo nella valutazione clinica del malato già nella fase cosiddetta “subclinica” della malattia, ovvero quando il deterioramento delle capacità motorie del malato, condizione che può essere osservata con difficoltà a occhio nudo. Il sistema favorisce quindi la possibilità di porre  una diagnosi precoce dello stadio della malattia stessa, così da poter iniziare precocemente la terapia del caso. Lo stesso sistema può essere utilizzato anche durante le fasi successive della malattia, garantendo un monitoraggio nel tempo delle prestazioni motorie dei malati e presentando, nel contempo, una elevata flessibilità. I malati possono utilizzarlo anche a casa, collaborando così con il Medico nel controllo del decorso della patologia.
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Il “Bracciale Smart” – equipaggiato con schede iNEMO-M1 di STMicroelectronics - è stato, come accennato in precedenza, già sottoposto ai primi test in ambiente ospedaliero, presso la Neurologia dell’Ospedale di Carrara, coinvolgendo più di 150 malati e quasi 100 persone sane nella fase di controllo. Il test ha permesso di valutare l’affidabilità, la replicabilità e la bontà delle misurazioni fornite. Il sistema ha confermato di essere in grado di distinguere e di quantificare, con elevata accuratezza, le prestazioni motorie di malati affetti dalla patologia, differenziandole da quelle delle persone sane, inserite nel gruppo di controllo. Inoltre, il dispositivo si è mostrato capace di individuare oggettive e significative variazioni nelle prestazioni dei malati, a fronte di diversi trattamenti terapeutici e di rilevare anche fluttuazioni motorie durante la giornata.
La possibilità di rallentare la malattia” – ha commentato il Dottor Cavallo – “applicando terapie personalizzate, tramite l’utilizzo di sensori che consentano la corretta e precisa valutazione dei pazienti, già in fase precoce, rappresenta la principale innovazione sia clinica che scientifica della nostra soluzione tecnologica.”. “Essa mostra chiare potenzialità nello studio e nel trattamento della malattia di Parkinson.”. “Ma” – ha concluso lo Scienziato – “può risultare di ampio interesse anche da un punto di vista industriale, trovando applicazione in segmenti di mercato differenziati, come quelli riferiti ai giochi e alle interfacce per smartphone”.
Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione - dal Sito web di “Galileo”, Giornale di Scienza (www.galileonet.it).

di U.F.

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