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Il premio nobel per la medicina 2020 assegnato a tre scienziati per la scoperta del virus dell’epatite C

Due scienziati americani e uno inglese hanno ricevuto il premio nobel per la medicina 2020, per avere scoperto il microrganismo alla base di una delle epidemie più vaste al mondo, quella da Epatite C

8 ottobre 2020

Due scienziati americani e uno inglese hanno ricevuto il premio nobel per la medicina 2020, per avere scoperto il microrganismo alla base di una delle epidemie più vaste al mondo, quella da Epatite C (HCV). Con i loro studi, il britannico Michael Houghton e gli americani Harvey Alter e Charles Rice hanno permesso la messa a punto di test e medicine anti-Hcv L’infezione virale secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), colpisce 70 milioni di persone e ne uccide 400mila ogni anno. Ma ora, grazie a questa scoperta e ai progressi della ricerca scientifica dall’Epatite C si può guarire completamente.

In questi giorni si stanno assegnando, al Karolinska Institute di Sonia, presso Stoccolma (Svezia), i premi nobel, nelle sei discipline previste (medicina fisica, chimica, letteratura, pace ed economia). L’importanza dell’evento a livello mondiale rischia di far passare in secondo piano la figura dell’inventore di questo prestigioso riconoscimento, ovvero lo scienziato ed inventore svedese Alfred Nobel. Nobel nasce nel 1833 a Stoccolma da un’agiata famiglia di industriali svedesi. Appena diciassettenne conosce, a Torino, Ascanio Sobrero, l’italiano inventore della nitroglicerina. A Parigi perfezione i suoi studi sugli esplosivi e, nel 1867, deposita il brevetto dell’invenzione che lo renderà tragicamente famoso, la dinamite. Ma Nobel si rende subito conto di avere inventato un’arma letale e per questo nel suo testamento redatto nel 1895 – morirà nel 1896 a San Remo – inserisce la decisione di creare, con i proventi della sua invenzione, quello che sarà universalmente noto come il premio nobel, il più prestigioso riconoscimento nel campo dello scibile umano.

Dunque, il premio nobel viene assegnato da 125 anni e anche quest’anno si stanno assegnando i premi iniziando, come è prassi, da quello per la medicina. Quest’anno il nobel per la medicina è toccato al britannico Michael Houghton e agli americani Harvey Alter e Charles Rice che, con i loro studi, hanno permesso la messa a punto di test e medicine in grado di combattere l’Epatite C (HCV). Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la malattia colpisce 70 milioni di persone e ne uccide 400mila ogni anno. Si tratta di una malattia cronica che causa la cirrosi e può sfociare nel tumore.

Il premio nobel
"Grazie ai loro Studi” - è la motivazione del premio assegnato ai tre scienziati – “è stato possibile mettere a punto dei test del sangue e delle medicine che hanno salvato milioni di vite". Con gli esami sierologici oggi è praticamente eliminato il rischio di trasfusioni infette. "La scoperta” - prosegue la motivazione – “ha permesso lo sviluppo rapido di farmaci antivirali.”. “Per la prima volta nella storia oggi la malattia può essere curata.”. “Possiamo anche sperare di eradicarla dal mondo.".

Il premio di quest'anno non ha legami diretti con la pandemia da Coronavirus, ma ci incoraggia all'ottimismo e ci ricorda quanto possa essere insidioso un virus capace di nascondersi nell'organismo, senza dare sintomi evidenti nell'immediato. Mantenendo il suo ospite in salute per anni o decenni, il virus dell'Epatite è uno dei più efficienti nel trasmettersi fra gli uomini. Anche il Coronavirus, almeno per quanto riguarda la quota di persone asintomatiche, ha in fondo adottato una strategia simile.

Ai vincitori del premio viene assegnata una medaglia d'oro e 940mila Euro da dividersi fra i premiati. Ma quest'anno, causa pandemia, non si svolgerà la tradizionale, sontuosissima, cerimonia di consegna dei premi da parte del re di Svezia. E' solo rimandata all'anno prossimo: il comitato nobel è sicuro che per allora la pandemia avrà avuto fine.

Alter ha 85 anni. E' nato e si è laureato a New York. Ha svolto la sua vita di ricercatore sempre negli Stati Uniti, ai National Institutes of Health (Nih) e per un breve periodo alla Georgetown University. Rice ha 68 anni. E' nato a Sacramento e dal 2001 insegna alla Rockefeller University di New York, dove fino al 2018 ha diretto il centro di ricerca sull'Epatite C. Il britannico Houghton si è laureato nel 1977 al King's College di  Londra e in seguito ha lavorato per le Aziende Searle & Company e Chiron. Dal 2010 insegnato nell'Università di Alberta. I primi studi di Alter sul virus dell'epatite C risalgono agli anni '70, quando si notarono delle malattie simili alle Epatiti A e B, trasmesse da trasfusioni del sangue, senza che fosse possibile capire quale fosse il microrganismo responsabile. Solo nel 1989 Houghton è riuscito per primo a completare la sequenza genetica del virus, mentre Rice ha risolto il difficile rompicapo del suo meccanismo di replicazione. Dopo aver sciolto questo nodo, una decina di anni fa, si è affacciato il primo farmaco efficace, denominato Sofosbuvir. Oggi, con una terapia combinata a base di Sofosbuvir e Simepreviril – in Italia autorizzata dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale - è possibile sconfiggere completamente il virus dell’Epatite.

L'anno scorso il premo nobel per la medicina era andato a William Kaelin, Peter Ratcliffe e Gregg Semenza, due americani e un britannico. I tre scienziati avevano scoperto il meccanismo con cui le cellule reagiscono alla carenza di ossigeno.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del l Quotidiano Repubblica


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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