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In Salute e ricerca


Dall’Europa finanziamenti ai Centri di ricerca milanesi sui tumori

Due milioni di Euro stanziati dal Consiglio Europeo per la ricerca per finanziare un progetto di studio sul mieloma multiplo

10 gennaio 2019

Una sfida per i ricercatori: è così che si può definire il mieloma multiplo, un tumore del sangue dai contorni ancora oscuri. A tutt’oggi, infatti, non è possibile stabilire strategie di prevenzione specifiche, dal momento che non esistono fattori di rischio riconosciuti. Spesso poi è impossibile porre una diagnosi precoce perché i sintomi  e in primo luogo il dolore alle ossa – considerato che questa neoplasia colpisce, in maggioranza, persone anziane - molte volte vengono giustificati dal malato stesso come “mali dell’età. Per investigare più a fondo genesi e sviluppo del mieloma multiplo, nelle fasi asintomatiche, è nato un progetto che – finanziato con due milioni di Euro dal Consiglio d’Europa per la ricerca (ERC), all’interno del programma di ricerca e sviluppo “Horizon 2020” – coinvolgerà l’Università Statale di Milano, l’Istituto Nazionale dei Tumori e altri Centri di ricerca milanesi.

In Italia se ne registrano attualmente 30mila casi (con malati in trattamento o in monitoraggio), con un’incidenza pari a 8,75 nuovi casi, per 100.000 abitanti, per anno. Ciò significa che abbiamo circa 5.600 nuovi casi ogni anno, soprattutto a carico degli over 65. Stiamo parlando del mieloma multiplo, una patologia tumorale del sangue più precisamente delle plasmacellule, ovvero di quelle cellule che, in condizioni normali, producono gli anticorpi.

Questo tumore è considerato una sfida dai ricercatori. A tutt’oggi, infatti, non è possibile stabilire strategie di prevenzione specifiche, dal momento che non esistono fattori di rischio riconosciuti. Spesso, poi, è impossibile porre una diagnosi precoce perché i sintomi, e in primo luogo il dolore alle ossa, molte volte vengono giustificati dal malato stesso come “mali dell’età”. Si tratta dunque di una neoplasia dai contorni ancora oscuri sulla quale c’è ancora molto da investigare e capire.

Alla luce di queste considerazioni, assume quindi una valenza ancora più importante il generoso assegno, del valore di 2 milioni di Euro, staccato dal Consiglio Europeo per la Ricerca (ERC) per il finanziamento di un progetto di studio focalizzato sulla genesi molto precoce della malattia, nelle fasi asintomatiche. Il progetto sarà frutto di uno sforzo collaborativo che vede impegnati l’Università Statale di Milano, l’Istituto Nazionale dei tumori e altri Centri di ricerca milanesi. Questo finanziamento è parte del programma di ricerca e sviluppo europeo Horizon 2020 ed è uno tra i più prestigiosi riconoscimenti assegnati dall'Unione Europea ai migliori progetti proposti da ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Il progetto
L’obiettivo è quello di capire meglio cosa causa la trasformazione delle cellule anni prima dello sviluppo del mieloma, e confrontare questi dati con i riscontri ottenuti osservando  malati di mieloma in fase iniziale e in fase aggressiva. “Queste informazioni potranno poi essere usate per lo sviluppo di test genetici in grado di diagnosticare precocemente la malattia, ma soprattutto valutarne il rischio di evoluzione verso una forma aggressiva” -  ha spiegato il Professor Niccolò Bolli, Professore associato di malattie del sangue, presso il Dipartimento di Oncologia e Oncoematologia, dell’Università Statale di Milano e Dirigente Medico di I° Livello, presso l’Istituto Nazionale dei Tumori - “Ciò ci permetterebbe di migliorare la prognosi di questi pazienti attraverso interventi personalizzati, messi a punto in base alle caratteristiche individuali della malattia.”. “Identificare e analizzare eventuali cellule anomale nel midollo osseo di centinaia di persone che non hanno un mieloma o malattie correlate non è facile” – ha spiegato ancora lo scienziato - “perché occorrerebbe un prelievo apposito.”. “In questo studio, invece, collaboreremo con i colleghi ortopedici, grazie ai quali potremo avere accesso al sangue midollare come materiale di scarto della chirurgia, ad esempio nelle protesi d’anca di pazienti over 70, che diano il proprio consenso alla Ricerca.”. “In un secondo obiettivo, studieremo invece le cellule midollari di persone con nuova diagnosi di mieloma multiplo in stadio iniziale.”.

Questo nuovo progetto parte da risultati preliminari ottenuti da una ricerca appena conclusa e resa possibile grazie ad un finanziamento dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Lo studio internazionale, coordinato dal Professor Bolli insieme al Dottor Francesco Maura, Medico ematologo dell’Università degli Studi di Milano, è stato pubblicato, ad agosto 2018, sulla rivista scientifica “Nature Communications.”.  “In questo caso” - ha puntualizzato il Professor Bolli - “abbiamo analizzato il genoma di pazienti con mieloma asintomatico ad alto rischio e seguito la progressione della malattia” ed ha concluso precisando che “Confrontando i risultati delle analisi nelle diverse fasi del mieloma, da asintomatico a sintomatico, abbiamo evidenziato come anche nelle forme asintomatiche il tumore abbia già tutte le caratteristiche genetiche delle forme sintomatiche.”. ”Questi risultati rappresentano il punto di partenza del nuovo progetto di ricerca, dove invece ci proponiamo di indagare le fasi molto più precoci.”.

Fonti:
Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web del’Osservatorio Malattie Rare. 


Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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