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Progetto europeo “weDraw”: il metodo multisensoriale per apprendere la matematica e la geometria

Una nuova metodologia d’insegnamento, per bambini dai 6 ai 10 anni, proposta dall’Istituto tecnico scientifico genovese con finanziamenti europei

22 ottobre 2018

Matematica e geometria potranno essere insegnate e apprese attraverso la musica, la danza e la pittura, anche ai (e dai) bambini disabili. Questo prevede il progetto europeo “weDraw”, nato in Italia e coordinato dalla dottoressa Monica Gori, neuropsicologa, con dottorato in robotica, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di Genova. Il progetto - che verrà sviluppato con la collaborazione della De Agostini Scuola e di altri importanti centri di ricerca italiani ed europei – riguarda  l’utilizzo dei sensi e della tecnologia nell’apprendimento di queste due materie ed è rivolto ai bambini dai 6 ai 10 anni. 

Si sente dire spesso che “la matematica non è un’opinione”, poiché si tratta di una Scienza esatta per la quale, ad esempio, 1+1 è sempre uguale a 2, senza discussioni. L’affermazione è dunque perentoria ed incontrovertibile, ma spesso difficile da apprendere nella sua metodica, come la scienza che la genera, soprattutto dai bambini più piccoli, alle prime armi con le materie scolastiche. “Nel corso degli anni, e precisamente a partire dal 2008” - ha spiegato la dottoressa Monica Gori, neuropsicologa con dottorato in robotica, dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), di Genova – “abbiamo osservato come i bambini, fino all’età di 8-10 anni, non siano in grado di integrare modalità sensoriali multiple ma si servano di una modalità alla volta per compiere una particolare valutazione.”. “E la modalità visiva non è sempre la migliore, ma dipende dal tipo di compito che questi si accingono a svolgere”.

Dopo il successo del progetto Abbi - il braccialetto sono che aiuta i bambini ciechi ad orientarsi del quale Superabile ha riferito recentemente in questo spazi, la scienziata italiana si è cimentata, con il suo gruppo di ricerca, in un nuovo ambizioso progetto, denominato “weDraw”, grazie al quale i bambini dai 6 ai 10 anni, compresi quelli disabili, potranno apprendere la matematica e la geometria utilizzando la musica, la danza e la pittura, supportati dalle nuove tecnologie. Il progetto, basato su di un nuovo metodo di apprendimento multisensoriale, promette una vera e propria rivoluzione nella didattica scolastica di queste due materie.

“weDraw”
Il progetto, proposto dall’Istituto tecnico-scientifico genovese, si è qualificato al primo posto del bando europeo H2020 ICT, "Technologies for Learning and skills", che prevede lo sviluppo ed il collaudo di componenti aperti e interoperabili per una soluzione di ‘digital learning’ flessibile, scalabile e conveniente, che fornisca innovazione guidata a favore dell'istruzione primaria e secondaria. “weDraw” durerà 2 anni e sarà co-finanziato dall'Unione Europea, con circa 2,5 milioni di Euro. A lavorare insieme agli scienziati dell’IIT e a De Agostini Scuola, partner del progetto, saranno: l’Università degli Studi di Genova (come co-coordinatore tecnologico), l’Istituto per Ciechi ‘David Chiossone’, di Genova, lo University College London (Regno Unito), il Trinity College Dublin (Irlanda), il Learn TPM Limited (Regno Unito), il Vision Buisness Consultant (Grecia) e la Ignition Factory (Francia). In particolare, lo sviluppo tecnologico verrà coordinato da Gualtiero Volpe, del Gruppo InfoMusLab, dell’Università di Genova.

L’idea progettuale parte dalla considerazione che la vista è la modalità sensoriale privilegiata nell’insegnamento scolastico: gli studi di psicofisica e psicologia dello sviluppo, condotti dalla dottoressa Gori, hanno, infatti, dimostrato che i bambini usano i sensi in modo slegato l’uno dall’altro, scegliendo un canale sensoriale preferenziale per imparare concetti specifici legati allo spazio e al tempo e che la scelta non cade sempre sulla vista. Da qui la proposta di una nuova metodologia d’insegnamento, basata su tecnologie multisensoriali che sfruttano la modalità sensoriale più “forte” nel bambino. Una volta individuate le loro preferenze sensoriali, queste saranno indagate per verificare l’effettivo apprendimento dei concetti presentati, sia in termini di risultati psicofisici che pedagogici.

Per lo studio della matematica, ad esempio, verranno introdotti giochi con la musica, dove la scansione del ritmo aiuterà la comprensione della successione numerica, l’uso di note gravi o acute quello del concetto di grandezza. La comprensione della geometria avverrà, invece, con il movimento del corpo che è associato naturalmente all’idea di spazio e che sarà sfruttato attraverso il disegno o la danza. Alle attività si affiancherà lo sviluppo di un software che analizzerà il comportamento motorio ed espressivo e dell’interazione sociale dei bambini e di una piattaforma tecnologica di gioco, con l’obiettivo di creare App, ovvero applicazioni per smartphone, utilizzabili sia a scuola che a casa, a supporto degli Insegnanti e delle famiglie. 

Il gruppo di ricerca della dottoressa Gori, con il supporto della De Agostini Scuola, ha effettuato diversi workshop in tutta l’Italia propedeutici al progetto, confrontandosi con gli insegnanti di determinati istituti scolastici e chiedendo loro di evidenziare, tra i 40 concetti matematici proposti, quelli più problematici e di difficile apprendimento. “È stato interessante notare” – ha raccontato la ricercatrice dell’IIT - “come circa 200 insegnanti abbiano tutti segnalato, tramite il questionario proposto, gli stessi 4-5 argomenti per sezione, sia di aritmetica sia di geometria”. Frazioni, percentuali, equivalenze, traslazioni della figura, simmetria e angoli sono solo alcuni degli argomenti più difficili da trasmettere e per i quali la modalità visiva appare inadeguata. L’obiettivo dei prossimi mesi di lavoro degli scienziati impegnati nel progetto consisterà nell’individuare delle tecnologie in grado di trasmettere questi concetti e di fornire una valida alternativa alla modalità di apprendimento finora prevista. I ricercatori dell’IIT coinvolgeranno un gruppo di studenti di alcune scuole elementari di Genova per circa quattro mesi di sperimentazione, durante i quali si esploreranno, tramite dei test psicofisici, le preferenze sensoriali di ciascun bambino. Dunque la sfida continua.

Fonti: Le informazioni riportate sono tratte – salvo diversa indicazione – dal Sito web di OS-Oggi Scienza.



Immagine tratta da pixabay.com

di U. F.

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