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Sanità, Salutequità: le 10 proposte per il Piano nazionale della cronicità per l'equità

Il 6° Report "Il Piano nazionale della cronicità per l'equità" rappresenta un ulteriore tassello dell'impegno di Salutequità, volto ad aumentare il livello di attenzione pubblica sul tema dell'assistenza garantita ai pazienti non Covid-19

24 novembre 2021

ROMA - Il 6° Report "Il Piano nazionale della cronicità per l'equità" rappresenta un ulteriore tassello dell'impegno di Salutequità, volto ad aumentare il livello di attenzione pubblica sul tema dell'assistenza garantita ai pazienti non Covid-19 che nel corso della pandemia (2020-2021) si sono scontrati con una difficoltà di accesso alle cure senza precedenti.

Il nostro paese, primo in Europa, cinque anni fa ha messo nero su bianco come il Servizio sanitario nazionale intende occuparsi delle persone che hanno malattie croniche nel Piano nazionale della cronicità.

Attraverso l'intesa del 2016 tutte le regioni e province autonome si sono impegnate a recepire il documento con propri provvedimenti e a dare attuazione ai contenuti del Piano nei rispettivi ambiti territoriali ma l'implementazione va a rilento e solo in alcune zone dell'Italia il Piano è realmente attuato.
A tal proposito Salutequità ha suggerito 10 proposte per un Piano nazionale della cronicità per l'equità:

1 - Attuare e aggiornare il Pnc alla luce delle novità intercorse in termini di politiche del personale, modelli organizzativi e investimenti/riforme Pnrr e integrando le patologie ricomprese (es. sclerosi multipla, psoriasi, cefalea cronica, poliposi nasale, asma anche nell'adulto...).

2 - Finanziare l'attuazione e l'aggiornamento del Pnc con lo stanziamento e la finalizzazione di risorse specifiche in legge di bilancio 2022.

3 - Realizzare e pubblicare una relazione annuale al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnc.

4 - Inserire l'applicazione del Pnc nel nuovo sistema nazionale di garanzia dei Lea.

5 - Accelerare la realizzazione di un modello nazionale di stratificazione della popolazione da utilizzare in tutte le regioni, basato non solo sul consumo di prestazioni sanitarie ma anche su determinanti di salute socioeconomici e culturali e su stili e abitudini di vita.

6 - Recuperare e rilanciare l'impegno del livello centrale delle regioni nella definizione, nell'implementazione, nell'attualizzazione (rispetto alle innovazioni organizzative del Pnrr) e nella misurazione degli esiti dei Pdta, anche in termini di qualità di vita dei pazienti.

7 - Emanare il decreto tariffe per l'attuazione in tutte le regioni dei Lea (2017).

8 - Inserire esplicitamente la telemedicina nei Lea, sfruttando l'opportunità degli stanziamenti previsti in legge di bilancio 2022 per il loro aggiornamento.

9 - Adeguare il personale sociosanitario dal punto di vista quali-quantitativo per garantire l'effettiva esigibilità dei Lea in tutte le regioni; investire nell'innovazione delle competenze del personale per attuare il cambiamento organizzativo funzionale alla garanzia della migliore presa in carico dei cittadini. Basare la scelta sulle evidenze, superando interessi di parte.

10 - Agire sulle cure mancate per limitare l'impatto su prevenzione, diagnosi tardive, aumento delle complicanze, aderenza al percorso di cura e alle terapie, costi sociali. Servono dati aggiornati al 2021 e sistemi stringenti di verifica dell'utilizzo da parte delle regioni delle risorse stanziate.

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