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Assistenza domiciliare, gli esperti: collaborare con gli operatori

Come scegliere un assistente domiciliare per un proprio familiare? Seguendo, ad esempio, "la regola delle 3 C": consapevolezza, collaborazione, cooperazione. A suggerire queste regole è la Cooperativa Sociale Sant'Anna 1984 di Roma, specializzata in assistenza domiciliare

23 novembre 2021

ROMA - Come scegliere un assistente domiciliare per un proprio familiare che non è più autosufficiente e del quale non possiamo occuparci personalmente? Seguendo, ad esempio, "la regola delle 3 C": Consapevolezza, perché è necessario aver ben chiaro il quadro clinico della persona, le sue eventuali patologie, il grado di autosufficienza e impostare di conseguenza un piano assistenziale; Collaborazione, il caregiver (ossia il referente familiare che prende in carico la ricerca della risorsa) deve affiancare l'operatore nella fase di inserimento nel contesto familiare; Cooperazione, perché occorre fare squadra, la famiglia non deve delegare tutto all'operatore, ma deve essere parte integrante del processo assistenziale. A suggerire queste poche e semplici regole è la Cooperativa Sociale Sant'Anna 1984 di Roma, specializzata in assistenza domiciliare.

Per quanto riguarda la scelta della risorsa, approfondisce la cooperativa in una nota, bisogna tener presente che il lavoro di operatore assistenziale richiede capacità professionali e umane ben precise. Oltre a saper svolgere le proprie mansioni pratiche, la risorsa deve avere caratteristiche imprescindibili a livello umano, come empatia, pazienza, intelligenza intuitiva, perché deve prima di tutto svolgere un lavoro motivazionale con il paziente, essere in grado di stimolarne le capacità mentali, oltre a quelle fisiche.

Dal punto di vista pratico, poi, è importante ricordare che la fase di inserimento di un operatore in un contesto familiare è molto delicata e potrebbe essere vissuta come uno choc da una persona anziana. È quindi consigliabile procedere gradualmente per abituare l'assistito a questa nuova presenza, fino a portarlo ad accettare con naturalezza questo aiuto quotidiano.

In questa fase, in particolare, ma anche nella quotidianità è importante inoltre visitare spesso i propri cari e cercare di essere il più presenti possibile anche se sono aiutati da un operatore. Dopo il primo lockdown, ricordano infatti gli operatori della Sant'Anna 1984, sono aumentati i casi di anziani colpiti da demenza o Alzheimer, a causa dei traumi subiti per colpa della solitudine e dell'isolamento.
Gli esperti della cooperativa non dimenticano, al contempo, di fornire supporto psicologico anche ai caregiver delle persone assistite e agli stessi operatori.

Se ci si affida a un'agenzia per la ricerca dell'operatore, infine, Sant'Anna 1984 raccomanda di valutare le recensioni degli stessi dipendenti della società per sapere se vengono trattati e retribuiti in modo corretto. Un operatore "sfruttato" e mal pagato, sottolineano in conclusione gli esperti della cooperativa, difficilmente potrà svolgere un buon lavoro, perché probabilmente sarà frustrato, non contento e con questo stato emotivo non sarà in grado di trasmettere serenità, gioia e motivare il suo assistito.

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