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Disabilità. Stefani: manca un comandante, serve creare sistema

Il ministro per le disabilità: "Sistema in evoluzione, non più puramente assistenzialistico, chiede una vera rivisitazione"

22 ottobre 2021

ROMA - Quello delle disabilità "è un sistema in evoluzione, non più puramente assistenzialistico, non chiede più la pietà ma una vera rivisitazione dei nostri sistemi: seguire il disabile e la sua famiglia non è più un modo per sistemarsi la coscienza ma sono una risorsa e una componente della nostra comunità". Lo ha detto il ministro per le Disabilità, Erika Stefani intervenuta alla conferenza stampa 'Terzo settore e fragilità sociali - Riforme in movimento', nel corso del quale è stato presentato il testo 'Gli adeguamenti statutari e il diritto transitorio del terzo settore' a cura di Gianluca Abbate, coordinatore della commissione Terzo settore sociale del Consiglio nazionale del notariato. All'iniziativa ha preso parte anche la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando.

"Il mondo della disabilità- ha aggiunto la ministra- è privo di un comandante. Da quando ricopro questa carica sono oggetto quotidianamente di richieste precise e puntuali dai singoli cittadini. Facendo un esempio è come se in autostrada non dovesse funzionare la barra del casello e per questo venisse chiamato il ministro Giovannini. Il ministro ha la delega per il coordinamento delle politiche all'interno del Consiglio dei Ministri ma serve creare un sistema che coinvolga tutti. Abbiamo circa 3,5 milioni di persone con almeno una disabilità, questo vuol dire che, contando le famiglie, le persone coinvolte sono più di 10 milioni. Non possiamo più parlare di nicchia".

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