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Crisi epilettiche a scuola, Lice: ecco le regole da seguire

Alla ripresa dell’anno scolastico la Lega italiana contro l’epilessia torna a indicare i corretti comporta-menti. "Falso mito la necessità di afferrare la lingua ed estrarla dalla bocca. Errato trattenere o cercare di immobilizzare il bambino". La presidente Tassi: "Imparare a disinnescare i numerosi pregiudizi che condizionano negativamente chi ne soffre"

15 settembre 2021

ROMA - Epilessia a scuola, che fare? Alla ripresa dell’anno scolastico e del ritorno degli alunni in aula Lice - Lega italiana contro l’epilessia torna a indicare i corretti comportamenti. “Nell’eventualità che un alunno sia colpito da una crisi epilettica a scuola, la priorità è quella di non commettere errori nei soccorsi. – spiega - La maggior parte degli episodi non necessita di manovre particolari, ma solo vicinanza al bambino durante l’episodio critico e subito dopo, in attesa che si riprenda. La classe va tranquillizzata ed invitata a prendersi cura del compagno insieme all’insegnante”.

“Nei casi invece in cui le crisi comportino una caduta a terra, rigidità e scosse agli arti, forte salivazione, introdurre un oggetto nella bocca non è manovra consigliabile né tantomeno utile, pericolosa sia per chi la pratica che chi la subisce. – prosegue l’organizzazione - È un falso mito, infatti, la necessità di afferrare la lingua ed estrarla dalla bocca, pena la sua discesa verso le cavità aeree rendendo così impossibile il respiro".

“E’ errato trattenere o cercare di immobilizzare il bambino, pensando di arrestare o di renderla meno forte la crisi. – consiglia la Lice - È invece consigliabile mettere qualcosa di morbido sotto il capo per evitare eventuali contusioni, togliere gli occhiali, slacciare vestiti stretti e girare il paziente su un fianco appena possibile per facilitare la respirazione e la fuoriuscita della saliva. – conclude l’organizzazione - Bisogna poi attendere che la crisi si concluda e offrire sostegno ed aiuto”.

“L’Epilessia – sottolinea la presidente Lice  Laura Tassi – può comparire a qualsiasi età e per le cause più diverse, anzi la maggior parte di esse esordisce in età infantile. È fondamentale, soprattutto se questo accadesse a scuola, saper riconoscere e gestire una crisi qualora si presentasse, soprattutto evitando manovre scorrette e controindicate. Ma conoscere le Epilessie – aggiunge – significa prima di tutto saperle accogliere, anche e soprattutto in un ambiente sociale come la scuola, imparando a disinnescare i numerosi pregiudizi che condizionano negativamente chi ne soffre già a partire dall’età scolastica. Avere dalla propria parte insegnati e compagni di classe costituisce un notevole aiuto per i bimbi con Epilessia.”.

Secondo un’indagine, realizzata due anni fa dall’associazione in occasione del lancio della campagna “A scuola di epilessia, quando la malattia ci chiede di sapere”, circa 1 insegnante su 3 segnalava di non sapere come comportarsi e quali strategie e comportamenti seguire nel caso di una crisi. Ed evidenziava che “ancora troppi appaiono i pregiudizi relativi agli ostacoli che la patologia pone rispetto ad un normale svolgimento delle attività quotidiane e sociali, oltre che al rendimento scolastico”. Dal 2019 la campagna ha coinvolto 600 insegnanti, più di 500 scuole e circa 30 mila alunni in tutta Italia.

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