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Pandemia e salute mentale degli adolescenti, la Fondazione Soleterre promuove una ricerca

La Fondazione, in collaborazione con l’Unità di Ricerca sul Trauma del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, promuove un’indagine volta a indagare i fattori di rischio e di protezione per la qualità della vita dell’adolescente come conseguenza della pandemia da Covid-19. “Vogliamo dare voce agli adolescenti e offrire loro uno spazio di sperimentazione emotiva”

14 settembre 2021

MILANO - Con la ripresa delle scuole in tutto il territorio nazionale Fondazione Soleterre ribadisce con una nota l’importanza di dedicare attenzione agli adolescenti, soggetti maggiormente colpiti dalla pandemia a livello emotivo e che anche l’Organizzazione Mondiale della Salute (Oms) definisce “una fascia di popolazione fragile, dove gli effetti del Covid-19 sembrano essere più pervasivi”. A tal proposito Soleterre promuove, in collaborazione con l’Unità di Ricerca sul Trauma del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, una ricerca volta a indagare i fattori di rischio e di protezione per la qualità della vita dell’adolescente come conseguenza della pandemia da Covid-19.

La Fondazione Soleterre lavora da quasi 20 anni in 10 reparti pediatrici – in particolare nelle onco-ematologie pediatriche – in Italia, Ucraina, Uganda, Marocco, Costa d’Avorio e Burkina Faso. Dallo scorso settembre 2020 ha avviato un progetto di supporto psicologico Covid-19 in 70 classi scolastiche in aiuto a 1.400 studenti, 168 genitori e 288 docenti alle prese con nuove regole e nuovi modi di stare insieme.

“La sospensione delle attività educative, la mancanza di luoghi di costruzione di esperienze e l’interruzione dei legami inter-personali sembrerebbero incrementare, nella specifica fascia d’età degli adolescenti, sentimenti di dipendenza, ansia, rabbia, depressione, solitudine, diversità, confronto, rendendoli più vulnerabili e in difficoltà nei processi di acquisizione di autonomia volti alla costruzione della loro identità –afferma Soleterre -. La ricerca vuole indagare le principali manifestazioni di disagio dal punto di vista comportamentale ed emotivo; l'adeguatezza delle relazioni interpersonali; la qualità della vita; la qualità e quantità nell’utilizzo di social; la permanenza online; la centralità dell’esperienza traumatica Covid-19 nella storia di vita personale; il distress-post traumatico e la sintomatologia post-traumatica; la sintomatologia depressiva”.

“La lettura dei primi dati pervenuti nella fase di test della ricerca (giugno - agosto 2021), raccolti nel territorio della Lombardia, ci ha spinti a promuoverla a livello nazionale. Vogliamo dare voce agli adolescenti e offrire loro uno spazio di sperimentazione emotiva in cui possano esprimere il loro disagio coinvolgendoli in prima persona e chiedendo direttamente a loro come stiano affrontando questo periodo, quali siano i loro bisogni, cosa e come vorrebbero cambiare – afferma Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e psicologo clinico presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia -. Per questo è importante la partecipazione del più alto numero possibile di adolescenti alla ricerca, così da disporre di dati preziosissimi per orientare le scelte nel campo della salute mentale dei nostri ragazzi. Il nostro obiettivo è tutelare il loro benessere mentale, sostenendoli nello sviluppare il senso di resilienza e nel contrastare i vissuti negativi legati alla pandemia”.

È possibile partecipare alla ricerca attraverso la compilazione di un questionario in forma anonima della durata di 20 minuti scrivendo alla mail chiara.ionio@unicatt.it. Prima della compilazione del questionario da parte del minore sarà necessaria la compilazione di un form autorizzativo da parte di un genitore o tutore.

“L’obiettivo del progetto di ricerca è comprendere l’impatto della pandemia Covid-19 sulla qualità della vita nei ragazzi dagli 11 ai 18 anni. In particolare, si cercherà di approfondire sia come i ragazzi hanno vissuto e percepito la pandemia sia quali risposte comportamentali, emotive e relazionali hanno messo in campo. Questo ci permetterà di comprendere quali interventi siano maggiormente necessari e rispondenti ai loro bisogni”, spiega Chiara Ionio, professore associato in Psicologia dello Sviluppo e dell’Educazione presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

A partire dai risultati di questa attività di ricerca Fondazione Soleterre garantirà interventi di supporto psicologico in ottica di prevenzione e contenimento degli effetti psicologici e sociali della pandemia attraverso un proprio team di psicologi in tutta Italia: è possibile chiamare il numero +39 335 7711 805 dalle 9.00 alle 18.00 per fissare l’appuntamento con uno psicologo in presenza (sul territorio di residenza) oppure on-line. Attraverso la creazione di una Rete Nazionale per il Supporto Psicologico Covid-19, Fondazione Soleterre è, infatti, presente in 14 regioni con 86 psicologi e psicoterapeuti pronti ad intervenire immediatamente dopo la chiamata su fragilità e disturbi che se correttamente affrontati possono prevenire esiti ben peggiori.

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