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Sanità, 1,5 milioni per la nuova rete oncologica di Piemonte e Valle d'Aosta

Il nuovo modello prevede l'istituzione dell'Autorità centrale di coordinamento, in carica tre anni, con sede alla Città della Salute di Torino. Comandone: "230.000 pazienti in osservazione con 200 oncologi di ruolo"

26 luglio 2021

TORINO - La giunta del Piemonte, accogliendo una proposta dell'assessore alla Sanità Luigi Icardi, ha deliberato stamattina per la nascita della nuova Rete oncologica del Piemonte e della Valle d'Aosta. Il nuovo modello prevede l'istituzione dell'Autorità centrale di coordinamento, che resta in carica tre anni e ha sede presso la Città della Salute di Torino. La nuova rete rappresenta l'evoluzione del precedente Dipartimento interregionale ed interaziendale.

"La complessità delle terapie oncologiche richiede un'organizzazione di Rete che, oltre all'assistenza ospedaliera e territoriale, potenzi la ricerca oncologica di tipo organizzativo e manageriale allo scopo di rendere disponibile a tutti i piemontesi procedure diagnostiche avanzate e l'accesso a terapie innovative", ha dichiarato il coordinatore della Rete Massimo Aglietta.

Questa l'organizzazione della nuova Rete Oncologica: alla direzione Sanità e Welfare della Regione spetterà la nomina dei componenti del Comitato scientifico, che sarà composto da due oncologi, un oncologo/ematologo pediatra, un ematologo, un radioterapista, un chirurgo, un esperto di sanità pubblica, un infermiere con esperienza in oncologia e un rappresentante delle associazioni di volontariato in oncologia, scelte tra quelle maggiormente rappresentative sul territorio regionale.

Per il finanziamento delle attività della Rete oncologica, in proporzione alla popolazione, il Piemonte stanzia 1 milione e 500 mila euro all'anno e la Valle d'Aosta 43.500 euro. Sarà una Rete oncologica pazientecentrica, ha spiegato la professoressa Franca Faglioli "Anche per questo abbiamo voluto inserire un rappresentante delle Associazioni di volontariato all'interno del Comitato scientifico". Fagioli in questi mesi ha coordinato, insieme all'Assessorato alla Sanità del Piemonte, la transizione al nuovo modello organizzativo sul fronte delle patologie oncologiche in Piemonte, e per questo motivo è stata pubblicamente ringraziata da Icardi.

"I malati di tumore in Piemonte attualmente in cura e guariti sono 230.000. Gli oncologi di professione circa 200. Impossibile pensare che questo carico diagnostico e di follow-up possa gravare solo sugli ospedali", ha aggiunto il coordinatore dell'Area territoriale Alessandro Comandone.

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