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Montecatone, inaugurata la radiologia: “Servizio specialistico per il territorio”

Nell’ospedale di alta specialità dell’imolese ha aperto il reparto attrezzato con una risonanza magnetica 3 Tesla e una Tac 64 strati, destinate ad attività cliniche e di ricerca, per evitare il trasferimento dei pazienti colpiti da lesioni midollari o cerebrali acquisite in altre sedi. L’investimento è di circa due milioni di euro

13 maggio 2021

IMOLA (BOLOGNA) – Un servizio diagnostico di ultima generazione, a disposizione dei pazienti colpiti da lesioni midollari o cerebrali acquisite. È la nuova radiologia inaugurata nell’Istituto di Montecatone, ospedale di alta specialità che ora è attrezzato anche con una risonanza magnetica 3 Tesla e una Tac 64 strati, per cui è stato necessario un investimento di due milioni di euro. Le apparecchiature, tra le più moderne sul mercato, sono destinate ad attività cliniche, di ricerca e, come ha spiegato Mario Tubertini, direttore generale del Montecatone Rehabilitation Institute, “soddisferanno le esigenze diagnostiche dei nostri pazienti evitandone il trasferimento in altre sedi per eseguire indagini programmate o in urgenza. Ma sono anche un tassello fondamentale dell’offerta rivolta al bacino d'utenza del territorio e dell’area metropolitana, poiché fruibili per prestazioni prenotabili in agende Cup dell’imolese o per indagini di risonanza in pazienti provenienti dagli ambulatori specialistici dell’Istituto delle scienze neurologiche di Bologna”. 
Collocata nei pressi dell’area critica, la radiologia – i cui lavori sono iniziati a giugno 2020 e si sono conclusi dopo quattro mesi, nello scorso autunno – è operativa da alcuni mesi. Nel primo periodo, la presenza di una risonanza e Tac hanno permesso di realizzare i lavori di sostituzione della risonanza all’Ospedale Nuovo di Imola senza interruzione delle agende di prenotazione, e successivamente di aumentare l’offerta per ridurre i tempi di attesa.
“L’acquisizione della risonanza e della Tac qualifica ulteriormente il Montecatone Rehabilitation Institute, consolidando allo stesso tempo il rapporto con il territorio – ha detto all’inaugurazione Raffaele Donini, assessore alla Salute della Regione Emilia-Romagna –. Siamo nel contesto di un istituto di cura all’avanguardia, che vogliamo continuare a valorizzare come parte integrante del servizio sanitario regionale, in raccordo strutturale con l’area delle neuroscienze, rafforzandone la vocazione che ne fa già ora un punto di riferimento nazionale. La nuova radiologia consente di offrire un servizio essenziale agli ospiti dell’Istituto, ma anche di potenziare, differenziare e qualificare tutta la rete di diagnostica per immagini di alta tecnologia della Ausl di Imola e dell’area metropolitana di Bologna. Il livello tecnologico del servizio e le competenze dei professionisti coinvolti assicurano un arricchimento e una qualificazione dell’offerta diagnostica che sarà messa a disposizione anche delle attività di ricerca di tutte le strutture interessate dell’area metropolitana, oltre che di Montecatone stesso e dell’Istituto delle scienze neurologiche di Bologna, aumentando il potenziale di ricerca scientifica in vari campi della medicina, senza alcuna interferenza ma in sinergia con le routinarie attività diagnostiche”.
Le nuove apparecchiature consentono infatti di restituire immagini strutturali e funzionali di tutto il corpo, in particolare in ambito neuroradiologico, e quindi di particolare importanza per i pazienti dell’Istituto che presentano lesioni del midollo e del cervello. “L’elevata sensibilità ci permette di identificare patologie difficilmente o poco visualizzabili con apparecchi a campo magnetico inferiore – spiega Virna Valmori, direttore sanitario dell’istituto –. Ne deriva un vantaggio clinico-diagnostico ben dimostrato in letteratura. La Tac, inoltre, permette un accurato studio dell'addome, del torace, della colonna vertebrale, dell'encefalo, arti ed articolazioni con e senza mezzo di contrasto e di effettuare la colonscopia virtuale 3D”.
Inoltre, la presenza a Montecatone di radiologi esperti oltreché in campo neurologico ed ortopedico anche in ambito oncologico, consente di effettuare la Rm multi-parametrica della prostata: a seguito dell’esame, se sussistono le indicazioni, l’equipe di urologia potrà utilizzare le immagini fornite dalla Rm multi parametrica precedentemente eseguita – grazie a una tecnica innovativa denominata Fusion – ed eseguire prelievi bioptici mirati in corso di ecografia alle zone sospette. “I vantaggi sono molteplici – ha concluso Valmori –. Minor numero di prelievi biotici, maggiore sensibilità di questi ultimi rispetto a una biopsia eco guidata tradizionale e una migliore valutazione per la gestione chirurgica del paziente affetto da neoplasia prostatica”.

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