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Vaccinazioni e caregiver, “finalmente chiarezza” in una nota di Figliuolo

La comunicazione dispone che “ciascuna regione proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro o di assistenza familiare”. Barbieri: “Finalmente un chiarimento sul tema del caregiver familiari. Nel piano vaccinale nazionale non era inserito con altrettanta limpidità. Ora regioni si adeguino”

31 marzo 2021

ROMA – Anche i caregiver devono accedere al vaccino, come e possibilmente insieme al familiare con disabilità di cui si prendono cura: lo chiarisce in una nota firmata ieri il commissario Figliuolo. “Tenuto conto della nota dell'11.03. 2021 'Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-covid, con cui la Conferenza delle Regioni e delle province autonome ha rappresentato l'importanza di conferire alla categoria 1 'elevata fragilità', facendo rientrare nella stessa anche i familiari che prestano assistenza ai disabili gravi”, la nota dispone che “ciascuna regione o provincia autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente, ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella regione o provincia autonoma”.

Secondo Pietro Barbieri, queste poche righe possono rappresentare una svolta: “Finalmente un chiarimento sul tema del caregiver familiari. Nel piano vaccinale nazionale non era inserito con altrettanta limpidità. Ora – aggiunge - spetta alle regioni di adeguare i sistemi di prenotazione”. E propone: “Sarebbe il caso di prevedere e la vaccinazione per la persona con disabilità e la contestuale citazione per i familiari. È auspicabile che con l'arrivo di nuovi vaccini tutto si svolga nella maniera più fluida possibile. Senza gli inciampi che stiamo registrando in questo ore. Sarebbe anche il caso di aprire un focus sulle regioni con più difficoltà. In Calabria, ad esempio, alle persone con disabilità viene dato l'appuntamento a maggio inoltrato”.

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