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Sla, con le "rondelle per la ricerca" raccolti 23mila euro

Dal tronco del cedro secolare del Castello di Udine ricavate 2mile rondelle per sostenere la ricerca. I fondi raccolti resteranno sul territorio per assistere le famiglie friulane e finanziare il progetto "Epicon"

15 gennaio 2021

ROMA - Un’iniziativa benefica nata dall’idea di Ivano Gallici, tecnico  incaricato di prelevare il tronco del cedro secolare del Castello di Udine, compromesso da un fungo: il legno non è stato smaltito ma trasformato in tanti piccoli  pezzetti di legno a sostegno della ricerca sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Duemila rondelle appunto, che hanno permesso di raccogliere 23.493,46 euro, interamente devoluta alla sezione territoriale del Friuli Venezia Giulia di Aisla – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. “Recentemente la Sla ha portato via un mio carissimo amico - ha detto Gallici - ma la malattia può intaccare il corpo, non gli affetti. Credo che il grande cedro del Castello di Udine possa aiutarmi in questa missione e, seppur secco, possa in qualche modo “rivivere” e dare una speranza a tutti coloro che soffrono per questa malattia”.
Parte dei fondi sarà destinata ai servizi che l’associazione offre gratuitamente alla comunità del territorio, in particolare al  supporto psicologico, mentre la restante parte, unita al contributo di Fondazione Vialli e Mauro per la Ricerca e lo Sport onlus,  servirà ad “adottare” parzialmente ‘Epicon’, progetto di ricerca sulla SLA tra i vincitori del Bando 2020 di AriSLA,la Fondazione Italiana di Ricerca sulla SLA, che ad oggi ha stanziato 895.310 euro per 8 progetti di ricerca che coinvolgono scienziati friulani. "Lo studio ‘Epicon’, coordinato da Marco Baralle del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (ICGEB) di Trieste, ha un valore di 55.500 euro e una durata di 12 mesi. - si legge - Il progetto ha lo scopo di comprendere come la regolazione epigenetica (che porta a modificazioni dell’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA) influenzi i livelli di TDP-43 (proteina riscontrata in aggregati patologici nella maggior parte dei pazienti che soffrono di SLA) e verificare altresì se, anche nell’uomo, TDP-43 sia regolata in maniera tessuto-specifica ed età-dipendente, come già rilevato dal gruppo di ricerca in modelli animali. Infine, il progetto valuterà gli effetti sulla espressione e aggregazione della proteina, a seguito di trattamenti diretti a modulare le modificazioni epigenetiche, sia in modelli cellulari che animali. Il ricercatore, nell’esprimere la sua gratitudine, ha lanciato un invito speciale: “Quando sarà possibile, saremo felici di ospitare presso il nostro Centro i rappresentanti di Aisla e i promotori dell’iniziativa benefica”.
Il Friuli Venezia Giulia è una terra generosa e sensibile, capace di gesti di profonda solidarietà, ma anche di grande laboriosità e innovazione. Ed è proprio nel rispetto di questi valori che è stata scelta la destinazione dei fondi”, aggiunge Nadia Narduzzi, presidente di Aisla Fvg. La sezione Aisla Friuli Venezia Giulia nasce nel 2006, conta ad oggi 83 soci e, grazie ai 30 volontari, rappresenta il punto di riferimento di un centinaio di persone con Sla stimate sul territorio friulano. Nello specifico, sono oltre 70 le famiglie alle quali vengono elargiti servizi e prestazioni gratuite quali: il contributo una tantum annuale di supporto; l’organizzazione di incontri periodici di auto mutuo aiuto di gruppo condotti da psicologi e psicoterapeuti; l’assistenza psicologica individuale o famigliare a domicilio con psicologi e psicoterapeuti; la disponibilità dell’utilizzo del mezzo di trasporto regionale attrezzato; la fisioterapia ad integrazione della terapia del servizio sanitario nazionale; e infine  le prestazioni di idrokinesiterapia.
“Siamo molto grati al territorio friulano, e a tutte le persone che aderendo all’iniziativa benefica hanno scelto di condividere con noi la speranza nella ricerca, quale strumento concreto per raggiungere nuovi risultati e migliorare la vita delle persone”, ha detto Mario Melazzini, presidente di Fondazione AriSLA. 
Nei giorni scorsi è avvenuta la simbolica consegna dell’assegno ad Aisla Friuli Venezia Giulia. Un momento emozionante a cui erano presenti: Ivano Gallici e il fratello Fabio, che ha collaborato attivamente all’iniziativa, Nadia Narduzzi e Andrea Macorigh, rappresentanti di AISLA Friuli Venezia Giulia, Federico Vanotti e Giuseppe Ancona, rispettivamente direttore e funzionario della Civibank filiale di Latisana. Diversi i progetti di ricerca di base e traslazionale sulla SLA, che AriSLA ha finanziato in oltre dieci anni di attività, con l’obiettivo di supportare le idee più innovative dei ricercatori friulani.

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