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Covid in Brasile, "ospedali pieni in Amazzonia e ossigeno insufficiente"

Medici senza frontiere in azione per supportare il sistema sanitario locale: "Se la situazione peggiora, l'apporto di ossigeno a Tefè durerà solo un paio di giorni e il 60% dei pazienti ricoverati ne ha bisogno". Altri stati "potrebbero subire la stessa terribile situazione"

18 gennaio 2021

ROMA - "Team di Medici Senza Frontiere a Tefè e São Gabriel da Cachoeira, città rurali dell'Amazzonia brasiliana, stanno riscontrando un forte incremento di malati di CoViD-19. Per far fronte a questa situazione, Msf sta cercando in queste ore soluzioni e valutando come poter continuare a supportare il sistema sanitario locale". Lo spiega in una nota l'organizzazione. "L'intero stato di Amazonas è in crisi. Gran parte dei malati gravi di Covid-19 vengono trasferiti nella capitale, Manaus, dove gli ospedali sono pieni. Questa situazione potrebbe causare ulteriori morti nei prossimi giorni - si legge - Se la situazione peggiora, l'apporto di ossigeno a Tefè durerà solo un paio di giorni e il 60% dei pazienti ricoverati ne ha bisogno. Una percentuale in aumento rispetto alla settimana precedente in cui solo il 30% dei malati necessitava di ossigeno- avverte Msf- Inoltre, altri stati del nord del Brasile, come il Roraima, dipendono dalla produzione di ossigeno di Manaus. Il rischio è che le scorte potrebbero esaurirsi e che anche altri stati potrebbero subire la stessa terribile situazione che sta affrontando la capitale dello stato di Amazonas".

Msf "sta cercando soluzioni per salvare vite umane. Team MSF inoltre stanno distribuendo mascherine e invitando le persone a seguire le linee guida per contrastare il CoViD-19", conclude la nota.

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