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Covid, vaccino e disabilità: le associazioni soddisfatte. Ma si attendono notizie

L'Unione italiana ciechi ringrazia Arcuri “L'annuncio è segno di civiltà, che premia le insistenze della nostra associazione”. Speziale: “Aspettiamo sviluppi operativi, possibilmente con il coinvolgimento delle associazioni”. Aipd chiede "tre chiarimenti" e la risposta alla lettera inviata con Anffas e Coordown

13 gennaio 2021

ROMA - “L'annuncio dell'inizio delle vaccinazioni delle persone con disabilità visiva a partire dal primo febbraio prossimo rappresenta un segno di civiltà che premia le insistenze della nostra Associazione a tutela di una categoria di cittadini maggiormente esposti a rischio contagio, inclusi i propri accompagnatori”: così ", dichiara Mario Barbuto, presidente Uici, in una nota ringrazia il commissario Arcuri, che rispondendo alle domande dei giornalisti in conferenza stampa, giovedì scorso, ha lasciato intendere che le persone con disabilità saranno vaccinate a partire da febbraio, insieme agli over 80. 
 
“Le 128 sedi territoriali e regionali dell'Uici- prosegue Barbuto - sono da oggi a disposizione del commissario e delle autorità sanitarie per organizzare al meglio il programma di vaccinazione, con l'obiettivo di ridurre al minimo le possibili complicazioni per gli utenti, dovute agli spostamenti e alle attese eventuali per ricevere il vaccino e il richiamo. Confidiamo che il commissario e le autorità sanitarie coinvolte a ogni livello nel programma di vaccinazione - conclude Barbuto - vogliano accogliere questa disponibilità e realizzare la campagna vaccinale in sintonia con l'associazione di rappresentanza che più e meglio di tutti conosce realtà, bisogni e criticità dei propri associati e rappresentati”.
 
Soddisfatto ma cauto Roberto Speziale, presidente di Anffas: “Da più parti mi viene chiesto come questa dichiarazione si tradurrà in operatività – riferisce – Sarebbe quindi importante che il commissario Arcuri predisponesse una nota d'indirizzo di tipo operativo, anche per garantire uniformità applicative da parte delle varie regioni. Sarebbe auspicabile che, nel rispetto del 'nulla su di noi senza di noi', fossero in questa fase coinvolte le organizzazioni che rappresentano le persone con disabilità”. 
 
Anche la presidente di AipdTiziana Grilli, nell'esprimere “grande gratitudine verso il commissario Arcuri, che mostra di aver ascoltato le nostre istanze”, invita però a precisare almeno tre questioni fondamentali. “Primo, chi siano gli accompagnatori. E occorre che sia specificato che il riferimento non è solo alle persone con disabilità che vivono nelle strutture residenziali, ma anche a chi vive in casa e ai loro assistenti, familiari e non”; secondo, “il consenso informato: occorre che siano date indicazioni operative al più presto, perché le famiglie siano ben informate e possano prepararsi”; terzo, “il requisito anagrafico, almeno nel caso delle persone con sindrome di Down, non deve essere considerato: anche prima dei 40 anni, infatti, come la letteratura scientifica ci ha detto chiaramente, queste persone sono maggiormente esposte al rischio di complicazioni e decessi in caso di contagio e devono quindi assolutamente essere protette”. Coglie l'occasione, Tiziana Grilli, per ricordare che “il 31 dicembre Aipd, insieme a Coordown e Anffas, ha inviato una lettera al ministro e al commissario, proprio sul tema dei vaccini per le persone con disabilità, corredata di utili riferimenti scientifici. Ad oggi, non ci è pervenuto alcun riscontro, che quindi oggi torniamo a sollecitare, fiduciosi che il contributo delle associazioni che rappresentiamo possa essere accolto e valorizzato da chi si trova a prendere decisioni che hanno un forte impatto sulla vita di migliaia di famiglie”. 

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